Mezzi a due ruote, anello debole della sicurezza stradale

Incidente in motoEnnesimo bollettino da brividi, per quanto riguarda gli incidenti stradali mortali con veicoli a due ruote coinvolti.
Se nel fine settimana precedente gli incidenti mortali che hanno coinvolto veicoli a due ruote furono 18 su un totale di 29 rilevati dalla Polizia Stradale e dai Carabinieri, pari al 62%, il weekend scorso sono stati 16 pari al 61% a conferma di una situazione che definire allarmante è forse riduttivo.

Va detto che i ciclomotori e motocicli sono quasi 10 milioni, pari al 20% del parco veicoli totale e che l’Italia è al primo posto nell’Europa dove il parco conta circa 33 milioni di veicoli a due ruote a motore.
Gli incidenti stradali con mezzi a due ruote coinvolti si localizzano in prevalenza nelle aree urbane col 52% dei morti e l’88% dei feriti e le cause sono abbastanza note.

Un parco mezzi in espansione, un ritorno alle due ruote di conducenti non più giovanissimi per esigenze di mobilità nelle grandi città, potenza esagerata della classe motocicli, infrastrutture stradali che per la loro scarsa manutenzione e carenza nella segnaletica, non permettono errori che spesso si rivelano fatali. Io mi soffermerei sulla situazione delle strade e sull'indecenza dei guard rail killer contro cui l'AMI - Associazione Motociclisti Incolumi si batte da una vita.

La Consulta Nazionale afferma in tema di sicurezza stradale, che “il comparto delle due ruote a motore si è dimostrato scarsamente reattivo a politiche generali di sicurezza stradale” a cui vanno aggiunti i fattori di distrazione e superficialità di molti automobilisti.
L'Asaps si batte da tempo per fermare la strage di centauri, a noi non resta che evidenziare un problema che purtroppo è realtà.

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