Siete mai stati pizzicati dall’autovelox? Nooo? Beati voi!
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Le raccomandazioni per i motociclisti che decidono di girare la Svizzera sono sempre le stesse: “attento agli autovelox, che quelli non perdonano“. A quanto pare non sono solo leggende metropolitane, come conferma un motociclista 38enne che si è visto recapitare una multa da velox presa durante… una caduta!
E’ accaduto a Cibourg, nei pressi del confine francese. La foto del malcapitato protagonista, lo riprende disteso sull’asfalto nel mentre che la sua moto scivola accanto a lui sulla lingua d’asfalto. Il verbale dice che la moto (o il pilota, questo è indifferente) viaggiava ad una velocità superiore ai 100 all’ora in un tratto soggetto a limiti inferiori.
Che entrambi siano transitati raschiando l’asfalto poco conta, la velocità è quella e la multa - con ritiro patente per tre mesi - è arrivata come da regolamento. Pare che il motociclista abbia bruscamente frenato alla vista del velox, perdendo il controllo e cadendo in modo rovinoso. Ciò significa che velocità era ben più alta di 100 km/h!
via | Repubblica
Il video che vedete (via Oliepeil) mostra un autovelox piazzato dalla polizia olandese sul bordo di una strada statale in mezzo a due furgoni “mascherati”. Le foto della gallery di Motofan invece mostrano uno strano furgone parcheggiato sul marciapiede a Madrid che nasconde due poliziotti che armeggiano con un radar!
Ed in Italia cosa succede? Come si “mascherano” le forse dell’ordine del Bel Paese durante gli appostamenti. Se avete qualche scatto curioso inviatecelo all’indirizzo fotodelgiorno@motoblog.it. Le più interessanti, particolari, simpatiche o curiose, saranno pubblicate.
Come al solito sarà difficile vedere al TG dell’ora di cena una notizia del genere, ma secondo la Cassazione ogni multa per eccesso di velocità rilevata con Autovelox senza che sia provato che l’agente di polizia abbia confermato con un verbale, è da ritenersi nulla. Una vera e propria vittoria per tutti coloro hanno protestato contro i velox fissi, che in troppi casi sono gestiti in maniera scorretta dalle amministrazioni comunali.
La Corte di Cassazione fa valere finalmente l’ordinanza n. 7785 del 5 aprile 2011, in materia di autovelox. Giovanni d’Agata, fondatore dello Sportello dei Diritti e promotore di questa lotta, commenta: “Nel caso di specie la Suprema Corte ha rigettato il ricorso di un Comune nei confronti di un automobilista al quale era stata contestata una multa per eccesso di velocità accertata a mezzo autovelox perché dal verbale non era rinvenibile il fatto che il rilevamento, o più precisamente l’elaborazione della rilevazione, fosse avvenuto ad opera di un agente preposto al servizio di polizia stradale, unico abilitato ad attribuire fede privilegiata all’accertamento.
Gli ermellini hanno quindi accolto le motivazioni dell’automobilista che lamentava la mancata partecipazione di un agente di polizia municipale alla attività di «elaborazione dell’accertamento» anche perché il Comune aveva ammesso di aver affidato la gestione dell’accertamento a una ditta appaltatrice terza, Indicando poi soltanto genericamente una “supervisione” da parte della Polizia municipale, risultando in tal modo non provata l’esistenza di quell’elemento di certezza e legalità che solo la presenza del pubblico ufficiale può garantire al cittadino.”
Un importante, importantissimo precedente, che probabilmente porterà un vero e proprio cambio di rotta nella gestione degli apparecchi di rilavazione velocità. Era quello che, in fondo, tutti aspettavano, dopo le numerose denunce dell’ultimo periodo agli enti comunali che piazzavano macchine non omologate, taravano i dispositivi in maniera scorretta o li gestivano senza badare al regolamento. Sono soddisfazioni.

Ultimamente crescono in modo esponenziale le irregolarità dei comuni ai danni del cittadino, soprattutto per quanto riguarda gli automobilisti e i motociclisti che spesso ricevono multe esagerate o inflitte con metodi a dir poco subdoli. Ci fu il periodo dei semafori truccati, ma di questi tempi si parla di autovelox, sempre e solo di autovelox.
I cugini di Autoblog, tramite Repubblica.it, ci comunicano l’ultimo scandalo: autovelox truccati, dislocati in 146 comuni italiani. Un caso seguito dalla Guardia di Finanza di Brescia e finalmente chiuso con l’accusa principale per un 60enne proprietario di diverse ditte nel settore e già indagato in passato per gare d’appalto irregolari.
L’ultima truffa di Mr. Autovelox è legata alla gestione irregolare di questi dispositivi: tramite le sue finte società, ha venduto 50 autovelox irregolari, truccando anche le gare d’appalto con la complicità delle amministrazioni comunali, che facevano partecipare solamente le sue società fittizie. Solo 2 di questi autovelox erano omologati, così che nei verbali venivano riportate sempre quelle due matricole, in qualsiasi luogo d’italia venisse inflitta la sanzione.
Con questa tecnica sono state rilevate 82.000 false violazioni per eccesso di velocità, con sanzioni indebite pari a 11,5 milioni di Euro. Le persone coinvolte in quella che possiamo definire una vera e propria maxitruffa, sono 367 funzionari pubblici e 147 lavoratori irregolari. Per loro i reati di truffa aggravata, turbata libertà degli incanti e corruzione.

Una notizia del genere, come al solito, passa in sordina e non viene sbandierata ai quattro venti dalle istituzioni, ma finalmente si fa qualche passo avanti nell’interpretazione spesso fantasiosa che hanno alcuni comuni riguardo l’utilizzo dell’Autovelox. Negli scorsi giorni la Corte di Cassazione ha dichiarato che le multe da autovelox fisso in area urbana possono essere annullate dal giudice, perfino nell’ipotesi di una autorizzazione precisa del prefetto.
Perchè questo? semplicemente la legge 168 del 2002, quella che regola l’utilizzo di tale dispositivo, indica che nelle città e nei tratti di stada urbana il rilevamento di velocità può essere effettuato solamente dagli agenti, e non da dispositivi fissi. Il cabinotto diventa così un sistema irregolare, e le multe prese tramite questo aggeggio nei paesi e nelle città, possono essere annullate tramite ricorso.
I giudici di pace stanno già contestando parecchie sanzioni: ultimo caso quello di Corso Moncalieri a Torino, dove il comune potrebbe annullare 35.000 multe da autovelox fisso irregolare. Attenzione però, perchè non è legale solamente sulle urbane ordinarie, sulle urbane a scorrimento con carreggiate separate per i sensi di marcia, una multa da velox fisso potrebbe essere ritenuta valida.
C’è da aspettarsi una marea di ricorsi? probabilmente si, le città sono piene di questi scatoloni grigi, l’aumento di 3,5% delle multe nel 2010 ne è una prova. Occhio, però, a come interpretate la regola; passare a 150 all’ora davanti ad uno di questi, confidando nell’annullamento dell’eventuale multa, non vi mette in una botte di ferro, nel caso questo vi venisse respinto, paghereste il doppio dell’importo della sanzione.
Lo scandalo che qualche tempo fa ha rovinato la festicciola a molti comuni più o meno onesti, non sembra aver dato una lezione concreta a qualche individuo che ancora gioca con gli Autovelox, a discapito del povero utente della strada che viene multato in modo non regolare. E’ accaduto a Forlì, dove la polizia ha condotto una vera e propria operazione per scovare i responsabili di 45.000 verbali poco onesti.
I dispositivi di rilevazione della velocità venivano occultati in zona Roncofreddo, Verghereto e sulla E45, e tutti sappiamo che il posizionamento di questi ultimi deve essere sempre ben segnalato per dare modo agli utenti di rallentare. I soldi entrati al comune sono tanti, e 19 persone sono finite sul registro degl indagati.
La gravità del gesto, sta soprattutto nel fatto che non veniva semplicemente omessa la segnalazione, ma veniva proprio occultato il dispositivo. Un’altra aggravante si legge in una nota: “La successiva gestione dei proventi delle contravvenzioni e la ripartizione delle somme riscosse avveniva, in violazione delle previsioni di legge di cui all’art.208 del Codice della strada, con distrazione di fondi dalle destinazioni obbligatorie, in particolare per quelle da destinare alla tutela dell’utenza debole”.
via | RomagnaNoi
Come arrivare a far rispettare a più persone il limite di velocità, rendendo l’osservanza divertente? Più che una domanda una vera e propria sfida, raccolta e vinta dall’americano Kevin Richardson. La sua idea, presentata agli “The Fun Theory” Awards , ha riscosso talmente tanto successo da spingere la Volkswagen, insieme alla Società Nazionale Svedese per la Sicurezza Stradale, a metterla concretamente in pratica in quel di Stoccolma.
L’innovativa trovata consiste nell’ immortalare con una fotocamera i veicoli che osservano il limite esatto di velocità, inserendone foto e relativi numeri di registrazione in un sistema che ricorda da vicino quello delle normali lotterie. I vincitori ricevono via posta la comunicazione del premio in denaro, un jackpot proveniente “direttamente dalle tasche” di coloro che sono stati colti in eccesso di velocità.
Un mezzo simpatico ed efficace per creare un circolo vizioso: nell’arco di soli tre giorni infatti, su oltre 24mila vetture transitate dinanzi il singolare (nonchè sperimentale) autovelox-lotteria, si è riscontrata una riduzione della velocità del 22%. Un risultato sicuramente spinto dal desiderio della ricompensa e indubbiamente legato alla novità, ma pur sempre degno di nota se si considera che l’autovelox di per sè è normalmente inefficace nel rallentare gli automobilisti. Guardare il video per credere!
via | theFunTheory