Redhot Bones by Roberto Rossi

Un Cross Bones reinterpretato in chiave racing da Roberto Rossi

L’Harley-Davidson Softail Cross Bones (FLSTSB) è stata con l’ultimo Model Year 2011, almeno fino a oggi, l’ultima H-D a montare di serie una forcella Springer che, unitamente alle grosse gomme da 130 mm davanti e 200 mm dietro, le conferiscono un’immagine da bobber anni Cinquanta. Logico aspettarsi quindi che anche le customizzazioni seguano questo stile.

Roberto Rossi di Mantova dà la sua interpretazione su questa Cross Bones del 2009, subito ribattezzata Redhot Bones. La prima modifica riguarda il retrotreno, dove il cerchio da 17x6 pollici viene rimpiazzato con uno da 16” che alloggia una gomma Firestone ANS da 5 pollici di larghezza, replicata anche all’avantreno.

Via i parafanghi di serie con relativi supporti e mentre all’avantreno basta rimontare quello originale opportunamente tagliato e spazzolato, quello posteriore viene rimpiazzato sagomando a mano una lamiera, dandole la forma del codone racing di una Laverda 500 Formula, versione da pista della 500 che la casa di Breganze presentò nel 1978 per promuovere il suo trofeo monomarca. Il codone viene rivestito con una pregiata pelle Connolly Luxury Leathergoods Limited, la stessa che rivestiva i sedili della Rolls Royce Phantom del 1930, applicata tramite bottoni a pressione.

Un Cross Bones reinterpretato in chiave racing da Roberto Rossi
Un Cross Bones reinterpretato in chiave racing da Roberto Rossi
Un Cross Bones reinterpretato in chiave racing da Roberto Rossi
Un Cross Bones reinterpretato in chiave racing da Roberto Rossi

Il serbatoio fat bob di serie viene invece rimpiazzato con un classico Peanut da 8 litri, completo di pompa elettrica, prelevato da un moderno Forty-Eight, sul quale vengono applicate le grafiche di una H-D XRTT da corsa del ’72. Davanti, su una piastra di sterzo appositamente realizzata, vengono adattati i riser ricurvi di un Softail Custom o forse di un Night Train, sui quali è alloggiato il manubrio drag bar, che prende il posto dell’ape hanger di serie, ma il tocco finale è dato dagli scarichi con terminali fishtail, realizzati artigianalmente.

Un Cross Bones reinterpretato in chiave racing da Roberto Rossi
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