Moto3: Tony Arbolino “brucia” Dalla Porta

Corsa ricca di colpi di scena, caratterizzata da contatti e anche da cadute (in particolare il big-bang fra Vietti, Suzuki, Toba, Fernandez e poi Masia e Arenas), nonché da lunghi e fuori pista che hanno portato a numerose penalizzazioni.

Sul gradino più alto del podio non c’è spazio per due, così Lorenzo dalla Porta, dopo una corsa ventre a terra, deve lasciare il posto a Tony Arbolino, esaltante e superbo trionfatore in fotofinish di una Moto3 al fulmicotone.

Entrambi i “giovani leoni” italiani meritano il plauso dei 200 mila presenti sulla assolata e ventosa piana di Assen. Per il 19enne lombardo, dopo il capolavoro del Mugello, è la seconda splendida vittoria iridata 2019. Per il 22enne pratese è la quarta piazza d’onore dopo quelle del Qatar, Francia, Mugello.

Per Toni, altri 25 punti dorati che lo proiettano in classifica generale in un sol colpo, dalla sesta alla quarta posizione (76 punti dietro al terzo Antonelli 83), quando prima del Mugello era ancora oltre la top ten. Per Lorenzo, altri 20 punti d’argento che gli permettono un gran recupero sul leader Canet, oggi opaco, solo 12esimo, ancora in vantaggio (107) se pur di sole 7 lunghezze sul toscano.

Siamo abituati a parlare senza peli sulla lingua e quindi diciamo che senza nulla togliere al valore di Dalla Porta – pilota veloce e di sostanza cui però manca il pregio del “guizzo” di chi fa la differenza nel momento cruciale della corsa - la vera rivelazione di questo mondiale è Arbolino. Il pilota del Team Snipers dei pesaresi Giancarlo e Mirco Cecchini è dotato di quel talento, di quel senso tattico, di quella “cattiveria”, cioè di tutte quelle qualità che prefigurano il fuoriclasse.

Con un Arbolino così, capace di sparare il colpo in canna al momento giusto senza fallire l’obiettivo, niente è impossibile, anche il miracolo di recuperare ancora il gap con chi lo precede in classifica e di tentare il colpaccio della conquista del titolo mondiale. Si vedrà. Così Arbolino fa saltare anche le statistiche che fin qui avevano visto 12 vincitori diversi nelle ultime 12 gare iridate. Ottimo Kornfeil, terzo davanti a un nugolo di avversari, con l’handicap di aver dovuto scontare il long lap penality un giro prima della fine della gara.

Corsa ricca di colpi di scena, caratterizzata da contatti e anche da cadute (in particolare il big-bang fra Vietti, Suzuki, Toba, Fernandez e poi Masia e Arenas), nonché da lunghi e fuori pista che hanno portato a numerose penalizzazioni, anche di piloti protagonisti, fra cui i pimpantissimi Antonelli e Fenati ecc.

Insomma, un lungo serpentone, un lungo trenino, una battaglia al limite della correttezza dal primo all’ultimo centimetro, dalla prima all’ultima posizione. Tutto bene? Questa è la Moto3. Prendere o lasciare. Un continuo assalto alla baionetta dove può succedere di tutto e succede di tutto, o quasi. Perché poi da queste infuocate bagarre – anche in due-tre spezzoni – c’è chi ci guadagna e chi ci rimette, non senza l’intervento extra della Dea bendata. Anche se alla fine i migliori stanno davanti e gli altri dietro, pur sempre con le dovute eccezioni, come stavolta ad Assen. Il resto in cronaca.

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