SBK: Marco Melandri lascia le corse

Il pilota ravennate annuncia il ritiro dalle competizioni. Al termine dell’attuale campionato mondiale Superbike, che comunque desidera affrontare dando il 100% fino alla fine, Melandri saluterà le gare per dare maggiore spazio alla propria vita privata


In un clima sereno e al fianco del suo storico amico e partner nel lavoro Alberto Vergani della Nolan Group, Marco racconta che sente essere arrivato il momento di dire addio al mondo delle competizioni. Una decisione covata già da qualche tempo, che ha avuto un momento chiave soprattutto durante il Gp della Tailandia e che via via si è fatta sempre più consistente e consapevole.

“sognavo di fare il pilota e ho avuto la fortuna di farlo ad alti livelli; ho vissuto una favola e come in tutte le favole c’è un inizio, ma c’è anche una fine. Il volersi ostinare ad andare avanti a tutti i costi, cercare qualche cosa che sai benissimo che non potrà avverarsi ha fatto si che la fiamma si abbassasse”

Marco, parlando delle persone che l’hanno accompagnato e supportato in tutti questi anni di attività, iniziando dai genitori fino ai molti team manager e professionisti del settore, ringrazia e si commuove, ma guarda al futuro con serenità. Nei suoi piani c’è la volontà di vivere appieno la propria famiglia, la figlia di cinque anni e le proprie passioni che comunque rimangono legate al mondo delle moto, dello sport fatto però per puro divertimento e dei motori.

“Quando torni a casa senza aver apprezzato ciò che ti faceva sognare di diventare un pilota, allora inizi a farti delle domande che non dovresti farti ed è qua che bisogna avere la forza e il coraggio di dire basta. Mi sarebbe piaciuto proseguire a lavorare con la mia squadra, ma l’idea di ripartire ancora una volta da zero, dall’anno prossimo, ha fatto si che le mie batterie si esaurissero”

Dopo una carriera di oltre vent’anni che l’ha visto competere da protagonista nel circolo mondiale conquistando nel 2002 il titolo iridato nella classe 250, a soli 20 anni di età. Un traguardo importante che gli permette di accedere nel 2003 alla classe 500 in sella alla Yamaha YZR-M1 ufficiale. Negli anni seguenti Melandri vive il passaggio dalle 500 due tempi alle 1000 quattro tempi poi passate alla cilindrata 800 e poi ancora alle 1000.

Tante stagioni nelle quali alterna team, moto e compagni di squadra battagliando con i nomi più illustri del Motomondiale dell’epoca come Rossi, Biaggi, Stoner e Capirossi. Marco però manca il colpo grosso, il titolo mondiale della classe regina non arriverà e segna il proprio miglior risultato alla fine della stagione del 2005 quando, in sella alla Honda RC211V del Team Movistar di Fausto Gresini, chiude il campionato al secondo posto dietro Valentino Rossi.

Resterà in questa classe fino al termine del 2010 quando si affaccia una nuova sfida ed annuncia per la stagione 2011 il passaggio al Mondiale Superbike in sella alla Yamaha R1 ufficiale. Subito per lui un buon esordio visto che alimenta alcune gustose battaglie con Max Biaggi e altri “specialisti” come Carlos Checa, Jonathan Rea, Tom Sykes tanto che chiuderà la sua prima stagione in WSBK come vicecampione dietro a Checa. Nel 2012 e 2013 è in sella alla BMW S1000 RR, ma qualche errore di troppo ed alcuni infortuni impediranno di conquistare il titolo relegandolo rispettivamente in terza e quarta posizione finale.

Successivamente, sempre nel WSBK, Melandri cambia casacca ed affronta la stagione 2014 in sella all’Aprilia RSV4, un passaggio che, al netto dei risultati di stagione, consentirà al ravennate il rientro per l’anno seguente nella MotoGp, sempre su Aprilia e con l’obiettivo di sviluppare la moto italiana.

In realtà questo progetto apre una parentesi buia nella carriera del pilota che appare mal disposto a “digerire” questo ruolo che di fatto lo costringe nelle retrovie quando in SBK invece sente di avere un ruolo di pretendente al titolo, tanto che il divorzio sembra inevitabile e Melandri è costretto a vivere un anno di stop prima di riprendere la carriera nel campionato Superbike dal 2017, prima con Ducati ed oggi su Yamaha; ma questa ormai è storia recente…

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