MotoGP: Quartararo, pole-record su Vinales e Rins. Che Yamaha! Rossi spento

Ecco i "giovani leoni": 20 anni Quartararo, pole-record (1’32.017); 24 anni Vinales (+0.140), 23 anni Rins (+0.441)

Largo ai giovani? Si fanno largo da soli, i “giovani leoni” dagli artigli acuminati e dal ruggito possente prendendosi la scena di forza, con il cronometro impazzito, scuotendo la foresta della classe regina. 20 anni Quartararo, pole-record (1’32.017); 24 anni Vinales (+0.140), 23 anni Rins (+0.441). Davanti a tutti la Yamaha satellite de “El Diablo”, terza pole 2019 tutta d’oro per il rookie siculo-francese emulatore di Giotto nel pitturare le diaboliche curve del mitico Assen e irriverente di fronte al bolide ufficiale della stessa Casa di Iwata guidata magistralmente da Vinales, compagno di squadra di Valentino, quindi la Suzuki di Rins, ottima, che scalza il bolidone della Casa dell’Ala dorata del cannibale Marquez.

A proposito, non erano finite le Yamaha? E il mondiale non era una questione fra Honda e Ducati, con le Rosse pronte al gran sorpasso di Marquez ipotecando finalmente il mondiale della classe regina che solo l’indimenticabile-dimenticato Stoner portò – di manico - a Borgo Panigale? Ma torniamo alle qualifiche, con i tempi di assoluto valore tecnico in un quadro che sin dal giro secco prefigura una scala di valori “diversa” che traccia il futuro che è già oggi. Questa è la prima fila della MotoGP di Assen bollente per i suoi oltre 30 gradi di un cielo raramente così assolato e per una battaglia in pista che promette scintille domani in una corsa che può segnare il mondiale 2019.

Poi, nella prima casella della seconda fila, ecco Marquez, con un gap significativo (+0.714), protagonista di una sbavatura finale che l’ha evidentemente consigliato a non esagerare, chiudendola lì, accontentandosi del tempo realizzato, rinviando a domani la risposta-vendetta, anche perché lui il (gran) passo ce l’ha. Non solo. Il leader della classifica iridata, in versione “prudente”, ha visto i suoi più diretti avversari in difficoltà, soprattutto Dovizioso, 11esimo tempo (+1.675), un distacco da paura, nel mezzo della quarta fila, ma anche Petrucci, settimo (+1.265) in terza fila e pure Rossi, fallito l’ingresso in Q2, negli abissi del 14esimo tempo (1’33.466), come nascosto al centro della quinta fila, fra Bagnaia e A. Espargaro. Se non ci fossero Quartararo e Vinales, girerebbe il solito disco: “La Yamaha non va!”, motore e moto non vanno. Via il 4 in linea, tutto da buttare. Ma Quartararo e Vinales sono lì, davanti a tutti, almeno oggi nel giro secco, un segnale perentorio per Rossi, quasi una condanna. La corsa è domani. A domani. Start h. 14.

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