MV Agusta: "Nessun sessismo nel video della Superveloce 800"

Il video trailer della nuova Superveloce 800 ha generato un vespaio di polemiche, attirando su MV accuse di sessismo: l'ammiccante accostamento tra le due ruote e il corpo femminile era davvero necessario?

Donne e motori? Un binomio "classico", persino scontato, tanto da risultare a molti superato e addirittura fastidioso. Non ha mancato di generare polemiche il video trailer della nuova MV Agusta Superveloce 800, sportiva vintage del marchio varesino di cui è stata recentemente ufficializzata la produzione: il filmato di lancio, pubblicato sui canali social della casa lombarda, ha attirato numerose critiche di sessismo, in quanto mostra una ragazza nuda in sella al nuovo bolide retrò derivato dalla F3 800.

Squadra che vince non si cambia? Insomma. La scelta di ricorrere al vecchio, allusivo accostamento tra il corpo femminile e le motociclette non sembra essere stata particolarmente vincente, e anzi a giudicare dai commenti di grandissima parte degli utenti ha preso le sembianze di un vero e proprio autogol: molti fan hanno tacciato lo spot come retrogrado, sconveniente, un vero passo falso considerata la crescente sensibilità che il pubblico ha riguardo alla questione del rispetto della donna e della mercificazione delle forme femminili.

MV Agusta però non ci sta, e rimanda al mittente tutte le accuse: nessuno stereotipo, nessun sessismo, solamente la volontà di rimarcare la passione e la sensualità trasmesse dalla nuova nata di Schiranna. "Il nostro slogan è 'Motorcycle Art', e noi trattiamo le nostre moto come opere d'arte" ha spiegato il CEO Timur Sadarov rispondendo alle critiche "Il video della Superveloce 800 è un'espressione artistica del regista, che ha voluto sottolineare la relazione passionale, intima e sensuale che c'è tra l'uomo e la macchina".

Sadarov ha poi sottolineato l'importanza che l'utenza femminile ha per MV Agusta, in un mondo che vede sempre più donne e ragazze interessarsi alle due ruote: "Con la nostra nuova strategia di prodotto siamo assolutamente attenti alle esigenze femminili, pienamente impegnati nel design e nello sviluppo di moto che risultino appetibili e fruibili anche alle donne, ma chiaramente con un DNA al 100% MV Agusta".

In tutta sincerità le argomentazioni del CEO di MV non riescono a convincere appieno, e hanno un po' il suono... delle unghie sugli specchi. A nostro avviso sarebbe stato più opportuno - e sicuramente più furbo! - riconoscere l'errore e scusarsi con il proprio pubblico: appassionati e appassionate sarebbero stati certamente ben disposti a perdonare la leggerezza, apprezzando la capacità di ammettere la "cantonata" da parte di un marchio così sexy che non ha certo bisogno di ricorrere stereotipi triti e ritriti per rendere accattivanti i propri prodotti.

E voi, che ne pensate?

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