Moto3, Dalla Porta sugli altari: gara e leadership mondiale!

Grande corsa di Lorenzo Dalla Porta, in vetta anche nella classifica mondiale

Eccolo il tricolore al vento del Sachsenring e le note dell’inno di Mameli che tengono alti i nuvoloni, minacciosi, ma senza lasciar cadere un goccio d’acqua. Finalmente sorride sul più alto gradino del podio, sempre misurato, Lorenzo Dalla Porta, con una lacrima impossibile da nascondere in questo suo meritato e splendido primo trionfo stagionale (il suo secondo iridato) di una Moto3 anche oggi avvincente, tirata e ricca di colpi di scena. Prova maiuscola, di maturità per il campione pratese che così spezza nel migliore dei modi il “dannato” filotto dei secondi posti conquistati fin qui. Bravo Lore! Che per la prima volta in carriera, conquista – pro tempore – anche la vetta in classifica generale (125 punti) davanti a Canet (123 punti), oggi terzo in volata a 120 millesimi dal vincitore e a 48 millesimi dal secondo classificato ammirevole Ramirez, compagno di Team di Dalla Porta, che lo ringrazia per aver tenuto dietro proprio il suo più diretto avversario.

Se è giusto e di più, osannare Dalla Porta, splendido per la tattica e la determinazione con cui ha voluto la vittoria - oggi mai una sbavatura negli infuocati infiniti corpo a corpo - è doveroso rendere omaggio ad Aron Canet. Partito 20esimo, il portacolori del Team di Max Biaggi si è prodotto in una rincorsa alla disperata, guadagnando di forza via via posizioni, scansando gli avversari senza complimenti come ingombranti birilli, portandosi già a metà corsa ad agganciare la top ten, poi a suon di giri veloci nella top five, riuscendo persino ad andare in testa, anche se alla fine bruciato dall’arrembante binomio italo spagnolo del Team Leopard. Che rimonta! Se Dalla Porta ha fatto un capolavoro, Canet ha fatto un … miracolo. In una corsa così non manca nulla, polemiche comprese per le carenate prese e date. Vale anche per i piani alti, in questo caso qualche parola grossa post gara fra Fenati e Canet che nel sorpasso ci è andato giù come se in pista fosse da solo.

Fenati, oggi davvero in palla pur se paga nel finale la scelta della gomma posteriore morbida, per soli 65 millesimi non conquista l’agognato podio, pur meritandosi il plauso per la sua miglior gara stagionale che gli vale anche il suo miglior piazzamento 2019 e la spinta per salire presto ancora più avanti. Peccato per Tony Arbolino, anche lui protagonista di una rimonta-monstre, ma non conclusa con il meritato successo perché, quando stava per sferrare l’attacco decisivo agganciando i battistrada, veniva rallentato per problemi ancora da precisare, costretto ad alzare il tempo sul giro e a chiudere 15esimo. Peccato anche per Antonelli, in gran recupero, poi anche lui costretto ad alzare il ritmo, finendo comunque 12esimo a poco poco di un secondo dalla vetta e restando terzo in classifica (87 punti). C’è tempo, per i due italiani, di rifarsi. Molte le cadute, fra cui quelle di Lopez e Rodrigo all’inizio, poi di Booth-Amos, e di Arenas e Toba alla fine nonché, proprio all’ultimo giro, Binder, Foggia, Vietti. Il campionato, già infiammato, s’arroventa. Il resto in cronaca.

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