Prima galleria fotografica del Mondiale MotoGP 2011 relativa alla prima sessione di prove libere dominata dalle Honda di Stoner e Pedrosa ma che lascia ben sperare i tifosi della Rossa di Borgo Panigale. Hector Barberà è terzo e Valentino Rossi in netto miglioramento è quinto quindi… ne vedremo delle belle e speriamo siano Rosse!
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Quasi 40.000 persone in Piazza Maggiore a Bologna non per un concerto di Vasco, ma per salutare Valentino Rossi ed il Ducati Marlboro Team. Non potevano non mancare all’appuntamento Nicky Hayden e la nuova Desmosedici GP11 ammirati dai fans proveniente da ogni parte dello stivale.
I piloti hanno prima incontrato personalmente i dipendenti dello stabilimento di Borgo Panigale. Le parole del nove volte Campione del Mondo: “È molto bello essere qua. Faremo di tutto per cercare di arrivare davanti e per fare bene. Grazie di tutto il tifo, le moto che fate qui sono bellissime. Mi raccomando continuate a fare un bel lavoro e noi proveremo a fare altrettanto in pista”
“E’ speciale essere qui” - gli ha fatto eco Nicky Hayden - “Ho lavorato per altre aziende ma Ducati è unica, la moto è speciale, le persone che ci lavorano sono speciali, adesso speriamo di regalarvi i risultati che tutti voi meritate”. Presente anche lo staff di Radio DeeJay che ha dato il via allo spettacolo con musica e giochi, il tutto sotto la “direzione” di Pina e Diego.
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Anche il 2010 ormai ce lo siamo lasciato alle spalle: ma quali sono stati i post dell’anno su Motoblog? Unico criterio della scelta, il più semplice possibile: i più letti. Che non sono necessariamente quelli con più commenti o che hanno scatenato la discussione più gustosa o interminabile…
Partiamo: ai vertici della classifica questa anticipazione firmata Gianluca della Ducati Diavel, eravamo nell’agosto scorso. Il nuovo mostro uscito da Borgo Panigale ha scatenato entusiasmo e polemiche un po’ come ai tempi della Monster: pareri discordanti tra voi lettori, ma c’è da immaginare che sarà una delle moto che segneranno il 2011.
Tra i più letti del 2010 anche un post del 2009: immagini tristi per gli appassionati di due ruote, ma immagini che è anche giusto mostrare, soprattutto se come in quel caso le si mostrano senza inutili morbosità. Chi di voi ci segue da tempo avrà già intuito il video di cui stiamo parlando: un incidente finito nel peggiore dei modi possibili.
Si prosegue dopo il salto.
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Tutta la vita e la fama dell’Ing. Fabio Taglioni è racchiusa nel titolo del libro “Fabio Taglioni, la Ducati, il Desmo”. Si tratta dell’ultima fatica letteraria della biblioteca ASI, dedicata ad uno dei più importanti progettisti del secolo scorso, passato alla storia quale inventore della distribuzione desmodromica, e di conseguenza un’icona per la casa di Borgo Panigale e tutti i suoi aficionados.
Soprannominato “Dottor T” ha lasciato un impronta tecnologica talmente profonda, che pur avendo lasciato la Casa di Borgo Panigale nel 1989, ancora oggi le Ducati sono permeate della sua genialità. Questo libro si inserisce nella collana edita da ASI Service, e colma una lacuna letteraria su questo personaggio, di per se poco incline a pubblicizzarsi; nel volume, l’autrice ha tracciato un panorama esaustivo di una vita di attività creativa, avvalendosi delle testimonianze di chi l’ha conosciuto e che ha collaborato con lui.
Si dice che progettò 1000 motori, dalle piccole cilindrate per motorini e scooter ai potentissimi bicilindrici dei campionati Superbike. Progettava sempre. Dal telaio a traliccio al sistema di distribuzione desmodromico, dal motore bicilindrico, alla distribuzione a coppie coniche e a cinghia, tutta la tradizione tecnologica della Ducati poggia ancora saldamente sulla genialità di Fabio Taglioni.
HP Corse dedica una fantastica coppia di terminali della linea Hydroform al Ducati Monster nelle due versioni 696 e 1100 S. Estremi ed incredibilmente raffinati, i silenziatori Hydroform hanno un andamento sinuoso e rendono ancora più belle e suggestive le forme della naked più amata. Le incredibili curve di uno degli scarichi “most wanted” degli ultimi mesi sembrano davvero completare la nuda di Borgo Panigale.
Lo scarico è ottenuto mediante idroformatura, è privo di saldature e la sua forma presenta un lay-out stilistico senza paragoni. Logo inciso al raggio laser, spessori dell’involucro ridottissimi e un notevole guadagno in termini di peso rispetto al silenziatore originale. La mitraglia interna è conica per ottimizzare il deflusso dei gas di scarico. Il db killer è estraibile ed è provvisto di una camera di assorbimento acustico.
Il sound, come in ogni silenziatore della linea Hydroform, è unico ed ineguagliabile. Lo stesso scarico è disponibile anche per i modelli Kawasaki ZX-6R, ER-6n, Z1000, Yamaha FZ1, Honda Hornet, Triumph Speed Triple. Omologato E3, è in vendita a 998 euro iva compresa.
Non lasciatevi trarre in inganno dal titolo: la moto si chiama proprio così e non si tratta di un giudizio o di un test. Forse il voto vero e proprio se lo è dato lo stesso Pepo Rosell, patron della spagnola Radical Ducati, con questa 9 e mezzo chiaramente ispirata alle Ducati Racing anni ‘70, come la monocilindrica 450 cc. L’ alchimista iberico infatti ha ben saputo miscelare i diversi ingredienti, tutti rigorosamente made in Borgo Panigale.
La base di partenza è il telaio di un M900 del ‘97, modificato nella parte terminale per consentire l’alloggiamento del codino seventies’ style. Dello stesso modello, anche il forcellone monobraccio che, si lega al cerchio a tre razze della prima 916. Entrambi i freni a disco sono affidati all’eccellenza della nostrana Brembo. I collettori sono della tedesca Wolfman e terminano con i due bellissimi Magaphones sovrapposti della Laser.
Completano il look il parafango anteriore modificato dalla MT-03, pedane racing SP, i semimanubri, il serbatoio della 999 e la caratteristica sella monoposto presa in prestito da un’altra perla della stessa Radical: la RAD 02 Cafè Racer. Il rosso del telaio ben si sposa con il bianco delle carene sui cui spicca la tabella portanumero corsaiola. Chissà cosa avrà in serbo il buon Pepo per il Motor Bike Expo di Verona del prossimo gennaio.

La Ducati ha chiuso ieri a Magny Cours il capitolo Superbike. Un giorno per tutto il Team Ducati Xerox, per i due piloti Michel Fabrizio e Noriyuki Haga,che hanno corso le sue ultime due gare nel Mondiale Superbike in sella alla bililindrica di Borgo Panigale. La stessa emozione siamo certi l’avranno provata gli appassionati sugli spalti del circuito francese. Ducati ha salutato i tifosi con un sesto e settimo posto in gara 1 rispettivamente con Fabrizio ed Haga ed un bellissimo podio in gara 2 con Fabrizio con Haga quinto.
“E’ stato un weekend ed un giorno molto particolare, ho visto nella seconda manche una determinazione in Michel che mi ha reso veramente orgoglioso, di lui, ma anche di tutti i ragazzi e di una squadra veramente unica nel suo genere, con la quale ho avuto l’onore di lavorare per tutti questi anni. - ha dichiarato Ernesto Marinelli, manager della squadra - Cambiare un telaio in 45min come è successo questa mattina o riparare una moto in meno di 30, sono traguardi che si possono raggiungere solo con persone fuori dal comune, per professionalità, abilità e coordinazione. Il più grosso ringraziamento va quindi a tutti loro, “grazie ragazzi” . Grazie a Daniele Casolari e Feel Racing che ci ha aiutato in questo cammino pieno di soddisfazioni, alla Xerox per questi 6 anni di partnership stupendi, Valsir, Shell e TIM e tutti gli sponsor che ci hanno sostenuto.”
Haga ha chiuso il mondiale sesto con 258 punti mentre Michel Fabrizio termina ottavo con 195 punti. Il team ha festeggiato vittorie a Valencia, Kyalami e Nurburgring e grazie anche a questi risultati, la Ducati ha conquistato la seconda posizione nella classifica costruttori confermando il potenziale delle sue 1198. Le gare di oggi sono state le ultime per la squadra ufficiale Ducati Xerox; come comunicato la Ducati trasformerà il suo impegno diretto in supporto ai team satelliti che parteciperanno al campionato SBK nel 2011. Negli ultimi 22 anni di competizioni, la Ducati ha accumulato 16 titoli costruttori, 13 titoli piloti e un totale di 718 podi, di cui 291 vittorie.
LLS Racing ha messo a punto un kit di accessori aftermarket per la naked di Borgo Panigale: Ducati Streetfighter.
Il portatarga Pride reclinabile realizzato in alluminio areonautico e verniciato a polvere con sistema di fissaggio degli indicatori di direzione originali od aftermarket (prezzo 49,50 euro). Sei kit specifici di viterie in ergal disponibili in un’ampia gamma di colori (da 5,34 euro del kit paracalore scarico a 83,46 euro del kit carter motore).
E poi ancora, serbatoi per liquido pompa freno e frizione “chupito” con corpo trasparente e supporto in carbonio, due differenti varianti di tappi olio con chiusura manuale od a chiave esagonale, tappi serbatoio in ergal o carbonio specifici in 5 differenti varianti e chiusure a vite, a pressione o con chiave, pratico agevolatore di cambiata “Easyshifter” e leve freno e frizione Titax in 4 diverse tipologie:corte, lunghe, gpdesign e regolabili.
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Se ci siete stati rivivetele, se non ci siete mai stati assoporate l’esperienza di migliaia di ducatisti che provenienti da ogni parte del mondo si sono ritrovati tutti insieme al WDW - World Ducati Week 2010 dal 10 al 13 giugno scorso.
Poco più di sei minuti per raccontare la “passione” per il marchio Ducati tra immagini in musica di esperienze vissute, pista, piloti, spettacoli nel paddock, paddock girls e sexy bike wash.

Un dealer Ducati degli stati uniti ha rilasciato questa immagine, uno sketch ufficiale della casa di Borgo Panigale che non rivela nulla di nuovo (dopo le foto spia ben poco è rimasto da rivelare), ma fornisce ulteriori conferme su quanto detto in queste ultime settimane, dopo che i primi scatti sono finiti sulla rete.
Innanzitutto, il disegno riporta la data “november 2010″, e non può che riferirsi al prossimo Eicma di Milano, durante il quale vedremo finalmente in versione definitiva il nuovo dragster bicilindrico. E proprio dal reparto propulsivo arriva la conferma dell’utilizzo del Testastretta 11°, medesima unità montata sulla Multistrada 1200; come quest’ultima l’elettronica è una parte fondamentale: le sigle DTC e RBW identificano il controllo di trazione e il Ride By Wire, ma non c’è da stupirsi se figurassero anche nuove mappature e gestione dell’assetto come nella turistica di casa.
L’angolo di piega massima indicato in 40° è forse una delle chicche più gustose. Le Ducati hanno sempre avuto la caratteristica della sportività, qualsiasi forma esse incarnino, e anche questa volta le qualità dinamiche sono trattare con priorità. Ultimo accenno, più o meno utile, è il nome interno del progetto, “0803“, che suona decisamente più carino di Megamonster o Vyrus… Se la tradizione Ducati verrà rispettata, però, il vero nome lo sapremo solo alla fine.