Conosciamo Oberdan Bezzi, e pubblichiamo sempre con piacere i suoi sketch di ipotetiche future moto, sempre disegnate sempre con una mano sul foglio (elettronico) e una sul cuore. La nuova rinascita della Moto Morini ha ispirato l’estro del designer, che ha pubblicato sul suo blog alcuni lavori marchiati Morini e Bimota che utilizzano il bicilindrico a V già collaudato da modelli come Corsaro, Granpasso e 9 1/2.
La prima immagine è una Bimota MMB Futa: “E’ un attrezzo da sfoderare il sabato o la domenica mattina per andare a caccia di piegatori incalliti da sfidare sui tornanti e con cui farsi poi un panino in cima. Poi la si ripone in garage come una spada nel fodero, in attesa di nuove sfide da fine settimana.” Poi troviamo la nostalgica Moto Morini 9 1/2 Sport S, “una versione per i nostalgici dei primi anni 80. Quando le moto anche se sportive erano versatili e si potevano usare sia per fare le “tirate”, che per portarci la fidanzata.”
Moto Morini 9 1/2 Sport e Strada: “omaggio alla mitica 350 Sport vera icona del marchio e la leggermente meno sportiveggiante STRADA, moto classica ottima per tutti gli usi e tutti i tipi di utenti. Vere moto all’italiana… ITALIANE!” E infine la nostalgica Bimota Mutòr Concept: “propone tutti i tipici stilemi delle moto da competizione italiane degli anni passati, ovviamenti plasmati ed adattati ai moderni concetti e dimensioni dei mezzi moderni. La colorazione poi è tipica delle Moto Morini da competizione degli anni 60.”
Romanticherie fini a se stesse o potenziali best seller nel settore delle italiane di qualità? Difficile dirlo senza avere un progetto concreto da analizzare, ma la passione che mette Oberdan nel preparare le sue elaborazioni è la stessa che muove tanti motociclisti che vedono nella storia e nella tradizione di un marchio un elemento non trascurabile quando si vendono le motociclette, soprattutto in queste nicchie di mercato.
Il prototipo 4-MC è l’opera originale dell’ingegnere e direttore della società, Nick Shotter. L’ha disegnato con lo scopo di garantire una guida sicura ed efficace nel traffico cittadino: lui stesso infatti era rimasto ferito in un incidente stradale in moto quando lavorava come corriere a Londra.
Il progetto ha visto il suo nascere nel lontano 1989 e nel 2000 il 4-MC ha vinto il premio DTI Smart. Dal 2002 in avanti, Nick ha presentato il suo mezzo rivoluzionario a molti noti produttori con un invito ad acquistarne la proprietà intellettuale (IP). E finalmente, tra il 2004 e il 2008, ha costruito il primo prototipo perfettamente funzionante per dimostrarne ulteriormente il valore e le qualità.
Brevetto, marchio di fabbrica e prototipo fanno parte dell’IP che è ora disponibile per la vendita o la licenza. Per questa piccola dimostrazione non è stato neccessario montare parafanghi, luci e carrozzeria. Dalle immagini scattate (con in sella lo stesso Nick), il prototipo sembra sicuro e terribilmente divertente da guidare!
Nessun render ufficiale, nessun comunicato stampa da parte di Peugeot e nessuna rivoluzionaria concept da ammirare ai vari saloni internazionali. La creazione in questa gallery arriva da Simone Madella, un giovane studente di Bike Design che ha elaborato un concept guardando al futuro dello stile ma con un occhio al passato. Riportiamo qui sotto le sue stesse parole, che non potevano spiegare in maniera migliore il progetto Peugeot 515 Concept:
“La mia attenzione si è concentrata sulla Peugeot 515 ( 3 record du mund ) del 1934. Questa moto ai sui tempi battè 3 record del mondo, spinta da un mono a 4t di 500cc capace di spingerla fino a 140mph, che per l’epoca era tanta roba. Sulla falsa riga del Peugeot EX1, volevo creare una moto elettrica che battesse alcuni record, come velocità, durata, affidabilità,tempi di ricarica e che ricalcasse lo stesso animo corsaiolo con cui era stata costruita.
Per prima cosa ho deciso di mettere un grande motore elettrico nella ruota posteriore, un pacco batterie al centro ( con apposita cover e fori di ventilazione ). La disposizione dei pesi concentrati verso il basso, porta all’abbassamento del baricentro, il che diventa sinonimo di maggior agilità e stabilità. Sotto il pacco batterie troviamo una pinna avente dei sensori, capaci di analizzarre le condizioni dell’asfalto : bagnato, buche , sporco etc…. e di comunicarle dunque al pilota.
Continua a leggere: Peugeot 515 Concept: design e storia nell'elettrica del futuro

Ariel è stato un marchio di successo nella produzione di moto a cavallo fra le due Guerre. La storia racconta che la prima Ariel nacque nel 1898 come triciclo motorizzato, per poi trovare la prima vera due ruote da 350cc nel 1908. La produzione continuò incessante fino al 1969, ma il periodo d’oro è da collocare nel ventennio fra il 1940 e il 1960.
Simon Saunders, appassionato di queste storiche motociclette britanniche è pronto a riportare in vita il marchio a due ruote gia nel 2012, con moto inedite costruite oltremanica e dotate di motore Honda. Il fondatore della nuova Ariel parla di moto dalle grandi performance e costruite su misura per il cliente, con prezzi che nonostante tutto non supereranno le 20.000 Sterline.
Attualmente il marchio Ariel è utilizzato per la produzione di auto da track days ad alte prestazioni. Simon, proprietario della Ariel Cars Ltd, ha acquistato il marchio in data 1991 reinventandolo per la produzione della Atom, in commercio dal 1998. Attualmente il boss ha in essere un contratto con Honda per la fornitura dei motori Vtec della Civic Type R, proprio per questo si pensa alla motorizzazione honda anche per le moto. Seguiremo con attenzione gli sviluppi della vicenda.
via | MCN
Sostenitori e detrattori, tutti quanti dobbiamo convenire sul fatto che l’elettrico è sempre più reale, sia come elemento di propulsione auto che moto. In quest’ultimo settore, il nostro preferito, siamo ancora leggermente indietro con l’evoluzione ma nascono costantemente nuovi progetti e nuovi modi di concepire la mobilità elettrica. L’ultimo esempio si chiama Orphiro.
E’ la prima volta che parliamo di una elettrica cruiser, o almeno questo stile è quello che più si avvicina al concept. L’intero corpo moto è sigillato in una figura unica, tranne ovviamente ruote e parafanghi che ricalcano lo stile classico associato ai bei cerchi a raggi. Un crossover fra tradizione ed innovazione futuristica, che non ci pare tanto riuscito esteticamente, ma non possiamo che apprezzare lo sforzo.
Il produttore assicura più di 100km di autonomia, 120km/h di velocità massima e un prezzo fnale di circa 39.000 Euro. Sono tanti soldini per una moto che costa quanto una Electra Glide Ultra Classic CVO e va circa 1/3 sia come autonomia che come prestazioni, ma è il prezzo da pagare per un progetto innovativo e ancora esoso sia in fase di progettazione che produzione. Gli esemplari verranno costruiti solo su ordinazione, avete intenzione di acquistarne uno? Date un’occhiata al sito ufficiale
via | Masmoto
Leggerezza, semplicità, potenza sono gli ingredienti della Ducati Superlight 1100, un concept sognato e disegnato da Mario Antonioli, giovane Laureando in Disegno Industriale al Politecnico di Milano. Nel tempo libero tra la stesura della tesi e giri in moto (ha una Moto Morini 1200 Sport), si è dedicato all’elaborazione di quella che secondo lui sarebbe la moto ideale, ovvero una rielaborazione della ormai leggendaria Ducati Superlight, una moto leggera, semplice, con poca elettronica, potente quando basta (100 CV) ed equipaggiata con un motore desmo due valvole Ducati (per semplicità costruttiva ed affidabilità).
“Purtroppo oggi sul mercato - ci scrive Mario - ci sono ben poche moto che si avicinano a questo concetto e, ove presenti, sono destinate al solo utilizzo in pista, o hanno prezzi probitivi (vedi NCR Millona, o le varie Bimota Delirio e DB5).” 100 CV, 120 kg di peso e circa 8 mila euro per portarla a casa. Se fosse tutto vero non sarebbe la moto perfetta?

Solo ieri vi abbiamo parlato di un nuovo modello che Honda è pronta a presentare al prossimo salone Eicma. I dati a nostra disposizione parlano di bicilindrico parallelo, mentre dall’unica foto camuffata potevamo scorgere un avantreno tutt’altro che sportivo, con una dotazione molto basilare di ciclistica ed impianto frenante. Ad illuminarci arriva un articolo di Visordown, che pubblica un disegno del progetto molto eloquente.
Come si può notare, l’idea di una naked commuter dallo schema classico è da abbandonare. Ci troviamo di fronte ad un crossover fra moto e scooter, un concetto già esplorato da Honda con il flop DN-01, ma non del tutto da abbandonare. Il principio alla base, è quello già utilizzato sulla Aprilia Mana 850, con serbatoio sottosella e vano portacasco fra le ginocchia, ma ulteriormente evoluto e “scooteristico”
La porzione di telaio in tubi che collega il cannotto al motore è particolarmente bassa e avanzata, così come il monoblocco dall’angolazione accentuata. Tutto è volto a lasciare spazio per un capiente storage box centrale, che viene in qualche moto ostacolato dal solo air box. Una soluzione intelligente, che mischia ancora di più il termine moto con il termine scooter, decidete voi se il più appropriato è Mooter o Scooto… sono brutti entrambi.
La soluzione, in questa maniera ricorda da vicino il concept New Mid, visto allo scorso Eicma. Non è fantascienza pensare ad una piattaforma telaistica condivisa per un modello a forma di moto, e uno a forma di scooter, potrebbe essere la nascita di una nuova categoria capace di mettere d’accordo due target dai gusti completamente diversi con un’unica soluzione.
Si chiama “Veron” il concept che vedete, realizzato dal nostro lettore Andrea Coccia che ha studiato “Transportation Design” al Politecnico di Milano. Andrea nel tempo libero si diletta con Alias Autodesk.
“L’ho immaginata con una posizione di guida regolabile su 2 posizioni: - ci scrive il neo designer - Sport e Touring, alzando e abbassando il cannotto di sterzo che, quindi, è svincolato dalla sospensione anteriore che in questo caso è in stile Vyrus.” Andrea ci chiede cosa ne pensiamo. Noi naturalmente giriamo a voi la domanda…
Certo non si può dire che in Canada non prendono le cose seriamente: ne è un esempio il concept di questa naked elettrica. Mentre infatti possiamo soltanto apprezzarne il suo rendering via CAD, la società franco-canadese Lito Green Motion, ha già fissato il debutto della sua The Sora il prossimo 12 giugno, sul circuito di F1 di Montreal. Il suo management assicura che la moto elettrica sarà dotata dei “migliori elementi di design per Café Racer e Street Fighter”: qualunque cosa significhi, ci sembra che alla Sora aspettano di ricevere il feedback del pubblico, prima affibbiarle un etichetta che la ricomprenda in una data categoria.
Lito Green Motion vanta alcune specifiche interessanti, come il cambio CVT noncè un’autonomia di circa 300 km grazie alle sue batterie agli ioni di litio. Da segnalare il Safe Gamma System, un computer di bordo che consentirà (non è dato sapere ancora a quale velocità di marcia) al pilota di gestire l’energia, impostare la destinazione attraverso un GPS touchscreen, perfettamente integrato nel serbatoio. Bellissimo il forcellone in traliccio e i led incorcoporati nel parafango posteriore.
Oltre all’ampio display precedentemente menzionato, la tecnologia a bordo impazza: si va dalla mappatura alla regolazione elettronica della sella, che può essere sollevata o abbassata in base alle preferenze del pilota e al suo stile di guida. Il motore vanta una coppia di 80 Nm di in grado di spingere gli oltre 240 Kg a una velocità massima di 200 Kmh. Il prezzo è salato, ossia 42.399 dollari canadesi, che equivalgono a poco più di 30.500 euro. Disponibile dalla metà di ottobre, non vediamo l’ora di vederla su strada.
Continua a leggere: Lito Green Motion presenta il concept elettrico "Sora"

Sul web impazzano di continuo esercizi, proposte (e talvolta anche burle) da parte di utenti e appassionati. Oggi vi presentiamo un Monster particolare, che probabilmente non vedremo mai nei concessionari. Questo concept è infatti un incrocio derivato dal propulsore della celebre Superbike 848 incastonato nel telaio di un M796 con monobraccio.
Notiamo subito il raffreddamento ad aria, ammortizzatori della 1198, frizione antisaltellamento e il kit di scarico Termignoni. Questi e molti altri accessori del catalogo Ducati Performance, contribuiscono ad inserire nella sigla di questo prototipo, la leggendaria lettera “R”. E se invece fosse proprio arrivato il suo momento?
via | AsphaltandRubber