MotoHangar è un garage relativamente nuovo, ma che si stà già ritagliando uno spazio degno di nota, con le loro creazioni molto promettenti. La special Honduki è apena il loro 4° capolavoro, forte già di ben 2 premi, il “Best in Show” e “Trick Bits” vinti al Fighter Fest 2011 di Carlisle, Pennsylvania.
Basata su una Suzuki GT550 a 2 tempi del 1975, l’Honduki ha la sospensione posteriore monoammortizzatore mutuata da una Kawasaki 636 e la forcella anteriore da una GSX-R. Questa modifica ha conferito a questo bellissimo 3 cilindri un aspetto e una manegevolezza più moderni, pur lasciando intatto tutto il fascino di una 2 tempi anni ‘70.
Vi promettiamo che d’ora in poi terremo d’occhio MotoHangar, presentandovi le loro ultime special non appena verranno sfornate e buttate fuori dal loro garage. Le altre 3 creazioni finora realizzate, le trovate qui sul link del sito ufficiale.
Qualcuno ha pensato ad Aprilia, e alle centinaia di RSV/RSA 125 che potrebbero finire nella polvere dei magazzini dei reparti corsa quando queste finiranno la loro carriera in favore di moto 250 a 4 tempi. Oral Engeneering sta sviluppando il motore Oral.M3 da poter adattare ai telai attualmente utilizzati nella categoria minore, in modo da sfruttare gli ancora validissimi progetti di Noale nella nuova Moto3.
I pochi dati rilasciati da infomoto3.com parlando un motore molto compatto con un peso di 24kg, ed è completamente adattabile al cambio dell’attuale 2 tempi, senza stravolgere l’equilibrio generale della moto. Per i telai RSA è allo studio un forcellone “rovesciato” per adattare il tiro catena a destra. Con una soluzione simile si può dare la possibilità di partecipazione anche ai team ora impegnati nel campionato, che sfrutterebbero l’80% della moto che hanno in garage con un consistente risparmio di costi.
E’ notizia di qualche giorno fa, la volontà di KTM di iscriversi al primo campionato Moto3 con una moto derivata dalla produzione fuoristradistica della casa austriaca. BeOn sembra precedere la casa madre, convertendo una SX250 in pistaiola pura grazie al kit 450GP. La differenza rispetto ad una Moto3, più che sostanziale,arriva dal propulsore da un quarto di litro di questa SX250GP: è a 2 tempi.
Motore a miscela, per gli austriaci, vuol dire esperienza e affidabilità, due elementi che hanno reso questo esperimento pistaiolo possibile. I propulsori KTM hanno la capacità di girare molto in alto e di sostenere meglio i ritmi della pista, rispetto ad altri concorrenti giapponesi o europei; un utilizzo totalmente differente di un motore progettato per il fuoristrada, si sa, dimezza la vita di tutti i componenti, già esasperati e bisognosi di revisioni ordinarie e straordinarie molto frequenti.
Questa versione è capace di produrre circa 50CV, in uno vestitino attillato (il già conosciuto kit 450) che non fa salire il peso oltre i 100kg. Non è una Moto3 e non è una 250GP, si tratta di un esperimento dedicato ai proprietari di SX che hanno voglia di mettere le gomme stradali alle loro zanzare. E’ acquistabile come semplice kit o come moto completa, tutte le info su prezzi e disponibilità sul sito BeOn.

La storia della Fantic Motor si è fermata bruscamente a metà degli anni ‘90. Il fallimento dell’azienda ha lasciato un bel buco nella storia del fuoristrada italiano, tappato nuovamente a distanza di 10 anni, quando nel 2005 è ripartita la produzione, un po’ in sordina ma con piani di crescita concreti.
Alla attuale gamma di piccole 4 tempi, quindi, è destinata ad affiancarsi una nuova generazione di moto più mature, con specifiche racing che riporterebbero a tutti gli effetti la marca ai fasti degli anni ‘60 e ‘70. Il salto definitivo è in programma per il prossimo Eicma, dal 2 al 7 novembre prossimi, quando tre nuovi Caballero da enduro faranno la loro comparsa nello stand della factory di Barzago.
Si tratta di un 125, un 250 e un 300, tutti a 2 tempi con motori di derivazione Gas Gas. La casa spagnola fa ottimi motori, che affiancati al telaio a traliccio in acciaio italiani potrebbero dare origine ad un bel connubio. Rimaniamo in attesa di info più dettagliate.
via | Xoffroad
La gamma enduro di Gas Gas, si presenta ne 2011 con tutte le moto rinnovate, sia le 2 tempi che le 4 tempi, ma nessuna rivoluzione coinvolge le efficienti GG. Le EC, in cilindrate dal 125 (2 tempi) al 450 (4 tempi), sono strumenti di precisione efficienti anche nelle condizioni estreme, ora montano pneumatici Metzeler MCE Six Days Extreme… che come dice il nome stesso sono studiati per le massime performance agonistiche.
Le altre modifiche riguardano più l’apparenza che la sostanza, con un rinnovato vestitino (cupolino, carene laterali e codino) e uno scarico della FMF Q-Stealth. Non dimentichiamoci poi la nuova taratura della forcella, ancora più specialistica in configurazioen standard.
Tali modifiche sono estese a più o meno tutta la gamma, che prevede anche una versione replica della moto del vicecampione del mondo Christophe Nambotin, con componentistica al massimo delle prestazioni. In attesa di notizie più approfondite sulle nuove EC a 2 e 4 tempi, vi lasciamo con una bella gallery
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Bill Gates è forse l’uomo più potente del mondo nel campo dell’informatica, con i suoi sistemi operativi e le sue mille applicazioni ha diffuso il PC in tutto il mondo, ma finora non avremmo mai pensato di vederlo coinvolto in un progetto riguardante i rumorosi, puzzolenti e vetusti motori a combustione interna.
E questa attenzione particolare verso l’automotive arriva proprio cercando di rivalutare un sistema di propulsione che un po’ tutti ripudiano (legislativamente parlando) in questi ultimi anni: il 2 tempi. Qualche tempo fa, un progettista di nome Peter Hofbauer, presentò il progetto di un motore dalle ridottissime emissioni, da sviluppare sia per auto che per moto, e chiamato OPOC (Opposite Pison Opposite Cylinder)
Come dice il nome, questo motore è tutto opposto: lo schema ricalca a primo impatto un Boxer, con cilindri contrapposti, ma la biella, molto lunga, supera la corsa del pistone e si infulcra proprio dove dovrebbe esserci la camera di combustione. Il pistone si trova così al contrario, scoppiando sul Punto Morto Inferiore che non è fisso ma è dato dalla posizione di un pistone controrotante rispetto al primo.
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TE250 e TE300: sono le sigle delle nuove nate in casa Husaberg, che sanciscono il debutto degli svedesi nel difficile settore delle 2 tempi, che rimane una nicchia molto apprezzata dagli enduristi duri e puri e offre vantaggi indiscutibili in termini di potenza e maneggevolezza rispetto alle 4 tempi di pari cilindrata.
I propulsori non sono rivoluzionari come i loro 4 tempi, ma derivano dalle unità KTM EXC, per l’appunto nelle cilindrate medie, mentre la ciclistica si basa su classiche quote per l’enduro più spinto (tutta roba WP), così come la dotazione, che più racing non si può: accensione programmabile per lasciare al pilota la scelta della migliore erogazione, valvola allo scarico, frizione idraulica Brembo e un comodo avviamento elettrico.
Il resto della moto è composto da chicche per palati fini: piastre di sterzo e mozzi ruote ricavati dal pieno, cerchi DID, intero impianto frenante Brembo e manubrio in alluminio. Con una autonomia incrementata ad 11 litri, si chiude un cerchio perfetto. Prezzo basso, manutenzione economicamente minore, maggiore potenza, minor peso e più maneggevolezza. Disponibili dai prossimi giorni presso la rete Husaberg, ad un prezzo ancora non noto.
Continua a leggere: Husaberg TE250 e TE300: nel 2011 arrivano le 2 tempi!

Questo splendido scatto ci è stato inviato da Mimmo che come si può vedere è un grande estimatore delle 2T. La rivalità, il duello è tutto tra Mito ed RS, Cagiva e Aprilia, passato presente e speriamo soprattutto futuro delle due ruote made in Italy.
Inviateci le vostre “Foto del giorno”, foto bizzarre, che avete scattato voi o un amico oppure che avete semplicemente trovato su internet, che riguardi ovviamente il mondo motociclistico, all’indirizzo fotodelgiorno@motoblog.it. Le più interessanti, particolari, simpatiche o curiose, saranno pubblicate a vostro nome. Molte ne sono arrivate fino ad oggi… continuate a seguirci e le vedrete pubblicate.
L’anno che abbiamo appena archiviato, fra le ricorrenze storiche più o meno legate al mondo del motociclismo, ha visto celebrare anche il 40esimo anniversario di quella che è ancora considerata una delle più interessanti e significative moto che abbiano mai messo ruote su una strada aperta al traffico: la Kawasaki H1 500 Mach III.
Correva l’anno 1969, e mentre l’uomo camminava sulla Luna (o almeno così ci han raccontato), le moto inglesi e italiane venivano lentamente sopraffatte nel mercato dalla furia giapponese e dalla nascita di una nuova era fatta di pluricilindrici in linea e sistemi produttivi non più artigianali ma fortemente industrializzati… e arrivano i 2 tempi nelle competizioni.
La nostra Kawa fa parte di questa nuova generazione di motocicli; tre cilindri, 2 tempi e 498cc, per una potenza di circa 60cv e una coppia di 68Nm, scaricata a terra in maniera per niente pacifica. Il ronzio del suo tre-in-linea ha conquistato più di un appassionato, grazie anche alla linea aggressiva e filante, che trasmetteva velocità e leggerezza.
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