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Tutti gli articoli con tag cassa integrazione

Yamaha Motor Italia ha richiesto il rinnovo della Cassa integrazione per i dipendenti di Gerno di Lesmo

pubblicato da Gianluca

Sede Yamaha Motor Italia a Gerno di Lesmo

Yamaha Motor Italia ha fatto sapere nel tardo pomeriggio di ieri alla rappresentanza sindacale che grazie agli incentivi proposti ai cassa-integrati sussistono le condizioni oggettive richieste dal Ministero del Lavoro per presentare la domanda per il secondo anno di CIGS (Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria) a favore degli addetti alla produzione coinvolti nella riorganizzazione aziendale annunciata a fine 2009.

Come noto, le disposizioni ministeriali prevedono che almeno il 30% dei lavoratori in CIGS sia ricollocato entro il primo anno di cassa. La proposta economica formulata dall’azienda durante l’incontro sindacale dello scorso 10 dicembre, in aggiunta agli impegni già stabiliti nell’accordo dello scorso 7 gennaio 2010, è stata infatti favorevolmente accolta da un numero significativo di lavoratori.

“Non abbiamo mai cercato lo scontro - dichiara la direzione aziendale - ma, anzi, ci siamo sempre impegnati per trovare soluzioni idonee ad attenuare l’impatto sociale della riorganizzazione aziendale, anche proponendo soluzioni aggiuntive a quanto già stabilito nell’accordo accettato e controfirmato dai sindacati e dai rappresentanti dei lavoratori (RSU). Siamo stati contattati da diversi lavoratori che hanno spontaneamente deciso di accogliere la nostra proposta consentendoci così di richiedere, con la prospettiva di un suo accoglimento, il rinnovo della CIGS.”

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Anche Dainese in crisi, 80 esuberi e 120 dipendenti in cassa integrazione

pubblicato da Gianluca

Logo Dainese

La crisi globale continua a fare le vittime. A farne le spese questa volta è la Dainese, leader nell’abbigliamento per motociclisti, costretta a cessare la produzione in Italia. L’azienda di Molvena (VI) ha firmato l’accordo con la Provincia e i sindacati che prevede - riporta il Corriere del Veneto - un anno di cassa integrazione straordinaria per 120 dipendenti e fra dodici mesi la mobilità e il licenziamento di circa 80 di questi.

L’azienda vicentina, che possiede anche i marchi Mavet e AGV conta 250 addetti, di cui un centinaio operai, per lo più donne. Dainese ha due stabilimenti anche in Tunisia, e in tutto arriva a 500 addetti. I numeri di bilancio 2008, anche se in forte contrazione rispetto all’esercizio precedente, erano ancora positivi: 105 milioni di euro di ricavi, un margine operativo lordo di 10,2 milioni e un utile di 700 mila euro, seppur con un certo indebitamento, 33,2 milioni di posizione finanziaria netta negativa.

“Nel 2009 la crisi ha picchiato duro sul settore motociclistico, in particolare sul mercato dei prodotti per moto superiori ai 300cc - spiega Giuseppe Sforza, segretario regionale della Filcem Cgil - Di fatto va a cessare la produzione di tute in Italia, eccetto una ristretta nicchia di qualche centinaio di capi. Il piano industriale presentato, comunque, ci sembra valido e l’azienda prevede di mettere in produzione entro fine anno le tute-airbag. Nel 2009 c’è stato un calo di fatturato del 25%, ma nel 2010 potrebbe andare ancora peggio.”

“Dainese terminerà la produzione di a Molvena di alcuni articoli che non hanno più mercato, mentre le tute piloti e particolari commesse saranno prodotte ancora a Molvena” - previsa l’azienda veneta.

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Yamaha pronta a trattare la Cassa Integrazione degli operai dello Stabilimento di Gerno di Lesmo

pubblicato da Gianluca

Yamaha Motor Italia

I vertici della filiale italiana della Yamaha hanno comunicato nella serata di ieri al Ministero del Lavoro la propria disponibilità ad esaminare un ricorso alla cassa integrazione straordinaria per le 66 persone oggetto della procedura di mobilità al fine di trovare una soluzione concordata di tale procedura, avviata a causa delle chiusura del reparto produzione.

Era stato il Ministero stesso - prosegue la nota - a suggerire di percorre questa strada al fine di trovare una soluzione concordata, promettendo il proprio sostegno e il proprio impegno. L’azienda auspica quindi che si possa giungere la più presto alla sigla di una soluzione concordata che ponga fine all’attuale difficile situazione.

L’azienda ha così dimostrato grande apertura nei confronti di un problema importante come quello del lavoro. Ricordiamo che da cinque giorni 4 operai dello stabilimento in questione vivono sul tetto giorno e notte come segno di protesta. Ci auspichiamo una volta di più che la situazione possa risolversi prima possibile e nel migliore dei modi.

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Moto Guzzi: trovati gli accordi per far ripartire l'impianto di Mandello

pubblicato da Michele Lallai

Dieci ore di trattativa fra i vertici Piaggio e i sindacati, sono serviti a delineare il futuro dello stabilimento Moto Guzzi di Mandello del Lario con la decisione finale che vede i sindacati accettare la cassa integrzione straordinaria per 54 dipendenti, ma ottenendo in cambi il ripristino di quegli uffici tecnici che nel corso degli anni sono stati spostati a Pontedera e Noale.

Mario Venini della Fiom Cigl ha dichiarato: “Abbiamo cercato di creare le condizioni perchè la struttura mandellese non venisse ridotta così il piano industriale presentato a settembre prevedeva ed è stato possibile fare questo convincendo l’azienda a riportare a Mandello alcune funzioni industriali che avevano lasciato il territorio negli anni passati. Il secondo obiettivo raggiunto è la garanzia, da parte dell’azienda, del pieno ricollocamento di quei lavoratori che saranno messi in cassa integrazione e non potranno accedere al prepensionamento e non troveranno una nuova occupazione”.

Alcuni ruoli amministrativi, tecnici e produttivi, torneranno completamente a Mandello a partire da marzo, come da accordo firmato. Il sindacato vorrebbe riportare il prima possibile l’ufficio ricambi, l’assistenza moto e il settore di personalizzazione del prodotto. Dal 4 dicembre l’impianto di Via Parodi rimarrà chiuso per la cassa integrazione e lo smaltimento dei residui di ferie.

via | Provinciadilecco

Moto Guzzi: continua la lotta per lasciare la produzione a Mandello

pubblicato da Michele Lallai


E’ una storia che si tira avanti da troppo tempo ormai, un principio per il quale i guzzisti e il sindaco di Mandello del Lario non mollano: l’intera produzione Moto Guzzi deve rimanere a Mandello. Le orecchie da mercante della Piaggio, riguardo questa faccenda, le conosciamo altrettanto bene e continua sulla sua linea.

Al momento la produzione nello storico stabilimento mandelliano è sospesa per ristrutturazione dei locali: dei 12 milioni inizialmente stanziati da Piaggio per il rinnovamento, ne sono stati spesi appena 1,5 e un’altro milione verra investito per la messa in sicurezza del tetto. Altri 4 milioni verranno utilizzati per il rilancio di Moto Guzzi dopo lo stop. Tutta la Guzzi difficilmente accetta questa situazione e si prospettano altre situazioni tristi per gli operai della fabbrica.

La produzione dei motori verrà permanentemente spostata a Noale o Pontedera, mentre la progettazione verrà al 100% spostata a Noale, nella sede Aprilia. Allo stabilimento mandelliano lascerebbero solo l’assemblaggio. E’ stato pianificato quindi un ridimensionamento della forza operaia: dei 130 (ora in cassa integrazione) ne verranno licenziati 50.

via | Motociclismo

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Dopo Moto Guzzi anche su Aprilia l'ombra nera della cassa integrazione?

pubblicato da 200mph

Aprilia si prepara a mettere alcuni suoi uomini in Cassa Integrazione?Eravamo rimasti al caso scoppiato con Moto Guzzi ancora nel suo pieno che prima ancora di ricevere buone nuove ci ritroviamo ad aggiungere anche i cugini di Aprilia. O almeno così pare secondo quanto dichiarato da Michele Zanocco, segretario regionale Fim-Cisl Veneto e Adriano Pomiato, della Fiom-Cgil di Venezia, anche se la nostra speranza è che non sarà così.

Che richiamano l’attenzione su un problema che sta toccando in questo giorni la sede dell’Aprilia: “riteniamo preoccupante che Aprilia non voglia fare chiarezza sulla sua situazione. Rivendichiamo un tavolo di confronto vero, dove vengano esplicitate le reali intenzioni dell’azienda, sia per fare fronte a questa situazione congiunturale che potrebbe durare a lungo, oltre che al mantenimento degli impegni industriali (investimenti, nuovi modelli…)“.

Parole che ancora una volta ne nascondono una ancora peggiore - la cassa integrazione - che pare dovrebbe arrivare nel corso di mese di Dicembre. Come sono andati avanti a spiegare Pomiato e Zanocco:

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Moto Guzzi: la situazione peggiora e intanto i sindacati scioperano

pubblicato da 200mph

Prosegue la diatriba MotoGuzzi per lo spostamento della sede a PontederaQuello che sembra potersi rivelarsi un gran polverone…alla fine lo ha fatto! Parliamo della ormai sempre più complicata questione della Moto Guzzi: per chi si forse perso le prime puntate, tutto è iniziato con una “ristrutturazione” della sede di Mandello del Lario con la quale i vertici Piaggio hanno messo in cassa integrazione 190 operai.

Una manovra che da subito era apparsa poco limpida, e che infatti da lì a qualche giorno ha visto insorgere i sindacati di Lecco, che tramite Mario Venini, Segretario FIOM CGIL Lecco, hanno accusato il Gruppo di aver creato una messa in scena finalizzata a spostare la sede produttiva di Guzzi a Pontedera, sede del Gruppo Piaggio.

La questione a quel punto è divampata, e la situazione è oggi ben lontana dal potersi sedare: ad oggi infatti continuano le proteste dei lavoratori della Moto Guzzi, che si oppongono all’intenzione ormai annunciata da Piaggio di mantenere a Mandello le sole operazioni di assemblaggio.

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Ristrutturazione Guzzi? Tutta una scusa per Mario Venini, Segretario FIOM CGIL Lecco

pubblicato da 200mph

Guai in vista per la Guzzi?La notizia della ristrutturazione della sede Moto Guzzi di Mandello del Lario che avrebbe causato la cassa integrazione per 190 operai dell’aquila ha destato un certo scalpore. E puntualmente non sono mancati gli strascichi e le repliche in seguito: troppo “strana” come decisione, presa oltretutto in modo pare molto affrettato.

Tanto che il pensiero è corso subito ad una probabile “scusa” da parte di Piaggio per chiudere uno stabilimento che oggi di sicuro ha più costi che altro, e sulla questione è andato a fondo il mensile Motociclismo che tramite il suo inviato Christian Cavaciuti ha cercato di fare luce sulla cosa. Intervistando Mario Venini, Segretario Generale della FIOM CGIL di Lecco, in merito alla decisione dei vertici della Piaggio di mettere in cassa integrazione i 190 operai.

E quello che ne è uscito fa piuttosto scalpore come ha dichiarato Venini: “La decisione, che ci è stata comunicata senza nessuna discussione preliminare, non ci trova affatto d’accordo perché cambia completamente la fisionomia della fabbrica“.

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