Era da un po’ che non parlavamo dell’ennesimo rincaro della benzina sul territorio nazionale. L’ultimo significativo aumento risale all’entrata in vigore del Decreto Salva Italia con l’aumento dell’Iva al 21%, ma il governo aveva avvisato che ci sarebbero stati ulteriori incrementi del prezzo al litro. Proprio in questi giorni lo stivale è investito da un’ondata di aumenti che portano il prezzo medio rilevato oltre l’1,80, precisamente a 1,809 € per ogni litro di benzina verde.
Eni e tutte le più grosse compagnie propongono aumenti di circa 0,6 centesimi, e il diesel è stato calcolato a 1,752 € di media nelle stazioni di servizio dei grandi petrolieri. Andando oltre i soli aumenti di questo fine settimana, sono stati registrati aumenti di 4,4 centesimi a partire dal primo febbraio, in linea con gli aumenti internazionali (cresciuti sul suolo europeo di 4,3 centesimi al litro). Il prezzo alla pompa del gasolio è invece aumentato complessivamente in febbraio di 2,1 centesimi, a fronte di un aumento delle quotazioni pari a circa 3,5 centesimi (35 euro per mille litri).
Il record della regione con le pompe più cara appartiene alle Marche, a un passo da 1,88 euro/litro, mentre si risparmia un po’ di più in Veneto con 1,774 di media. Come recita la pubblicità, “fermate uno cane e tutte le sue zampe!”
Il prezzo della benzina continua a salire inesorabile, e nelle ultime 48 ore è iniziata una nuova fase di rincari che ha portato allo sfondamento del muro dell’1,80 € al litro. In provincia di ancona, siamo addirittura arrivati al 1,843 mentre anche il diesel viaggia costantemente su valori che superano l’1,7 Euro e si avvicina sempre più al costo della Senza Piombo.
Figisc Confcommercio mette in guardia, è possibile avere ulteriori picchi di prezzo nei prossimi giorni: “Viste le quotazioni internazionali e la struttura del mercato italiano vi sono le condizioni per un aumento in media di un altro centesimo al litro”, mentre le associazioni dei consumatori invitano gli utenti a utilizzare l’auto o la moto il meno possibile
“Di questo passo, e senza interventi urgenti da parte del Governo – spiega il comitato Casper contro le speculazioni al Sole24Ore– la benzina raggiungerà quota 2 euro al litro entro i primi di marzo, con effetti catastrofici per le tasche dei cittadini e per la nostra economia. I consumatori sono pronti a revocare lo sciopero solo se il nuovo ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, deciderà di convocare a un unico tavolo di confronto l’Unione petrolifera, le associazioni dei gestori degli impianti e le associazioni di consumatori, per stabilire nuove regole finalizzate ad aumentare la concorrenza nel settore e punire le speculazioni”.
Una piaga che sta colpendo tutto il settore dei trasporti, da quello privato al commerciale e all’agricolo. Non si sente più parlare, ormai, di prezzi al barile, perchè la speculazione sul carburante ha ormai preso strade ben diverse, staccandosi dall’influenza del prezzo iniziale del grezzo e portando a folli cifre gestite unicamente da petrolieri e governi.
Ringraziamo il nostro lettore Andrea da La Spezia per la foto scattata domenica scorsa sul Passo del Cerreto. La foto testimonia il record (forse assoluto) per la benzina verde: 1,685 euro al litro. La testimonianza di Andrea, non è l’unica. Cre Ty sulla nostra pagina di Facebook ha scritto di averla pagata la stessa cifra anche in Puglia. Chi offre di più?
Vi invitiamo ad inviarci altre testimonianze fotografiche del prezzo della benzina scrivendoci all’indirizzo fotodelgiorno@motoblog.it.
La seconda foto è stata scattata da Boris B. (che ringraziamo) in una stazione di servizio a Chicago (Illinois, USA). Boris ha fatto il pieno con 43,20$ (pari a 30,04 €uro), 14,406 galloni = 54,50 litri. Vi aiuto con il calcolo, 30,04 / 54,50 = 0,55 euro al litro, meno di un terzo che in Italia!
Nuovo record (storico) per la benzina verde che supera 1,64 euro. Sono gli impianti IP a detenere il nuovo record. Secondo quanto riportato da Staffetta Quotidiana (Quotidiano delle Fonti di Energia), la media nazionale dei prezzi è salita di 1 centesimo sia per la verde (1,641 euro al litro) sia per il gasolio (1,523 euro al litro).
Secondo Quotidiano Energia, che parla di di
“rottura della tregua sulla rete carburanti” dopo “la calma piatta degli ultimi giorni”, il prezzo sarebbe fissato a 1,636 euro al litro. Poco importa chi abbia ragione, resta il fatto che sia benzina verde sia gasolio hanno raggiunto cifre assolutamente irragionevoli ed incontrollate. Urge l’intervento dello Stato… si vabbè. Nel frattempo fatevi un giretto su Prezzi Benzina per scoprire il prezzo in tempo reale.
Ennesimo terribile aumento del prezzo dei carburanti nel territorio nazionale, guarda caso proprio nei giorni in cui cominciano ad affollarsi le autostrade di vacanzieri. Questa volta è il barile più caro a far salire il costo del singolo litro alla pompa, con aumenti record che non erano ancora stati toccati sul territorio nazionale. La benzina verde tocca il prezzo medio nazionale di 1,63€ mentre il diesel gira attorno all’1,50 su tutto il territorio. Al sud picchi di 1,67€, un vero e proprio primato.
Quotidiano Energia, come al solito, tiene monitorata la situazione, comunicando che IP è salita di 0,6 centesimi sulla benzina e di 1,5 centesimi sul diesel mentre i prezzi di Q8 e Shell sono aumentati rispettivamente di 0,5 e 1 centesimi. Tamoil è salita di 0,6 centesimi per la benzina e 1,4 centesimi per il diesel, mentre l’aumento di TotalErg è di 0,5 centesimi in entrambi i casi.
Il prezzo medio che trovere oggi (e i prossimi giorni) alla pompa sarà compreso in un range da 1,621 euro al litro degli impianti Esso all’1,629 euro al litro di quelli IP. Per il diesel, invece, si passa dall’1,495 euro al litro dei punti vendita TotalErg all’1,505 euro al litro degli impianti IP. Nell’ultimo periodo è aumentato anche il prezzo del più economico GPL: 0,731 euro al litro di Eni e lo 0,744 di Shell.
via | Reuters
Prezzi carburante stabili in questi giorni, una tregua che - in quanto tale - è destinata a finire presto, perchè sono previsti nuovi rincari sul singolo litro nei prossimi giorni, come afferma Quotidiano Energia in una nota rilanciata poche ore fa dall’ANSA. Oggi non sono stati rilevati aumenti, e i prezzi alla pompa variano dall’1,584 degli impianti Esso all’1,591 degli IP, ovviamente calcolati in una media nazionale. Continua il risparmio presso le no-logo, che propongono una media nazionale dell’1,512.
Rimane comunque anarchia nella gestione territoriale degli impianti, e non è difficile trovare prezzi differenti di addirittura 10 centesimi nei distributori distanti poche centinaia di metri. Per tenere sotto controllo la situazione, vi consigliamo l’app per smartphone Prezzi Benzina. Uno strumento messo a disposizione gratuitamente da Adiconsum e Federconsumatori che monitora tutti i prezzi della zona in cui vi trovate, fino ad un raggio di oltre 10km.
La tregua durerà per tutta la giornata, ma non sarà difficile vedere qualche numerino in più sulla tabella già a partire da domani, anche se non sappiamo di quanto crescerà il prezzo nel dettaglio. Se dovete fare tanti km in questi giorni, in moto o in auto, consigliamo di fare il pieno oggi stesso.
Da qualche giorno non sentivamo parlare di benzina, ma tutti noi ci siamo accorti che i prezzi alla pompa continuano ad essere altalenanti e sempre troppo alti. Con una situazione di stallo del prezzo di barile e benzina a livello industriale, la Federconsumatori, affiancata dalla Adusbef, ha preso in mano un po’ di dati e ha puntato nuovamente il dito contro il governo.
Si è confrontato l’andamento del costo del petrolio in euro al barile e le variazioni del costo industriale della benzina (cioè al netto delle tasse). Oggi il costo del petrolio è pari a 76-78 euro al barile, ed il costo industriale della benzina si attesta a 70-72 centesimi di euro al litro. Un livello simile del petrolio si registrava nell’agosto 2008 (77-79 euro al barile), periodo in cui, però, il costo industriale della benzina era di 65-66 centesimi di euro al litro.
Ad un livello di costo quasi paritario, si ha una differenza di ben 7 centesimi rispetto al 2008, soldi in più che ovviamente va nelle casse dello stato senza una giustificazione, aggravando sugli automobilisti con una media di 240 euro in più annui, per i soli costi diretti. La situazione ovviamente è stata messa per l’ennesima volta all’attenzione del governo.
“Vorremmo sapere chi si accaparra questi 7 centesimi in più al litro? Non vorremmo che questi servissero a pagare una minore produttività del processo di raffinazione causata da una minore domanda di mercato che si è registrata in questi ultimi anni. Non dimentichiamo, infatti, che 7 centesimi sono esattamente 3 miliardi e 192 milioni di euro annui di maggiori entrate per la filiera petrolifera. A questi si aggiungono i guadagni dello Stato che, grazie all’aumento dovuto all’Iva, incasserà 2 miliardi e 124 milioni in più all’anno”.
Voi che dite? il governo darà una risposta esaustiva o continuerà ad ignorare la questione? Ricordiamoci che l’ultimo inconto delle associazioni con i ministri, in cui si richiedeva il taglio delle accise, ha portato ad un’aumento di 2 cent al litro, come accisa per lo sviluppo dello spettacolo.
Troppi pensieri per il Governo, troppi affari internazionali e interni di primaria importanza per prendere in considerazione l’appello dei consumatori, e tenere a bada la scia speculativa che il rincaro del carburante sta causando in queste ultime settimane. L’Adusbef - Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari, Finanziari, Postali, Assicurativi - si inserisce nel grande dibattito sui folli prezzi del carburante per cercare di spronare le istituzioni.
Con gli ultimi rincari, lo Stato ha portato nelle sue casse circa 1,5 miliardi in più, e gongolando evita i confronti diretti lasciando il mercato ad una sorta di anarchia controllata dai petrolieri prima, e dalle banche poi. Di fatto, l’euro forte di quest’ultima settimana la media del litro alla pompa è scesa di circa 1,5 centesimi il prezzo della benzina, ma per recuperare dalla perdita si è aumentato in gran silenzio il prezzo del gasolio.
Nella mattinata di ieri i listini si configuravano così: benzina da 1,551 euro (IP) a 1,564 euro (TotalErg), mentre il gasolio tra 1,454 euro (Esso) e 1,467 euro (Eni). Al sud continuano i prezzi folli, siamo oltre il limite dell’1,60 per la verde e 1,49 per il diesel. Il mancato controllo all’interno del mercato del carburante crea un alibi ai banchieri, che si sentono liberi di speculare sulle materie prime, assicurazioni, alimentazione, tariffe elettriche, servizi bancari, autostrade, trasporti, servizi idrici,tarsu, mutui a tasso variabile, treni, caffè e cioccolata.
Nella giornata di ieri, come vi abbiamo già comunicato, era previsto un incontro fra istituzioni, associazioni dei consumatori e petrolieri. Un dibattito sugli argomenti di cui sopra e sul possibile taglio delle accise che gravano per il 20% su prezzo finale del carburante.
UPDATE dal sito Adoc: L’incontro di ieri è andato peggio del previsto. Nuove accise di 1 o 2 centesimi saranno introdotte per sostenere il settore dello spettacolo, dopo che è stato abolito l’aumento di un euro a biglietto per il cinema. L’Associazione per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori denuncia quest’ultimo colpo un provvedimento assurdo e gravoso per i consumatori… come dargli torto.
Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc: “Crediamo che una politica sui carburanti debba essere decisa in maniera strategica e non deve diventare uno strumento per risolvere i problemi, seppure gravi, di altri settori come lo spettacolo. Questo bene, già particolarmente costoso, non può essere utilizzato come forma di finanziamento”.
Torniamo volentieri sull’argomento intrapreso qualche giorno fa, la proposta sul taglio delle accise del carburante per quanto riguarda il nostro stato. Domani il Governo intratterrà un dibattito con petrolieri, associazioni dei consumatori e gestori sul prezzo della benzina, in cerca di una soluzione condivisa. Il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani ancora non si è lasciato andare a dichiarazioni, ma le accise saranno fra gli argomenti chiave del confronto.
Sabato pomeriggio è cominciato l’attacco delle forze alleate alla Libia, questo ha fatto schizzare il prezzo del barile di petrolio a 117$. Le borse mondiali sono fortemente sbilanciate da un positivo rialzo delle quote europee (in volata grazie alla guerra appena scoppiata) e dal Nikkei che crolla sempre più inesorabilmente, facendo segnare un -10% sul listino europeo.
Con questa situazione instabile, si prevedono ulteriori aumenti del prezzo alla pompa, e urge un intervento per evitare prezzi medi superiori a 1,60€ sulla benzina e 1,50 sul gasolio. L’annullamento dell’accisa sembra il più semplice e pratico degli interventi per abbassare il costo del singolo litro di almeno 30 centesimi.
Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl: “Chiediamo al Governo di bloccare le accise perche’ lo Stato non puo’ prendersi i soldi solo perche’ il barile aumenta. Il Governo aveva detto che sopra i 70 usd al barile avrebbe congelato le accise. Le famiglie pagheranno prezzi altissimi per i loro servizi. Con il rialzo del prezzo del petrolio l’inflazione erodera’ pensioni e stipendi“. Attendiamo sviluppi.
Qualcosa bisogna pur fare. Il prezzo del carburante è stabile da qualche giorno, ma rimane esagerato il prezzo medio di 1,53-1,55 € per un litro di benzina verde. I consumatori sono attivi già dall’inizio della crisi libica, e ora si accodano i distributori che stanno trovando tanti, troppi problemi con il carburante così caro.
La soluzione è stata proposta da Cisl e Confesercenti, poi rilanciata dall’associazione dei consumatori Adiconsum: tagliare le accise, quelle imposte di stato che gravano per circa 30 centesimi sul prezzo finale alla pompa. L’iniziativa prevede il deposito di un nuovo DDL in Parlamento, ma perchè questo venga preso in esame c’è bisogno di almeno 500 mila firme.
Per capirci meglio, l’accisa è una imposta nata ai tempi del Fascismo, voluta per sostenere la guerra in Etiopia. Da quel periodo si sono aggiunte tante altre tasse, che con il passare del tempo non sono state mai tolte. Facendo una piccola ricerca, è facile scoprire che per ogni litro di carburante che mettiamo nel nostro serbatoio, circa 25 cent li spendiamo così:
Ogni ulteriore commento mi sembra superfluo.