MotoGP: Marquez, sberla-record! Rossi disastro

Non serve il cronometro, non serve la tabella dei tempi, non serve la griglia di partenza per capire l’aria che tira dopo le qualifiche MotoGP, roventi in pista, esplosive e assolate sugli spalti già quasi colmi di gente elettrizzata. I visi nel box Ducati di Ciabatti e Dall’Igna sono lunghi e impietriti, occhi come una lama, bocche serrate. Dove sono le attesissime Rosse che qui al Mugello, gira e rigira, hanno fatto il solco?

Sì, il febbricitante Petrux è in prima fila, pur se nella casella numero tre dietro al rookie Fabio Quartararo da-paura (almeno in qualifica) e con un gap dalla vetta di oltre tre decimi (+0,362) che è già una condanna. Sì, il Miller della Pramac è in seconda fila, pur se oltre il macigno dei cinque decimi (+0,510) nella morsa fra il quinto Morbidelli (+0,440) e il sesto Crutchlow (+0,560). Ma il Dovi? Dov’è finito “capitan” Dovizioso? Ultimo della terza fila, nono tempo, quasi a otto decimi (+0,774) dalla pole: una mazzata!

Già, la pole! Di chi? Marquez non perdona. Zitto zitto, quasi nascosto in tutti i turni, a fine qualifiche, dopo aver allungato – novello vampiro – la sua ombra su uno stralunato Dovizioso messo alla frusta dallo spagnolo, ha sparato la sua cannonata sbaragliando tutti: 1’45.519! Record! E di più. 56esima pole in carriera. Una mazzata ad alta intensità tecnica ed emotiva anticipando la corsa di domani che può valere un campionato e può consentire a Marquez di involarsi in classifica ipotecando il titolo iridato MotoGP 2019. E’ solo la pole, nobilitata da un giro da incorniciare, la corsa è domani. Ma è un giro capolavoro di un “cannibale” furbo quanto insaziabile, una “O” di Giotto, tecnicamente oltre la perfezione, capace di togliere agli avversari ogni speranza.

Gli sconfitti del giro secco di oggi possono solo sperare in una “distrazione” del furetto spagnolo che è come sperare che domani… nevichi. Detto dello smacco delle Rosse ufficiali, detto dello smacco dei “galletti” irriverenti del Team Petronas, detto di un Vinales in cerca di una ciambella di salvataggio con un settimo posto (+0,662) piovuto non si sa come, detto del fuori dalla Q2 per Rins e Lorenzo, non resta che la… prece: per Rossi. Inchiodato in Q1, 18esimo tempo, una griglia quasi un’onta che rimanda alla notte di Assen 2006, 13 anni addietro! Che succede? E chi lo sa! Per ora, chiamando le cose per nome, dicasi disastro. O stanotte si compie il miracolo o si vedrà domani se Valentino alza bandiera bianca.

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