Ve lo diciamo da subito: no, non è in vendita. Semplicemente questa Moto-Mucci Honda CX500 era troppo cool da contemplare in adorazione e non condividerla con voi. Basata su una Honda CX500 del 1978, questa “urban sex bomb” è stata completamente restaurata e ricostruita. Ha un nuovo scarico, una sella personalizzata, gomme nuove, e una verniciatura molto elegante.
Sopravvissuta sia al processo di restauro, sia a un incidente con un SUV, siamo certi che sarà in grado di affrontare al meglio ogni strada (soprattutto quelle di Chicago in cui risiede il suo fortunatissimo proprietario).
Come di consueto in ogni salone che si rispetti, Headbanger si presenta all’appello con delle novità importanti, figlie di uno stile ricercato e ben preciso. La prima sorpresa riservata a tutti gli appassionati è dedicata alla High Flyin’, che a Verona è esposta anche in unna versione speciale “cafè racer“, grazie a un semplice kit di trasformazione composto da un parafango posteriore e da una coppia di manubri che in 10 minuti trasformano la moto rendendola ancor più personalizzata e unica.
Ma non è tutto, perchè in occasione del Motor Bike Expo 2012, è stata svelata una HB Special in stile racing anni ‘70: un progetto nato dalla collaborazione tra Headbanger Motor Company e la rivista Low Ride, sulla base di una Gispsy Soul con motore S&S Sh.Series. stile Early Showel ed elaborato dal designer Oberdan Bezzi su indicazioni della redazione e della Casa motociclistica.
Il progetto coinvolge alcune realtà italiane di spicco: Marvic per i cerchi in magnesio, Discacciati ha invece fornito l’impianto frenante. La carozzeria artigianale, tutta in alluminio battuto a mano da Metal Bike Garage, è stata rifinita dalla verniciatura di Kaos Design che, con soluzioni tecniche particolari, ne sottolinea l’ispirazione vintage racing.
Continua a leggere: Headbanger Special - Live @ Motor Bike Expo 2012
Che cosa fare con una Buell X1 del 2001? La prima risposta che mi viene in mente è: ternersela stretta! Ma non doveva pensarla allo stesso modo il suo proprietario. Se però si ha un capitale da investire e un amico dalle mani d’oro cui affidare la propria bambina, allora ecco che ne può nascere una bellissima Cafè Racer. Non una special qualsiasi. Perchè la premiata ditta di amici l’ha voltuta ri-elaborare in salsa Norton!
Così, una volta spogliata di tutti i fronzoli e le plastiche della versione stock (con il massimo rispetto del buon Erik), si è andati a tagliare la parte superiore del telaio per far posto al serbatoio e alla sella che richiamano lo stile della celebre Casa inglese. Parafango BMW, fari Lucas, manubrio Norman Hyde e carburatore Sportster.
Non c’è che dire: potrebbe essere una bella idea per quanti possiedono delle Buell, moto già uniche di per sè, per riconvertirle in qualcosa di trendy e attuale, ma con quel gusto spiccatamente retrò (che non guasta). Se siete tra coloro che ci stanno pensando, magari potete trarre maggior ispirazione sentendo il rombo di questa cafè racer cliccando sul video qui di seguito…
via | theKneeSlider
Prendete una sportiva purosangue, passatela nelle mani di un professionista del customizing retrò e otterrete un crossover fra una superbike e una Cafe Racer senza eguali. Come al solito Mr.Martini ci stupisce con le sue creazioni eccentriche e mai banali, perfettamente nello stile del preparatore veronese e sempre di ottima qualità. La Flash Back Mr. Martini è qualcosa di veramente unico.
Prendendo come base la Superbike replica più performante (e costosa) del mercato. la Ducati 1098R, Martini non ha voluto compromessi: doveva essere una moto radicale che sprigionasse passione da ogni centimetro. Così dopo averla spogliata completamente ha provveduto a modellare due pannelli laterali ultraleggeri in carbonio, ruote BST sempre in carbonio, scarico con collettori Ducati SBK e terminale Zard personalizzato. Il rivestimento in pelle della piccola sella arriva da una MG del 1959.
La coda mozza, e il faro posteriore che fluttua sopra gli scarichi (probabilmente preso da una Triumph Daytona 675) rimarca la paternità del customizer, che già adottò una soluzione simile in una delle sue più belle e famose creazioni. Ci stupisce la splendida colorazione del telaio, unita alla cura e alla pulizia data all’avantreno con l’adozione di un faro circolare dal look retrò. Invariate strumentazione e serbatoio, quest’ultimo però lavorato con una verniciatura ad hoc.
Non c’è niente di meglio quando navighi sul web alla cieca che imbattersi improvvisamente in un marchio giovane, che ti fa soffermare di colpo e, come in questo caso, anche sorprendere. Questa che vi presentiamo oggi è la re-interpretazione della Honda CB350 da parte dei ragazzi australiani di Ellaspede. E pensare che sono alla loro prima realizzazione!
La moto è stata interamente fatta a mano o drasticamente modificata: dal serbatoio alla sella, dai raccordi allo scarico, dalla cover del motore all’applicazione della vernice. Il tutto sulla base di una Honda CB350 del 1971: con la “001” Ellaspede è però riuscita a creare un café-racer post-moderno di grande fascino estetico.
Il marchio emergente è gestito da Leo Yip e Steve Barry, designer australiani di gran talento. Insieme hanno una società di design chiamata Heluva (che è anche la loro prima attività), ma Ellaespede è più che un diversivo ed già pronta per il 2012 al lancio di altri 4 modelli, nonchè della gamma abbigliamento e accessori. Staremo a vedere!
Questo bellissimo esemplare di XS650 è quel genere di moto che chiunque vorrebbe vedere non appena si solleva la porta del proprio garage. Perfettamente restaurato e assemblato dal costruttore spagnolo La Corona, questa cafè racer “made in Barcelona” affascina per il suo taglio pulito, la coda minimal e quel giro avvolgente dei raccordi. Azzeccata anche la scelta delle forcelle a soffietto e dei cerchi a raggi che, uniti agli accostamenti della livrea retrò, ne fanno una delle rivisitazioni più interessanti degli ultimi tempi. Non male per essere una “prima volta”!
via | Silodrome
Ogni volta che vedo una Honda CB750 dal vivo, sono sempre sorpreso di quanto è grande. Nelle foto infatti, sembra sempre sottile ed elegante. Ma non nascondo che ugualmente mi piacerebbe farmi un giro su questa CB750 KZ del 1980 customizzata dai ragazzi della spagnola CRD (Cafe Racer Dreams). Giunti alla loro realizzazione numero nove, soprannominata “Brownie“, è dunque una CB750 sotto posta a dieta ferrea.
Gli interventi effettuati sono piccoli e tradizionali e, in soli tre mesi di lavoro, Pery &Co. hanno potuto siglare quella che oramai sembra esser la firma del loro stile. L’impianto elettrico è stato semplificato e la chiave di accensione è stata spostata sotto il serbatoio, sul lato destro. Le coperture laterali sono andate, facendo apparire la moto più snella e filante: anche la batteria è ora nascosta in una piccolo contenitore di alluminio.
La potenza è stata incrementata con carburatori Keihin, mentre l’handling è stato affidato alle forcelle Showa e ammortizzatori Hagon. Bello lo scarico artigianale 4-in-4, così come i caratteristici manubri della Goneli. La livrea del serbatoio dà quel tocco di classe che è proprio di una cafè racer: lo schema di colori oro-marrone-nero richiama la sintesi del lusso. Purtroppo la CRD#9 è già venduta, ma potete scoprire le altre realizzazioni cliccando su questo link.

Guy Martin, pilota esperto che conosce l’Isola di Man come le sue tasche, non ne ha mai abbastanza! Cerca sempre nuovi brividi, nuove emozioni. Non gli basta percorrere le strade più pericolose del mondo a 200 all’ora. Vuole di più, qualcosa che gli riesca a togliere il fiato davvero, con una semplice accelerata. E’ così che nasce la Turbo Martek 590, una Café Racer costruita sulla base di una vecchia Suzuki GSX-R1100 del 1991. Potenza? circa 320 cv per il momento ma Guy Martin dichiara:
” 500 è il numero tondo al quale stiamo puntando, ma questo richiede tantissimo lavoro. Per il momento è la cosa più spaventosa che abbia mai guidato. La prima volta che sono salito in sella gridavo nel mio casco per l’emozione!” Il motore è un 1380cc turbo con iniezione elettronica, potentissimo ma ancora in fase di sviluppo. Magari il pilota del TT ha intenzione di presentarsi con questo bolide nelle prossime gare sull’Isola di Man?
via | MCN
L’Ace Cafe nasce nel 1938 come punto di ristoro per i trasportatori. Durante la seconda guerra mondiale viene distrutto in un bombardamento. Ricostruito nel 1949 diviene uno dei più famosi locali del mondo. Il locale acquista la sua fama proprio negli anni sessanta durante l’epoca d’oro dei Rockers e delle moto Café racer. Aperto 24 ore al giorno viene scelto come punto di ritrovo dei giovani dell’epoca che qui si danno appuntamento raggiungendolo con le loro motociclette.
Così recita Wikipedia (in italiano… l’hanno riaperto) riguardo il locale più importante nella storia del motociclismo. L’Ace è da sempre un punto di riferimento per Rocker e veri appassionati di moto, un’icona più volte celebrata in foto, video e special, come questa Triumph Street Triple Ace Cafe, una tiratura limitata in 10 esemplari creata da Jack Lilley, in collaborazione proprio con l’Ace Cafe London.
Per la precisione si chiama Ace 675CR, e rimescola il carattere del triple inglese con elementi tipicamente cafe racer: semimanubri e comandi LSL, singolo faro alogeno a padellone, collettori fasciati e verniciatura grigia con banda a scacchi in perfetto stile sixties. Poche ma precise modifiche che rimescolano il carattere della piccola naked dandole un retrogusto d’annata che davanti all’Ace non sfigura di certo. Lo scarico è della Arrow, e il motore non ha subito modifiche sostanziali. Se volete ordinare uno dei 10 pezzi in tiratura limitata, dovrete scucire 12,999 Sterline, ovvero 15.000 Euro.
via | Visordown
Già, proprio così. Un progetto affascinante quanto rischioso, una sfida d’altri tempi, reso ancor più gravoso dal momento storico che stiamo vivendo. Eppure la Mo2or, piccola company inglese fondata da Steve Pritchard, sembra far sul serio! Steve ha lavorato per oltre 8 anni nel digital marketing di prestigiosi marchi come Triumph, Mazda, Ford e Jaguar e ora si dice pronto a raccogliere questa sfida. Si tratta di un progetto “virale” ma estremamente semplice: ascoltare le opinioni dei motociclisti spesso disillusi dai modelli e dalle soluzioni sfornate dalle grandi Case.
Ma non solo: ha indetto un contest (affrettatevi, manca solo 1 giorno ormai alla scadenza del 26 agosto!) in cui la moto più votata entrerà realmente in produzione! Attualmente la Mo2or sta già raccogliendo adesioni di collaborazione da studenti, designer, tecnici, nonchè sponsor in grado di finanziare questo primo progetto. L’obiettivo è ambizioso: sviluppare una rete in franchising di rivenditori e re-investire in nuovi progetti (sempre tenendo a cuore il feedback degli utenti) rafforzando l’intera infastruttura fino a diventare globali.
Continua a leggere: Mo2or: vota e la vincitrice entrerà in produzione!