Assen 1962: Provini (250) e Grassetti (350), quel trionfo mancato per… iella

I più forti piloti italiani erano Tarquinio Provini (allora 29enne passato dalla MV Agusta 125 e 250 alla Morini 250 monocilindrica 4 t. ufficiale) e Silvio Grassetti (allora 26enne, in sella alla Benelli 250 4 cilindri 4 t. ufficiali e alla Bianchi 350 e 500 2 cilindri 4 t. ufficiale.

Cinquantasette anni fa, esattamente il 30 giugno 1962, si correva ad Assen sullo spettacolare e infido tracciato di Km. 7,704 il quarto round iridato di una stagione avvincente sul piano agonistico e tecnicamente superba. Fra l’altro debuttava la classe 50 combattuta fra i microbolidi del Sol Levante (Honda, Suzuki) e quelli olandesi (Kreidler) e per la prima volta si correva il GP di Finlandia così come per la prima volta nella giostra mondiale nelle gare in singolo partecipava una donna, Beryl Swain sulla Itom 50.

I giapponesi, con la Honda (350, 250, 125, 50, poi la 500 e con Suzuki prima 50, poi 125 e 250) – presto arriverà Yamaha e quindi Kawasaki - tentavano di piegare l’unica industria che ancora resisteva al loro tsunami, quella italiana, in campo con la MV Agusta nelle 350 e 500, con la Bianchi nelle 350 e 500, con la Morini e con la Benelli nella 250, dopo il forfait di fine ’57 di Guzzi, Gilera, Mondial.

Assen 1962: Provini (250) e Grassetti (350), quel trionfo mancato per… iella

I più forti e rappresentativi piloti italiani erano Tarquinio Provini (allora 29enne passato dalla MV Agusta 125 mono e 250 bicilindrica ufficiali alla Morini 250 monocilindrica 4 t. ufficiale) e Silvio Grassetti (allora 26enne, in sella alla Benelli 250 4 cilindri 4 t. ufficiali e alla Bianchi 350 e 500 2 cilindri 4 t. ufficiale, nel ’63 passerà alla MV Agusta 500).

C’erano, saltuariamente, anche Tino Brambilla, Alberto Pagani, Gilberto Milani, Remo Venturi, Emilio Mendogni, Francesco Villa, Bruno Spaggiari prima dell’arrivo di gente dal calibro di Renzo Pasolini, Walter Villa, Angelo Bergamonti, Giacomo Agostini ecc. La varesina MV Agusta nel mondiale puntava sui piloti di lingua inglese, in questo caso i fuoriclasse Mike Hailwood e Gary Hocking.

Sulla piana ventosa di Assen, fra uno scrocio d’acqua e un raggio di sole, 250 mila spettatori si godevano uno spettacolo davvero superbo. Il sottoscritto, 13enne, era fra questi al debutto ad Assen come… “spettatore interessato”. Le classi principali erano la 250 e la 350 dove Honda si presentava con uno schieramento a dir POCO superbo: Phillis, Redman, McIntyre, Taveri, Minter, Robb.

Assen 1962: Provini (250) e Grassetti (350), quel trionfo mancato per… iella

Provini nella 250 e Grassetti nella 350, già osannati protagonisti nell’apertura stagionale della Mototemporada emiliana-romagnola (memorabile il trionfo di Cesenatico del binomio pesarese Grassetti- Benelli “4” su quello mondiale Phillis-Honda e Redman-Honda) nonché dell’overture iridata del Montjuic e di Clermont Ferrant, furono protagonisti di due corse “storiche”, da incorniciare. Solo la sfortuna privò i due italiani del meritato trionfo su un circuito reso ancor più ostico per i continui acquazzoni.

Nella quarto di litro, Provini veniva falciato da Robb alla prima curva dopo lo start, rotolando malconcio a terra. Rialzatosi e tornato in pista furente, l’italiano si gettava in un inseguimento da par suo, superando oltre 40 avversari e recuperando qualcosa come 50 secondi! Come un uragano, Tarquinio raggiungeva nella staccata dell’ultima curva i fuggitivi Redman e McIntyre con quest’ultimo a chiudere la traiettoria del piacentino, cui non restava che la soddisfazione del terzo gradino del podio dopo una corsa non senza strascichi polemici fin dentro il paddock.

A Provini e alla Morini, oltre agli applausi, la ciliegina (di gran significato tecnico) del giro veloce-record a Kmh. 137,989! Idem nella 350, stavolta con protagonista Silvio Grassetti. Anche il pesarese veniva rallentato nella mischia iniziale passando ultimo alla fine del primo giro. Di lì, fra mille colpi di scena, la gran rimonta con l’aggancio finale e il superamento di Hailwood (MV Agusta) e Redman (Honda). Ancora un giro e sarebbe stata l’apoteosi.

Invece, a metà dell’ultima tornata, le bizze di una candela rendono zoppo il bicilindrico bianco-celeste costringendo l’asso pesarese a concludere mesto, terzo dopo il rodesiano e l’inglese. Anche per Grassetti la soddisfazione del giro-record alla media di Kmh 140,862, sul bagnato! Che tempi, ragazzi!

Erano anni di gloria e di lutti. In quel 1962 in ogni week end iridato un quarto dei corridori non terminò la gara per cadute. In quella stagione, purtroppo in linea con quelle precedenti e con quelle che seguiranno, ci furono ben 14 cadute mortali. Fra gli altri persero la vita gli iridati Tom Phillis, Libero Liberati (in allenamento), Gary Hocking (in F1) e altri grandi campioni quali Bob McIntyre. Il motociclismo de: “I giorni del coraggio”, ma anche dell’ira e del dolore.



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