
Anche quest’anno si ripeterà l’evento cross benefico RideForLife, in programma presso il crossodromo “Monte Coralli” di Faenza il prossimo 13 novembre. L’associazione organizzatrice della manifestazione, la Riders4Riders, sarà supportata da Yamaha Motor Italia. L’associazione onlus è da anni impegnata nella raccolta di fondi per aiutare i piloti di tutte le discipline e categorie che sfortunatamente hanno subito gravi infortuni nel corso di allenamenti o competizioni, mettendo a disposizione i primi tre premi della lotteria che chiuderà la giornata dedicata alle ruote tassellate ed ai suoi appassionati.
Ospiti della manifestazione, numerosi campioni del mondiale cross, enduro, velocità e supermoto, che scenderanno in pista per un’emozionante sfida cross sul tracciato rinnovato. Direttamente dalla casa giapponese non potevano mancare Marco Melandri, Luca Scassa, Alex Gramigni e Chiara Fontanesi, affiancati da Andrea Dovizioso, Andrea Bartolini, Alex De Angelis, Michele Pirro, Alessandro Polita, Matteo Baiocco, Chicco Chiodi, Claudio Federici, Simone Albergoni e molti altri.
La giornata prevede esibizioni di freestyle, una gara di Quad, un trofeo di cross per piloti nazionali e una sfida alla guida di Pitbike e Go-Pro. Presentatore ufficiale il comico Paolo Casiraghi, meglio conosciuto come Suor Nausicaa, direttamente da Colorado Cafè. I premi messi a disposizione al termine della manifestazione prevedono l’abbigliamento usato in gara dai piloti e a numerosi accessori. Inoltre il primo estratto porterà a casa una Yamaha YZ 125, il secondo una Yamaha TT-R125 ed il terzo un abbigliamento completo da cross della gamma Yamaha off-road composto da maglia, pantaloni e guanti.

Stappa “solo” una bottiglia di champagne Carlos Checa, quella per la vittoria di gara due, dodicesimo successo stagionale. Il pilota spagnolo della Ducati è costretto a tenere in fresco la seconda bottiglia perché la festa per il mondiale è rinviata alla prossima gara di Magny Course. Il mondiale è assegnato sotto il profilo della superiorità dimostrata da Checa-Ducati ma resta matematicamente aperto, se pure di un soffio a causa del sesto posto di Marco Melandri.
Checa non ruba niente, neppure la vittoria odierna sul circuito del Santerno, e merita a pieni voti il titolo iridato, grazie anche alla Ducati e al Team Althea, davvero encomiabili sotto tutti i profili. Il vero mattatore della giornata è Jonathan Rea, tornato prepotentemente alla ribalta dopo una lunga via crucis, oggi indiscusso vincitore di gara uno e costretto ad alzare bandiera bianca sul finire di gara due per problemi di elettronica alla sua Honda davvero “ritrovata”, dando così l’addio a una meritata doppietta.
Terzo protagonista, da applauso, Haga, indomito lottatore su una Aprilia in grande spolvero, sul podio di gara due anche con l’altalenante Camier. Lo spettacolo, specie per i primi dieci giri di gara due, è stato esaltante. L’attesissimo Melandri ha deluso, poco convinto, scialbo in gara uno e rallentato da un errore alle Minerali in gara due quando, in ritardo, si stava prodigando in un bellissimo inseguimento.
Giornata da dimenticare per Fabrizio, caduto subito in gara uno e costretto ai box in gara due per noie al cambio. Protagonisti di bagarre Laverty (due volte quarto), Sykes appiedato dopo gli sprazzi luminosi di gara uno (quarto), Haslam, caduto in gara uno e quinto in gara due. Badovini nella top ten, nono e primo pilota Bmw in gara uno e decimo in gara due, Polita sfortunato con il motore bollito in gara due.
La Ducati con Checa vince. La Honda con Rea torna a vincere. La Yamaha è “frenata” con Melandri che sente le incertezze del futuro. L’Aprilia con Haga ritrova il podio ma non il gradino più alto. Si può dire che la mancanza di Biaggi si fa sentire. Oppure, all’opposto, “morto un papa se ne fa un altro”. Vedremo.
Nella giornata di ieri, l’Autodromo di Franciacorta ha fatto da cornice alla terza edizione del NolanGroup® Day. Durante l’evento è stata presentata la nuova collezione Nolan, con la presenza di numerosi ospiti del mondo del motociclismo. Sul palco, oltre al Presidente Alberto Vergani , i piloti Nolan e X-lite: Carlos Checa, Jorge Lorenzo, Marco Melandri, Ayrton Badovini, Stefano Manici, Max Bianconcini e il neo campione Italiano ed Europeo di MiniGP, Niccolò Bulega.
Ad affiancare i piloti, sul palco anche i vincitori del concorso “Sali in sella con i campioni NolanGroup®”, legato alla presentazione dei due nuovi modelli N104 e X-702. Questi ragazzi hanno avuto la possibilità di effettuare un giro in pista con Melandri, Checa e Lorenzo. Il Presidente Vergani ha commentato: “NolanGroup® ha voluto regalare come premio di un concorso un’esperienza “incomprabile” perché solo noi possiamo darVi questa esperienza dal vivo con i nostri Campioni”. Un’intera giornata all’insegna delle due ruote, arricchita con la giusta dose di adrenalina regalata dalle esibizioni di stunt riding della Swot Gang.

Dal 23 al 25 settembre la WSBK torna in Italia per il round di Imola, 11° round del Mondiale più pazzo del mondo. Una gara diversa dalle altre, visto che proprio in quell’occasione potrebbe già rivelarsi il Campione del Mondo 2011. A contendersi il titolo i 3 che hanno dato spettacolo durante le ultime gare: Marco Melandri, Max Biaggi e Carlos Checa. Alle loro spalle altri tre manici del mondiale, ovvero Michel Fabrizio, Eugene Laverty e Leon Haslam.
Gare e non solo durante l’appuntamento di Imola, visti i vari spettacoli in programma per l’ultimo week end di settembre. Per maggiori informazioni e prenotazioni, visitate il sito Ticket One e il sito dell’Autodromo di Imola.
Erano in pochi ad aspettarsi qui a Brno le Ducati davanti a tutti e invece le bicilindriche di Borgo Panigale conquistano con Checa (1’59.322) e Smrz (1’59.585) il primo e il secondo tempo della QP1.
E’ soltanto venerdì e il record ufficioso di Crutchlow del 2010 è lontano: 1’58.018. Ma, si sa, chi ben comincia è a metà dell’opera.
E se il ceco Smrz sul giro secco dimostra sempre di saperci fare, l’exploit di Checa la dice lunga sulle intenzioni dello spagnolo che non vuole accusare altri passi falsi e fare rientrare in classifica Max Biaggi, oggi pomeriggio parecchio “coperto”, solo quinto (1’59.940), preceduto dal tiratissimo “duo” Yamaha, Laverty (quarto, 1’59.906) e Melandri (terzo 1’59.653).
Una prima fila virtuale coi fiocchi, dunque. Ma anche una bella seconda fila: con il “corsaro” ci sono Sykes, Haslam e Fabrizio. Vedere la BMW ufficiale stretta nella morsa fra la Kawasaki e la Suzuki non deve essere piacevole per la Casa tedesca, specie per il pilota, assai deluso di come stanno andando le cose.
In ritardo le due Aprilia di Camier (undicesimo tempo con pesante gap di 1,118. E dietro a Badovini) e di Haga (tredicesimo), dietro Berger. Non deve fare pensare male il tempo di Lanzi solo dodicesimo (gap di un secondo e quasi tre decimi) in quanto l’italiano è salito sulla BMW Italia sono nelle qualifiche del pomeriggio, per il forfait di Toseland, impossibilitato a proseguire per i noti guai fisici.
Continua la via crucis della Honda con Xaus sedicesimo tempo e il nuovo Lowes (sostituto dell’infortunato Rea) addirittura 21esimo a oltre tre secondi. Baiocco, qui wild card Ducati naviga dietro e peggio ancora Vermeulen, subito a gambe all’aria in mattinata.
Con queste premesse, domani sarà una Superpole degna della Superpole e del WSBK. Da non perdere.

Lorenzo vuole a tutti i costi colonizzare anche il Mugello con la sua bandiera. Lo dimostra facendo un tempo stratosferico nelle FP1, mettendosi dietro tutti quanti, compreso un Rossi che da 7 anni non manca il gradino più alto del podio nella gara di casa.
1′49″870 è il tempo che Por Fuera ha bloccato, relegando tutti i suoi avversari oltre l’ 1′50″! Il suo compagno di squadra, Valentino, comanda il gruppo degli inseguitori a quasi 2 decimi di distacco, poi Stoner e Pedrosa. Colin Edwards piazza un ottimo quinto e la top ten si chiude con De Angelis, Capirossi, De Puniet, Dovizioso e Melandri rispettivamente 7º, 8°,9º e 10º. Canepa, con la sua Ducati Pramac, si sdraia e chiude la sessione 14°, mentre un sempre più misterioso Hayden viaggia in quindicesima piazza.
Nota di merito a Dani Pedrosa che con la sua Honda ha fatto il record di velocità di punta qui al Mugello: ben 349.2 km/h!
Via | Motogp.com
Come tutte le storie tirate troppo per le lunghe anche questa di Gibernau e della Ducati, con i suoi annessi e connessi, rischia di stancare. Anzi, a dirla tutta, ha già stancato.
Anche perché, stando a certe dichiarazioni (ultime quelle di Livio Suppo), non se ne vede la fine. Non vogliamo ripetere quanto già ripetutamente scritto sull’argomento. E non vogliamo riprendere il bandolo della matassa dall’inizio.
Il dato è uno solo. La Ducati è convinta che ci sia ancora una possibilità ( al prossimo GP di Brno) che Melandri recuperi la sua stagione fin qui disastrosa e possa così dare anche una “mano” al caposquadra Stoner che tenta di recuperare il gap in classifica nei confronti del leader attuale Rossi.
Ma, stando a quel che si è visto fin qui, non si capisce proprio dove poggi l’ottimismo dei manager della casa di Borgo Panigale. Un exploit di Marco sarebbe davvero un miracolo. E di questi tempi i miracoli restano tali, cioè sogni.
Allora? Allora, o ci sono condizioni contrattuali capestro per la Ducati tali da non poter stracciare l’accordo, oppure stavolta lo stesso Suppo, cui è sempre andato e va il nostro convinto consenso, rischia un grosso sbaglio.
A questo punto, anche dopo gli ultimi test del Mugello, al di là del millesimo o anche del decimo, è evidente che Gibernau è potenzialmente in grado di scendere in pista con la Desmosedici italiana. Con quale risultato? Nessuno è in grado di saperlo. Ma non è difficile prevedere che lo spagnolo possa far (molto) meglio del pilota ravennate. Si dirà che questo è un risultato in grado di essere raggiunto da chiunque. Ma non è così scontato.
Continua a leggere: Ducati-Gibernau: basta di sfogliare la margherita!

Ancora loro, ancora primo e secondo. Casey Stoner e Jorge Lorenzo hanno nuovamente messo tutti in riga nelle FP3, distaccati di appena un decimo l’uno dall’altro (1′55″186 per Stoner contro 1′55″299 per “Para Fuera”) promettono scintille in vista delle qualifiche di stasera alle 21 (in Italia, 23 in Qatar).
Dietro di loro a 4 decimi da Casey, un ritrovato Valentino Rossi salta al terzo posto e viaggia su un passo di gara del tutto simile a quello del suo compagno e del campione del mondo, probabilmente quindi, la pole position sarà una lotta a tre.
Spledido 4° tempo di Alex De Angelis, che fa un balzo in avanti e dice la sua con 1′55″659, quinto posto per “Texas Tornado” Edwards e sesto tempo per l’ottimo Dovizioso.
In casa Honda Repsol c’è un po di confusione, Pedrosa fa il settimo tempo con la 212V del 2008, mentre Hayden sceglie la versione 2007 e non va oltre la quindicesima posizione. Capirex dodicesimo e Marchino Melandri - che se ieri ha preso la sua D16 per un Ciao Piaggio, oggi ha creduto di essere su una Peg Perego - arriva sedicesimo.
Buona la ripresa delle Bridgestone che hanno ristabilito l’equilibrio piazzando davanti, oltre all’alieno Stoner, anche Rossi e De Angelis, ma la concreta efficienza delle coperture giapponesi è rimandata alle qualifiche, con temperature più rigide e un grande punto di domanda sulla Pole. A seguire la classifica completa della sessione.
Continua a leggere: MotoGP Qatar: Stoner-Lorenzo coppia fissa al vertice

Fausto Gresini può essere soddisfatto dei suoi piloti, due professionisti che nella gara della MotoGP in portogallo hanno lottato con determinazione.
A partire da Marco Melandri, autore di una gara ricca di sorpassi mozzafiato prima con Nicky Hayden (4°) e poi John Hopkins (6°).
Marco ha guidato sopra i problemi portando a casa un meritato quinto posto.
Un incidente di gara ha invece condizionato la corsa di Toni Elias: dopo una buona partenza - che lo aveva portato in settima posizione - al quarto giro è stato protagonista di un’uscita di pista in seguito ad una “toccata” un altro pilota.
Toni ha però mostrato grinta e determinazione rimontando posizioni importanti fino a conquistare l’ottavo posto.

Ancora una volta va in scena il mondiale delle gomme, ma almeno questa volta non ci si annoia!
Vince Rossi con una grande prova di forza, seguito da Pedrosa e Stoner.
Prima della cronaca è però importante fare una riflessione:
E’ subito chiaro che oggi le Michelin vanno un po’ meglio delle Bridgestone, anche se si evidenzia un certo equilibrio di base.
(Che farà felici quelli che vogliono “il mondiale anche delle gomme“. ndr)
Guarda caso rivediamo in testa tanti nomi nuovi e spariscono, ad esempio, le Suzuki.
Stoner non riesce ad andare in fuga come al solito, e nello scontro diretto con gli avversari “sembra” uscirene battuto.
Dico “sembra” perchè a questo punto con le gomme che “regnano” in questa categoria, valutare un talento piuttosto che un altro è voler fare un azzardo.
Tutti grandi campioni certo, ma senza uno scontro ad “armi” pari, questa volta il confronto è solo tra la prestazione di Rossi e Pedrosa.