SBK: Rea, che trionfo! Bautista, che delusione!

Il week-end di Misano si chiude con tre Kawasaki sul podio di Gara2, con il trionfo del superbo Rea in volata sul “bersagliere” turco Razgatlioglu e con il 14esimo posto di Bautista, caduto in curva 4 al secondo giro

Il week-end di Misano si chiude con sole e show smentendo le previsioni con tre Kawasaki sul podio di Gara2 e, soprattutto, con il trionfo del superbo Rea in volata sul “bersagliere” turco Razgatlioglu e con il 14esimo posto di Bautista, caduto in curva 4 al secondo giro, quando viaggiava solitario in testa. Ripartito ultimo dopo il madornale errore da… rookie, il portacolori della Rossa è tornato a girare sui tempi dei primi portando però a casa solo due punticini.

Delusione, grande delusione per Bautista, giornata grigia, anzi nera, per la Casa di Borgo Panigale che invece della prevista “abbuffata” deve accontentarsi dell’unica vittoria di Alvaro nella mini corsa mattutina dei 10 giri della Superpole Race, dove è invece finito a terra Rea, comunque quinto. Sono le corse, si dirà. Già. Mai dire mai. Vince chi taglia per primo il traguardo: è questa la legge delle corse. Il mondiale si vince non mollando mai, non gettando via niente, cercando di tenere alta la testa anche nella giornata NO, portando comunque a casa anche un solo punticino, cui aggrapparsi, se non altro per non affondare.

Così, oltre al morale sotto i tacchi di Bautista al suo pesante secondo errore in due round (pesa il precedente di Jerez) e ai musi lunghi nel box della Rossa (solo 7° Davies e con un Pirro wild card spaesato sulla V4R con sospensioni Showa, pur con il contentino della piazza di Rinaldi), la classifica si muove, anzi prende una scossa, di fatto riaprendo il mondiale. Dopo 7 gare, pur con 9 round vittoriosi e primo in 5 Superpole Race solo 16 punti dividono adesso Rea da Bautista, quando tre round addietro il vantaggio dello spagnolo era di ben 53 punti, prefigurando un campionato senza più storia, totalmente in mano al rookie (per la Sbk) spagnolo e alla sua inedita Rossa V4. Certo, sul piano teorico la sostanza non cambia con i valori in campo definiti, almeno allo stato attuale. In effetti, cambia la conformazione dei circuiti ma, in condizioni “normali” di pista asciutta e senza fatti extra come possono essere le cadute o le rotture meccaniche, non cambia la superiorità del binomio Bautista-Ducati V4.

Detta in altro modo, solo Bautista può perdere una corsa già vinta in partenza, che è appunto quel che è oggi successo in Gara2. Mai dire gatto fino a che non ce l’hai nel sacco. Mai sottovalutare l’avversario, specie se questi ha già messo in saccoccia un filotto di quattro titoli mondiali uno in fila all’altro, un campione di talento e determinato, mai domo, oggi alla sua 75esima vittoria in carriera, al suo ottavo trionfo a Misano, qui primo anche nel 2009 sulla Honda. A questo punta una domanda s’impone: con Bautista out a Misano, non c’è storia, con le Kawasaki sugli altari perché anche le pur competitive Yamaha non reggono il confronto, forse per i suoi piloti, veloci quanto incostanti e spesso a terra. La domanda: cosa sarebbe questo campionato senza Bautista (sulla V4 Rossa)? Un monologo Rea-Kawa! Ultima domanda. E Melandri? Qui una meteora che ha illuso ma ha ancora deluso quando ha buttato via un possibile terzo gradino del podio con una caduta alla Quercia per l’azzardo della posteriore supersoffice. Via crucis o no, il ravennate raccoglie foglie secche in una stagione che, senza svolta, può condurlo al canto del cigno. Il resto in cronaca.

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