MotoGP: Ducati sfoglia la margherita, Petrucci o Miller?

Ducati 2020: Petrucci o Miller? Dopo il Mugello la scelta. Solito "teatrino"?

Dopo i primi cinque round stagionali MotoGP e alla vigilia del GP d’Italia al Mugello in programma il 2 giugno la Ducati punta su tre grandi obiettivi, di fatto fra loro collegati. Il primo è quello di mantenere aperto il mondiale 2019, cercando di fermare la fuga del leader Marquez, obiettivo possibile solo se Dovizioso torna sul gradino più alto del podio. Il secondo è quello di rendere operativo, senza sbavature, il gioco di squadra – o con l’altro rider ufficiale Petrucci o con Miller, pilota Pramac, o meglio con entrambi - non “ostacolando” il Dovi e anzi cercando ogni volta di togliere a Marquez più punti possibile. Il terzo è quello di avere un piano strategico per il futuro, intanto quale squadra ufficiale nel 2020, cioè chi affiancherà Dovizioso, forte di un contratto biennale, con scadenza a fine prossima stagione.

Obiettivi tutt’altro che facili: perché a Borgo Panigale pare si proceda “alla giornata”, per dichiarazioni bellicose quanto velleitarie, forse delusi per non aver saputo mettere pienamente a frutto il periodo della maggior competitività della Rossa nel biennio 2017-2018. Adesso, tira un’altra aria, con allo zenit la competitività del binomio Marquez-Honda e con il possibile inserimento di terzi incomodi quali i piloti Yamaha Rossi e Vinales, Rins-Suzuki e – mai dire mai – Jorge Lorenzo in caso che il maiorchino resusciti sulla Honda: nel 2018 trionfò proprio al Mugello con la Rossa dopo un periodo disastroso.

Il Mugello, per Ducati può essere il crocevia fra il grande rilancio o accettare il ruolo subalterno – pur di altissimo livello – limitandosi al bis del 2018, la lotta per il secondo posto. E’, per Ducati, una fase delicata: sul piano tecnico per non far andar via la Honda di Marquez e per non farsi raggiungere da Suzuki, Yamaha ecc. e anche sul piano strategico-tattico per tirar fuori il massimo dalla squadra evitando soprattutto di non compromettere equilibri interni assai delicati e complessi fra i due piloti ufficiali e non solo fra questi. Al di là degli interventi tecnici per rendere ancora più competitive le moto di Borgo Panigale (dopo Le Mans il Dovi ha chiesto “un altro step”) serve mettere nella migliore condizione, anche psicologica, sia Dovizioso (33 anni), sia Petrucci (29 anni), ma anche Miller (24 anni). Ciò è possibile se dai vertici di Borgo Panigale si tiene un clima sereno evitando pressioni e tensioni destabilizzanti.

Ora, cosa sono le dichiarazioni del Direttore sportivo di Ducati Corse Paolo Ciabatti a Motorport-Total: “Entro il GP di Catalunia – quindi subito dopo il Mugello ndr – decideremo se riconfermare Petrucci o promuovere Miller nel Team ufficiale 2020” se non un pietrone nello stagno o, peggio, una bomba ad orologeria capace di esplodere sin dalla prossima gara in Italia? Qui non si tratta di bon-ton ma di come si mettono insieme tutte le caselle per raggiungere gli obiettivi (in questo caso il titolo mondiale MotoGP) ben sapendo quanto per questo obiettivo incide il pilota e ben sapendo quanto il pilota sia elemento complesso e delicato, da trattarsi, oltre che con rispetto, con diplomazia, tatto e accortezza. In altre occasioni e con altri piloti (di razza) – con Stoner e con Lorenzo – a Borgo Panigale si sono comportati muovendosi come un elefante in corsa in una cristalleria.

Adesso, pare proprio che la storia possa ripetersi. Messa come l’ha messa Ciabatti, sia Petrucci sia Miller, al Mugello sanno che non solo non possono sbagliare ma sono “sotto esame”, in questo caso sarebbe meglio dire “nel mirino”, “sotto tiro”. A meno che non sia tutto un “teatrino”: cioè che dopo il podio conquistato a Le Mans, a Petrucci siano state già date le assicurazioni di essere lui il prescelto per la prossima stagione. Anche perché Ducati vuole un pilota forte ma capace di fare solamente da “spalla” al Dovi, prezioso nel lavoro di squadra, senza creare problemi di sorta al pilota di punta forlivese e alla Casa. Se così fosse, già dal Mugello, occhio a Miller, pilota in cerca di una sella ufficiale per il 2020 ma capace di tutto, anche di far saltare, con un eccesso di… zelo, i disegni tattici e strategici di Ciabatti&C. C’è da sperare che lo staff di Borgo Panigale non abbia preso ancora una volta il solito granchio.

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