MotoGP Mugello, lo “zoccolo duro” dei 4 milioni davanti alla Tv

GP d'Italia Mugello: 4.018.000 telespettatori, come nel 2018. Nè boom né crisi

Ha ragione Guido Meda nel ricordare che: “gli otto milioni di telespettatori di una volta del Motomondiale non tornano più perché l’offerta audiovisiva si è moltiplicata”. Comunque, dagli otto milioni del bel tempo che fu ai 4.018.000 telespettatori complessivi (fra Sky e TV8) del Mugello di domenica 2 giugno 2019 c’è un bel salto, perdendone per strada la… metà.

Non solo. Il dato totale del GP d’Italia è anche inferiore a quello precedente di Jerez del 5 maggio scorso, record stagionale con 4.261.000 persone davanti alla Tv. In dettaglio: la diretta su Sky Sport MotoGP non ha superato il milione di spettatori (927.503) con uno share tutt’altro che esaltante, 6,06%. Più del doppio gli appassionati davanti alla Tv in chiaro su TV8 (2.144.048) con uno share del 14%. Quindi, il totale dei telespettatori per la MotoGP è stato di 3.071.551.

E le altre categorie? Su Tv8, 305.000 spettatori (3,5% di share) per la bollente Moto3 vinta in fotofinish da Arbolino su Dalla Porta e 642.000 (share 5,1%) per la Moto2 con il “ritorno” di Marini, gran secondo. Da qui, la somma che porta a 4.018.000. In sostanza, per gli ascolti TV, non siamo in presenza di boom, di crisi. Pare proprio che il motociclismo sia oramai stazionario, con un proprio “zoccolo duro” tutt’altro che disprezzabile ma non travolgente.

La controprova? Al GP d’Italia del Mugello 2018 (ritorno alla vittoria di Lorenzo su Ducati) le dirette sono state seguite in totale tra Sky e TV8 da oltre 4 milioni di telespettatori (4.081.000), praticamente come quest’anno. Il GP di Misano 2018 (trionfo di Dovi-Ducati) ha avuto complessivamente su Sky Sport 1.125.000 (7,6% di share) mentre la diretta MotoGP di TV8 ha raccolto 2.631.000 (18,3% di share): in totale tra Sky e TV8 ci sono stati quasi 4 milioni di telespettatori (3.756.000). Chiaro?

In sintesi: non si può non essere delusi per gli scarsi risultati televisivi della Moto3 e della Moto2 dove evidentemente non bastano corse combattute per fare audience. C’è una questione di (scarsa) promozione delle due classi “minori”, anche “tecnicamente” sguarnite (in Moto3 solo due Case in lizza, la Moto2 è una “monomarca”), categorie che pagano anche la travolgente “concorrenza” della MotoGP che gode di tutti i riflettori e del maxi pompaggio, a discapito delle altre classi. Sarebbe interessante analizzare i dati televisivi “scomposti” relativamente agli ascolti della MotoGP e, ad esempio, verificare quanti telespettatori hanno spento la loro Tv al nono giro, dopo la caduta di Valentino Rossi al passaggio precedente. Non si può dire che in pista, con la “guerra” fra Petrucci, Marquez, Dovizioso e Rins, mancasse la lotta e lo show! Insomma, non è tutto oro quel che luccica! Non c’è proprio niente, quanto meno televisivamente parlando, da cambiare?

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