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Tutti gli articoli con tag carmelo ezpeleta

MotoGP: Carmelo Ezpeleta contro tutti, "così non possiamo continuare"

pubblicato da Michele Lallai

Qualche giorno fa Carmelo Ezpeleta ha rilasciato un’intervista davvero interessante, in cui parla di CRT, nuovi regolamenti e futuro del motomondiale. Ha fatto discutere la sua presa di sposizione contraria ad alcuni regolamenti che lui stesso ha voluto nel suo giocattolo, come la Moto2 unicamente fornita da Honda. Per il quotidiano spagnolo Marca - in una intervista ripresa da Bikeracing - ha dunque approfondito il concetto, lasciandoci ancora più stupiti per il suo piglio rivoluzionario.

“Nessuno si immaginava una crisi economica così importante. Il motociclismo oggi non è più costoso rispetto al recente passato: semplicemente ci sono meno soldi. Nel 2006 non c’erano di questi problemi e abbiamo dato il via libera al regolamento 800cc, era una sfida tecnologica per le case impegnate. Adesso la situazione economica sta peggiorando e noi dobbiamo salvaguardare il nostro prodotto: vogliamo far correre i migliori piloti del mondo su moto dall’alto tasso tecnologico, ma allo stesso tempo è nostra priorità offrire gare avvincenti e consentire ai piloti dotati di maggior talento di vincere.

Dopo Sepang ho detto alle case impegnate che così non possiamo continuare. Honda è un partner fantastico per la Moto2, ha dato molto al motociclismo, ma non sono in linea con la loro filosofia. Mi hanno detto che se non sono in grado di sviluppare nelle corse la loro tecnologia, non sono intenzionati a correre, ma in realtà nella IndyCar sono gli unici fornitori di motori, eppure sono regolarmente presenti”. E’ l’inizio di una rottura fra la casa giapponese e Carmelino?

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La Dorna "ha rotto" il giocattolo MotoGP

pubblicato da Massimo Falcioni

Carmelo EzpeletaBene, anzi decisamente male. Le ultime dichiarazioni di Carmelo Ezpeleta sullo stato della MotoGP decretano il fallimento della Dorna, nella bonaccia e nella nebbia più fitta, con la classe regina del motociclismo e l’intero motomondiale messi al tappeto. Non riportiamo qui le parole del patron spagnolo pubblicate nel post precedente. Fatto sta che solo oggi, a fine 2011, si prende atto di una situazione insostenibile e si propongono soluzioni ancora peggiori.

Neppure un cenno di autocritica da parte di Ezpeleta, come se la crisi della MotoGP fosse piovuta adesso dal cielo, figlia di nessuno e non il frutto di scelte imposte dalla Dorna con la colpevole complicità della FIM. In pochi anni il motomondiale è stato smantellato nella sua struttura portante incentrato sulle diverse cilindrate e sulle moto prototipi, base portante per motivare le corse, i suoi investimenti e l’appeal commerciale e di spettacolo.

Tutto è stato sacrificato alla logica esasperata ed esasperante del business, innescando una perversa spirale di esasperazione dei costi per mantenere un castello di carta a vantaggio di pochi: Dorna, Fim, Tv, qualche Casa, qualche Team, qualche pilota. Avremo modo e tempo di entrare nello specifico. Ci limitiamo a una semplice considerazione: cercare di incrementare la griglia di partenza “livellando” con regole restrittive la competitività delle corse significa chiudere il motociclismo. La formula “monomarca” è utile per il vivaio, ma la gente va alle corse dei cavalli perché sono uno diverso dall’altro, non è interessata a quelle dei polli (in batteria).

Carmelo Ezpeleta: "limitatore di giri e centralina unica nel 2013 per livellare le performance fra ufficiali e CRT"

pubblicato da Michele Lallai


“Il campionato ideale dovrebbe avere moto con più o meno lo stesse performance, più o meno lo stesso telaio, visibilità e possibilità” ha commentato Carmelo Ezpeleta in risposta ad una domanda di Cyclenews sulla MotoGP che vorrebbe, rimettendo in discussione quello che lui stesso ha creato con l’ingresso della “sottocategoria” CRT nella massima serie. I tempi e le prospettive sono palesemente non confrontabili con le moto ufficiali.

“La situazione reale è questa: la MotoGP costa tanto, è una battaglia tecnologica che non sta portando da nessuna parte. Ok che senza questo particolare non potrebbe essere la massima espressione del motociclismo, ma si tratta anche di gare fra team e piloti in pista. La scelta delle CRT è dedicata a coloro vogliono correre ma non hanno grandissimi budget, il problema è che non riusciamo a garantire le performance delle moto ufficiali e non si risolverebbe nessun problema” continua un Ezpeleta senza freni.

“I piloti più forti rimarranno con gli ufficiali, secondo Corrado Cecchinelli se tagliassimo tecnologia agli ufficiali diminuiremmo il gap e anche le case motociclistiche lavorerebbero meglio. Abbiamo già iniziato questo processo imponendo il limite di 81mm all’alesaggio, ma rimane il problema delle 1000 che hanno molta più potenza delle 800. L’anno prossimo andrà come andrà, ma dobbiamo risolvere il problema. Noi abbiamo fatto la proposta e siamo in attesa di risposte, è chiaro che vogliamo mettere un tetto alla potenza per il 2013, stiamo pensando ad un limite di giri e centralina unica per tutti, questi sono i punti su cui stiamo lavorando”

Questo è quanto, il boss ha dichiarato di voler rivedere ulteriormente il regolamento lasciando palesemente intuire l’errore commesso con il nuovo e poco curato regolamento CRT, che purtroppo non si può più toccare per il 2012. Per quest’anno, come dice lo stesso Carmelino, bisognerà accontentarsi di vedere due campionati separati in uno, ma non sarà accettato nemmeno dalla Dorna un così elevato gap prestazionale fra ufficiali e Claiming Rule Team. Si preannuncia tempesta.

MotoGP: Suzuki ad un passo dall'addio al motomondiale

pubblicato da Gianni C.

MotoGP 2011 - Motegi

A fine settimana sapremo: la Suzuki, molto probabilmente, annuncerà l’addio al motomondiale, al sogno chiamato MotoGP. I vertici di Hamamatsu hanno pensato molto alle alternative e naturalmente, visto il periodo di crisi, anche alle casse dell’azienda. Dopo aver ridotto i piloti da 2 a 1 (non rinnovando con Capirossi e lasciando al solo Bautista la guida della GSV-R), è stato il piccato Carmelo Ezpeleta a fissare una deadline alla Suzuki, non pronta con la 1000cc, cilindrata che esordirà nella prossima stagione.

Gli incredibili risultati ottenuti nei test di Valencia da Randy De Puniet, avranno incuriosito non poco i giapponesi e lo stesso team manager Paul Denning sulle reali potenzialità della quattro cilindri a V: “Ho parlato con Ezpeleta dandogli informazioni sulla nostra situazione in questo momento. Nonostante gli accordi fossero diversi, la Suzuki ha chiesto un’altra settimana per dare l’annuncio ufficiale.” ha confermato Denning. “Logicamente più passa il tempo e più il tutto diviene complicato se dovessimo realmente partecipare al mondiale 2012″

Tanti gli investimenti fatti nel tempo, poche le soddisfazioni sportive (ultima vittoria con Chris Vermeulen sul bagnato) dopo il mondiale vinto da Kenny Roberts Junior nel 2000. L’addio della Suzuki lascerebbe le sole Honda, Ducati e Yamaha impegnate ufficialmente in MotoGP anche se il numero uno della Dorna, “Don” Carmelo Ezpeleta si dice convinto di poter schierare ben 22 piloti in griglia. Altri progetti riguarderebbero CRT e 4 moto equipaggiate con il motore RSV4 Aprilia, logicamente “ritoccato” in base al regolamento. Non ci resta che aspettare e sperare. Dopo la Kawasaki un altro nome storico rischia di lasciare il campionato più importante del mondo…

via | MCN

Ezpeleta conferma l'interesse per l'acquisto della Superbike

pubblicato da Gianluca

Carmelo Ezpeleta

Carmelo Ezpeleta, CEO Dorna che detiene i diritti del Motomondiale, ha confermato che Bridgepoint (holding a cui fa capo la Dorna), aveva fatto un’offerta per l’acquisto di Infront Sports and Media, l’azienda che detiene i diritti del Mondiale Superbike. Bridgepoint vuole comprare Infront nella sua interezza, il che significa tutto il pacchetto della Superbike. Ezpeleta però ha detto di non voler fondere i due campionati che sono così diversi tra loro. Della serie, per risolvere la questione dei motori derivati dalla serie, mi compro chi ha inventato e gestisce la formula…

Inoltre, secondo quanto riporta (BikeSportNews) il capo della Superbike, Paolo Flammini, sta lavorando per cercare di preservare il campionato delle derivate di serie. “E’ vero Bridgepoint è il nostro maggiore azionista, e hanno presentato un’offerta per acquisire le azioni di Infront. - ha dichiarato Ezpeleta - Ci hanno informati dell’offerta, ma non ne conosciamo l’esito. Appena avremo informazioni certe le renderemo note. Quello che stanno cercando di acquisire è Infront, la società intera, non solo la parte motorsport.”

“Penso che sia necessario avere un campionato per prototipi ed uno di moto derivate dalla serie. E credo che questa sarebbe l’idea di mantenere entrambi i campionati”, ha aggiunto quando gli è stato chiesto di una possobile fusione tra MotoGP e Superbike. La questione è molto, molto delicata. Dubito che ne sapremo di più se non a fatto compiuto, o meglio, ad acquisizione avvenuta. Cosa ne pensate?

foto | MasMoto

MotoGP: la Dorna organizza una spedizione per valutare il livello di radiazioni a Motegi

pubblicato da Michele Lallai


Carmelo Ezpeleta è una persona che ci tiene al GP di Motegi, soprattutto quando in ballo ci sono multe stratosferiche e clausole contrattuali da rispettare con sponsor e diritti televisivi. Per questo motivo sta organizzando una spedizione di tecnici in grado di valutare se le radiazioni nel territorio attorno a Motegi rendono possibile o meno lo svolgimento del Gran Premio del Giappone.

Nei giorni scorsi si è parlato di una situazione critica presso l’impianto di Fukushima, dove il combustibile all’interno del reattore sarebbe passato dalla fase di melt-down (deposito sul fondo del reattore del combustibile dopo la fusione) a quella di melt-through (attraversamento delle barriere protettive da parte del combustibile e infiltrazione delle sostanze altamente radioattive nel sottosuolo), e questo ha ulteriormente preoccupato la maggior parte dei piloti, che preferirebbero mangiare le lasagne con la suocera, il 2 ottobre prossimo.

La Dorna sta prendendo accordi con gli specialisti di una università italiana, per poter organizzare una spedizione indipendente che valuti tutte le variabili del caso. Carmelino ha dichiarato ad MCN: “Abbiamo fatto richiesta di una serie di rilevamenti in loco da parte di alcuni esperti e aspetteremo le loro conclusioni. Se qualcuno di loro ci dice che non è possibile andare, non correremo, a al momento le notizie che abbiamo dicono che l’area è sicura.”

Il tempo stringe, ed Ezpeleta spera di aver raccolto tutte le notizie e i dati necessari per una decisione finale segnata per il GP del Mugello, con una conferma del tutto per il round del Sachsenring il 17 luglio.

MotoGP, dove vai? A Silverstone griglia con 13 piloti?

pubblicato da Massimo Falcioni

MotoGP BarcellonaLa Dorna guarda lontano, forse troppo lontano, e non vede quel che avviene qui e adesso. La multinazionale che gestisce il motomondiale sembra ignorare quel che è accaduto alla MotoGP l’altro ieri in Spagna, al Montmelò (show di Stoner, ma gara da “sonno”) e quello che può accadere domenica prossima in Inghilterra, a Silverstone.

Già, perché dopo la confermata assenza di Pedrosa e forse anche di Colin Edwards, è possibile anche il forfait di Aoyama e De Puniet, infortunati a Barcellona. Così la MotoGP rischia di partire con 13 (tredici) piloti, una presa in giro per la classe regina dal posticcio castello dorato, dagli ingaggi faraonici (ma non per tutti), dal giro di umbrella girls, star e starlette che ha trasformato il paddok in un teatrino da avanspettacolo e da gossip.

Carmelo Ezpeleta saprà certamente fare tornare i suoi conti, rimpinguando le casse della Dorna, ma non pare in grado di far girare questa MotoGP, con sempre meno piloti in pista e con sempre meno spettacolo. Ora si parla di una MotoGP alla conquista di altri lidi intercontinentali: Texas, Brasile, Argentina, India. Come dire, moltiplicare il “contenitore” per moltiplicare i guadagni (diritti tv in primis), senza tener conto del “contenuto”, sempre più spolpato.

La rivoluzione tecnica e dei regolamenti del 2012 sbandierata come una bacchetta magica rischia di lasciare le cose come stanno. I team potenzialmente interessati alla nuova MotoGP 1000 non hanno certo intenzione di abboccare all’amo di un campionato tagliato in due come una mela: davanti il gruppetto sparuto dei big sotto i riflettori e dietro, a rischio doppiaggio, il gruppone dei “poveri ma belli” chiamati a reggere il … moccolo.

MotoGP 2011 - BarcellonaMotoGP 2011 - BarcellonaMotoGP 2011 - BarcellonaMotoGP 2011 - BarcellonaMotoGP 2011 - BarcellonaMotoGP 2011 - BarcellonaMotoGP 2011 - BarcellonaMotoGP 2011 - Barcellona

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Motomondiale, Europa addio? Il "tradimento" della DORNA, il "letargo" della FIM

pubblicato da Massimo Falcioni

Piloti MotoGP 2011

In un mondo globalizzato in crisi, la Dorna continua nella sua strategia espansionistica internazionale, cercando nuovi lidi per il motomondiale. Che c’è di male? Se non ci si limita all’apparenza, si vedrà che la logica della Società che gestisce il Circus iridato non è priva di limiti e contraddizioni.Carmelo Ezpeleta, infatti, con una mano dà e con l’altra mano toglie. L’ultima “conquista” del CEO Dorna è il Texas, dove ad Austin, dal 2013, il motomondiale correrà per i prossimi dieci anni.

Si arriverà ad avere tre Gran Premi negli USA (poco o nulla interessati al motomondiale) o già Laguna Seca e/o Indianapolis sono pronte a dare forfait per difficoltà economiche? Dal punto di vista della dislocazione geografica, se venisse confermato questo quadro, si avrebbero quattro GP in Spagna e tre GP in Usa. Ma la questione è tutt’altro che geografica. Trattasi esclusivamente di business (in primis della Dorna), dove il motomondiale è per lo più uno strumento per interessi di società private e non più un campionato espressione di uno sport che è volano promozionale per l’industria e show per appassionati-utenti.

Tant’è che, dopo Losail (bella e vuota la notte del deserto …) si parla di nuovi sbarchi del motomondiale in India e in Sud America, oltre al tentativo di un ritorno in Cina, dopo i recenti flop. Di contro, nella vecchia Europa, culla e patria del mondiale (nonché zoccolo duro del mercato e degli appassionati) si continua a decapitare circuiti storici, profondamente radicati e spettacolari. Dal prossimo anno, dopo Brno, probabilmente sarà cancellato dal calendario anche il (nuovo) Sachsenring, perché gli organizzatori non sono in grado di pagare il super malloppone (si passa da due a quattro milioni di euro annui!) chiesto dalla Dorna per la corsa.

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Motomondiale: a Jerez "scivolone" degli ascolti tv. Chi ... ringraziare?

pubblicato da Massimo Falcioni

Casey Stoner applaude Valentino Rossi a Jerez

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. L’antico adagio vale anche per il motociclismo, in questo caso per la Dorna, che gestisce pro domo sua tutta la baracca, e per i media (Tv in primis) che ne reggono il moccolo. Che nel motomondiale tiri da tempo aria di crisi, poteva e può negarlo chi non è interessato alle sorti del motociclismo, ma vuole solo spremere il limone di una situazione avviata e pompata anni fa sfruttando il “fenomeno” mediatico e agonistico di Valentino Rossi.

Tutto, o quasi tutto, è stato sacrificato sull’altare di questa impostazione, distruggendo il motomondiale sessantennale delle diverse cilindrate, costruendo una categoria “number one” dalla cilindrata altalenante, puntando esclusivamente su un unico pilota, diventata l’icona stessa della MotoGP. Ma il motociclismo non è l’automobilismo, il motomondiale non è la F1, un pilota, cui vanno riconosciuti tantissimi meriti sportivi ed extrasportivi, non regge da solo tutta la giostra, super lustrata, super illuminata, super valutata, super gonfiata come la bolla finanziaria che ha portato alla crisi economica mondiale.

E adesso? Adesso il pesante, pesantissimo calo degli ascolti televisivi in Italia è l’iceberg di questa crisi che è ancora più profonda. La diretta di Italia 1 del GP di Spagna della MotoGP è stata seguita da 4.928.000 telespettatori (contro i 6.131.000 del 2010), quasi un milione in meno! Lo share è stato domenica scorsa del 25,49% (32,64% del 2010), sette punti in meno! Una debacle. Dopo che già a Losail c’erano stati cali vistosi, sia di telespettatori: mezzo milione in meno, che di share: oltre due punti in meno.

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