All’ultimo salone dell’automotive indiano, l’India Auto Expo 2012, c’è stato spazio per le due ruote, con la presentazione di un modello del tutto nuovo di Royal Enfield, passato in sordina qui in Europa ma decisamente interessante anche per gli appassionati del vecchio continente. La Continental GT è una concept cafe racer che riprende le linee dell’originale, omonima, di fine anni ‘60, quando la produzione era inglese e le Royal erano diffuse in tutto il vecchio continente.
Gli indiani ora proprietari del marchio hanno deciso di rinverdire i fasti della sportiva, riproponendo il concetto e le linee del passato con una moto del tutto nuova, la prima moto Royal Enfield completamente costruita dalla divisione indiana, senza utilizzare progetti e disegni delle storiche inglesi del passato. Unico elemento comune all’attuale produzione, il motore monocilindrico da 500cc della Bullet.
Di specifiche tecniche e produzione ancora non sappiamo nulla, ma il lavoro dei tecnici indiani merita sicuramente un plauso.
Non solo Eicma, perchè Yamaha presenta novità anche al Tokyo Motor Show 2011, kermesse dedicata più al mondo delle auto ma particolarmente apprezzata dalle case costruttici a due ruote per presentare nuovi concept e progetti futuristici. Dopo aver visto le novità di Honda, arriva Yamaha che presenta ben 3 nuovi concept.
Y125 Moegi è un esempio di design retrò e un vero e proprio pezzo d’arte. Unisce i vantaggi della bicicletta e della moto in un unico mezzo che ricorda molto le bici motorizzate di un tempo (come non pensare ai ciclomotori Bianchi o al mitico Motom 48). Monta un motore 125 su un telaio leggerissimo, unito a chicche estetiche davvero interessanti. Un concept per la mobilità urbana davvero bello.
XTW250 Ryoku è il concept che sembra più vicino ad un concetto di moto di produzione, e riprende i caratteri tipici dei SUV, presentato assieme allo slogan “unrestricted, anytime, anywhere”. Si pone dunque come soluzione facile per chi utilizza le due ruote in tutti i terreni e in tutte le stagioni, una moto adatta al turismo come al lavoro, aggressiva nello stile grazie ai gommoni e al look spartano.
EC-Miu è il più raffinato e futuristico dei tre, rappresenta un commuter elettrico per la città, posizionato nella categoria dei 50cc e dotato di due ruote al posteriore per massimizzare la stabilità. Studiato per le donne offre spunti di design interessanti e un innovativo avantreno con comandi direttamente collegati ala ruota anteriore.
Husqvarna porta una novità assoluta all’Eicma 2011. Assieme alla già notissima (e apprezzata) Nuda 900R arriva un concept dalle linee retrò ma dai contenuti moderni della attuale produzione. Si chiama Moab ed è una moderna trasposizione della mitica H400 di Steve McQueen, il nome invece richiama un’area desertica dello Utah, che richiama ogni anno una marea di appassionati dell’Off Road e set di numerosissimi cult movies.
L’Husqvarna Concept Moab è dotato del motore da 650 cc incastonato in un telaio perimetrale, con monotrave anteriore e forcellone dotato di sospensione a progressività variabile. Le ruote sono da 17” pollici con gommatura off road semi tassellata mentre l’impostazione del design si basa sulla suddivisione a blocchi distinti del serbatoio, della sella, delle tabelle porta numero e dello scarico.
A breve vi proporremo anche le foto live in diretta dal Salone di Milano. Stay tuned.
Husqvarna Concept Moab
Husqvarna Concept Moab Live Eicma 2011








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Conosciamo Oberdan Bezzi, e pubblichiamo sempre con piacere i suoi sketch di ipotetiche future moto, sempre disegnate sempre con una mano sul foglio (elettronico) e una sul cuore. La nuova rinascita della Moto Morini ha ispirato l’estro del designer, che ha pubblicato sul suo blog alcuni lavori marchiati Morini e Bimota che utilizzano il bicilindrico a V già collaudato da modelli come Corsaro, Granpasso e 9 1/2.
La prima immagine è una Bimota MMB Futa: “E’ un attrezzo da sfoderare il sabato o la domenica mattina per andare a caccia di piegatori incalliti da sfidare sui tornanti e con cui farsi poi un panino in cima. Poi la si ripone in garage come una spada nel fodero, in attesa di nuove sfide da fine settimana.” Poi troviamo la nostalgica Moto Morini 9 1/2 Sport S, “una versione per i nostalgici dei primi anni 80. Quando le moto anche se sportive erano versatili e si potevano usare sia per fare le “tirate”, che per portarci la fidanzata.”
Moto Morini 9 1/2 Sport e Strada: “omaggio alla mitica 350 Sport vera icona del marchio e la leggermente meno sportiveggiante STRADA, moto classica ottima per tutti gli usi e tutti i tipi di utenti. Vere moto all’italiana… ITALIANE!” E infine la nostalgica Bimota Mutòr Concept: “propone tutti i tipici stilemi delle moto da competizione italiane degli anni passati, ovviamenti plasmati ed adattati ai moderni concetti e dimensioni dei mezzi moderni. La colorazione poi è tipica delle Moto Morini da competizione degli anni 60.”
Romanticherie fini a se stesse o potenziali best seller nel settore delle italiane di qualità? Difficile dirlo senza avere un progetto concreto da analizzare, ma la passione che mette Oberdan nel preparare le sue elaborazioni è la stessa che muove tanti motociclisti che vedono nella storia e nella tradizione di un marchio un elemento non trascurabile quando si vendono le motociclette, soprattutto in queste nicchie di mercato.
Il prototipo 4-MC è l’opera originale dell’ingegnere e direttore della società, Nick Shotter. L’ha disegnato con lo scopo di garantire una guida sicura ed efficace nel traffico cittadino: lui stesso infatti era rimasto ferito in un incidente stradale in moto quando lavorava come corriere a Londra.
Il progetto ha visto il suo nascere nel lontano 1989 e nel 2000 il 4-MC ha vinto il premio DTI Smart. Dal 2002 in avanti, Nick ha presentato il suo mezzo rivoluzionario a molti noti produttori con un invito ad acquistarne la proprietà intellettuale (IP). E finalmente, tra il 2004 e il 2008, ha costruito il primo prototipo perfettamente funzionante per dimostrarne ulteriormente il valore e le qualità.
Brevetto, marchio di fabbrica e prototipo fanno parte dell’IP che è ora disponibile per la vendita o la licenza. Per questa piccola dimostrazione non è stato neccessario montare parafanghi, luci e carrozzeria. Dalle immagini scattate (con in sella lo stesso Nick), il prototipo sembra sicuro e terribilmente divertente da guidare!
Nessun render ufficiale, nessun comunicato stampa da parte di Peugeot e nessuna rivoluzionaria concept da ammirare ai vari saloni internazionali. La creazione in questa gallery arriva da Simone Madella, un giovane studente di Bike Design che ha elaborato un concept guardando al futuro dello stile ma con un occhio al passato. Riportiamo qui sotto le sue stesse parole, che non potevano spiegare in maniera migliore il progetto Peugeot 515 Concept:
“La mia attenzione si è concentrata sulla Peugeot 515 ( 3 record du mund ) del 1934. Questa moto ai sui tempi battè 3 record del mondo, spinta da un mono a 4t di 500cc capace di spingerla fino a 140mph, che per l’epoca era tanta roba. Sulla falsa riga del Peugeot EX1, volevo creare una moto elettrica che battesse alcuni record, come velocità, durata, affidabilità,tempi di ricarica e che ricalcasse lo stesso animo corsaiolo con cui era stata costruita.
Per prima cosa ho deciso di mettere un grande motore elettrico nella ruota posteriore, un pacco batterie al centro ( con apposita cover e fori di ventilazione ). La disposizione dei pesi concentrati verso il basso, porta all’abbassamento del baricentro, il che diventa sinonimo di maggior agilità e stabilità. Sotto il pacco batterie troviamo una pinna avente dei sensori, capaci di analizzarre le condizioni dell’asfalto : bagnato, buche , sporco etc…. e di comunicarle dunque al pilota.
Continua a leggere: Peugeot 515 Concept: design e storia nell'elettrica del futuro

Ariel è stato un marchio di successo nella produzione di moto a cavallo fra le due Guerre. La storia racconta che la prima Ariel nacque nel 1898 come triciclo motorizzato, per poi trovare la prima vera due ruote da 350cc nel 1908. La produzione continuò incessante fino al 1969, ma il periodo d’oro è da collocare nel ventennio fra il 1940 e il 1960.
Simon Saunders, appassionato di queste storiche motociclette britanniche è pronto a riportare in vita il marchio a due ruote gia nel 2012, con moto inedite costruite oltremanica e dotate di motore Honda. Il fondatore della nuova Ariel parla di moto dalle grandi performance e costruite su misura per il cliente, con prezzi che nonostante tutto non supereranno le 20.000 Sterline.
Attualmente il marchio Ariel è utilizzato per la produzione di auto da track days ad alte prestazioni. Simon, proprietario della Ariel Cars Ltd, ha acquistato il marchio in data 1991 reinventandolo per la produzione della Atom, in commercio dal 1998. Attualmente il boss ha in essere un contratto con Honda per la fornitura dei motori Vtec della Civic Type R, proprio per questo si pensa alla motorizzazione honda anche per le moto. Seguiremo con attenzione gli sviluppi della vicenda.
via | MCN
Sostenitori e detrattori, tutti quanti dobbiamo convenire sul fatto che l’elettrico è sempre più reale, sia come elemento di propulsione auto che moto. In quest’ultimo settore, il nostro preferito, siamo ancora leggermente indietro con l’evoluzione ma nascono costantemente nuovi progetti e nuovi modi di concepire la mobilità elettrica. L’ultimo esempio si chiama Orphiro.
E’ la prima volta che parliamo di una elettrica cruiser, o almeno questo stile è quello che più si avvicina al concept. L’intero corpo moto è sigillato in una figura unica, tranne ovviamente ruote e parafanghi che ricalcano lo stile classico associato ai bei cerchi a raggi. Un crossover fra tradizione ed innovazione futuristica, che non ci pare tanto riuscito esteticamente, ma non possiamo che apprezzare lo sforzo.
Il produttore assicura più di 100km di autonomia, 120km/h di velocità massima e un prezzo fnale di circa 39.000 Euro. Sono tanti soldini per una moto che costa quanto una Electra Glide Ultra Classic CVO e va circa 1/3 sia come autonomia che come prestazioni, ma è il prezzo da pagare per un progetto innovativo e ancora esoso sia in fase di progettazione che produzione. Gli esemplari verranno costruiti solo su ordinazione, avete intenzione di acquistarne uno? Date un’occhiata al sito ufficiale
via | Masmoto
Leggerezza, semplicità, potenza sono gli ingredienti della Ducati Superlight 1100, un concept sognato e disegnato da Mario Antonioli, giovane Laureando in Disegno Industriale al Politecnico di Milano. Nel tempo libero tra la stesura della tesi e giri in moto (ha una Moto Morini 1200 Sport), si è dedicato all’elaborazione di quella che secondo lui sarebbe la moto ideale, ovvero una rielaborazione della ormai leggendaria Ducati Superlight, una moto leggera, semplice, con poca elettronica, potente quando basta (100 CV) ed equipaggiata con un motore desmo due valvole Ducati (per semplicità costruttiva ed affidabilità).
“Purtroppo oggi sul mercato - ci scrive Mario - ci sono ben poche moto che si avicinano a questo concetto e, ove presenti, sono destinate al solo utilizzo in pista, o hanno prezzi probitivi (vedi NCR Millona, o le varie Bimota Delirio e DB5).” 100 CV, 120 kg di peso e circa 8 mila euro per portarla a casa. Se fosse tutto vero non sarebbe la moto perfetta?

Solo ieri vi abbiamo parlato di un nuovo modello che Honda è pronta a presentare al prossimo salone Eicma. I dati a nostra disposizione parlano di bicilindrico parallelo, mentre dall’unica foto camuffata potevamo scorgere un avantreno tutt’altro che sportivo, con una dotazione molto basilare di ciclistica ed impianto frenante. Ad illuminarci arriva un articolo di Visordown, che pubblica un disegno del progetto molto eloquente.
Come si può notare, l’idea di una naked commuter dallo schema classico è da abbandonare. Ci troviamo di fronte ad un crossover fra moto e scooter, un concetto già esplorato da Honda con il flop DN-01, ma non del tutto da abbandonare. Il principio alla base, è quello già utilizzato sulla Aprilia Mana 850, con serbatoio sottosella e vano portacasco fra le ginocchia, ma ulteriormente evoluto e “scooteristico”
La porzione di telaio in tubi che collega il cannotto al motore è particolarmente bassa e avanzata, così come il monoblocco dall’angolazione accentuata. Tutto è volto a lasciare spazio per un capiente storage box centrale, che viene in qualche moto ostacolato dal solo air box. Una soluzione intelligente, che mischia ancora di più il termine moto con il termine scooter, decidete voi se il più appropriato è Mooter o Scooto… sono brutti entrambi.
La soluzione, in questa maniera ricorda da vicino il concept New Mid, visto allo scorso Eicma. Non è fantascienza pensare ad una piattaforma telaistica condivisa per un modello a forma di moto, e uno a forma di scooter, potrebbe essere la nascita di una nuova categoria capace di mettere d’accordo due target dai gusti completamente diversi con un’unica soluzione.