Fim-Dorna, disputa Sbk: tempesta in un bicchier d’acqua?

La polemica sulla Sbk fra il presidente della FIM Jorge Viegas e il deus ex machina della Dorna Carmelo Ezpeleta è la classica tempesta in un bicchier d’acqua

La recente polemica sulla Sbk fra il presidente della FIM Jorge Viegas e il deus ex machina della Dorna Carmelo Ezpeleta è la classica tempesta in un bicchier d’acqua. La FIM ha pronto un nuovo progetto per rivoluzionare la SBK togliendo a DORNA la gestione del Mondiale delle derivate? No! Voce dal sen sfuggita, poco più poco meno, quella dell’annuncio in una intervista a Prawda Moto del neo presidente FIM Viegas. Il boss spagnolo Ezpeleta taglia corto: “I rapporti tra Dorna e FIM erano e rimangono ottimi. Semplicemente Viegas non si è spiegato bene, ha fatto un errore traducendo i suoi pensieri in inglese”.

Capito? Come dire, Viegas, studia meglio l’inglese o taci! Così il portoghese eletto il 1° dicembre 2018 nuovo presidente della Federazione motociclistica internazionale è stato rimesso in linea, a dimostrazione che per la FIM non c’è spazio oltre a quello di “soprammobile” di lusso. Inutile qui entrare nei meandri dei rapporti ufficiali fra il promoter Dorna e la Fim e fra i suoi massimi esponenti e tanto meno sulle beghe del mondiale Sbk, campionato tutt’altro che in buona salute. Fatto sta che il contratto fra le parti scadrà fra … 17 anni (!) nel 2036 (!) e questo già la dice lunga su come fin qui sono state gestite e sono gestiti i rapporti (e gli affari) fra Dorna e Federazione internazionale.

La sostanza è una sola: il vero padrone delle corse motociclistiche è una società privata, la multinazionale (Made in Spagna) Dorna che gestisce non solo la cosiddetta “immagine” ma di fatto l’intero ambaradan del Motomondiale (MotoGP, Moto2, Moto3), del Wsbk (il mondiale Sbk), del CEV (il campionato spagnolo con dentro il Mundialito Moto3), la neonata MotoE, pensata come inedito campionato per moto a propulsione elettrica. Dorna ha tutto in mano, fa e disfa come vuole, perché si tiene ben stretta i cordoni della borsa.

Il fiore all’occhiello, volano del Moto racing internazionale, è la MotoGP-show capace di generare con i diritti televisivi, sponsor, biglietti ingresso ecc. un mega business che Dorna divide sulla base dei risultati fra tutti i componenti del Circus. Così si alimenta un appeal con ricadute di business decisive per piloti, Case, Team: un enorme business impensabile prima della gestione delle corse targata Dorna. Anche l’ultima pedina del giro racing internazionale ci guadagna profumatamente, figurarsi gli altri soggetti, salendo verso il vertice del triangolo, con in cima cifre da capogiro, mai sognate prima nel motociclismo. Di contro, la base del motociclismo (ad esempio i campionati nazionali come il CIV tricolore ecc.) stenta a tirare avanti e sopravvive sostanzialmente con il supporto, in primis, dei piloti che per correre devono pagare di tasca propria.

Torniamo al dunque. Che la Sbk sia oggi di scarso appeal e troppo costosa, in crisi di identità perché brutta copia della MotoGP o/e perché Dorna la vuole solo come serie B della MotoGP gallina dalle uova d’ora lo sanno tutti: la griglia striminzita dei partecipanti, lo scarso pubblico sugli spalti e davanti alla tv, la difficoltà di attirare sponsor importanti sono la dimostrazione del brutto vento che tira. Non solo. Il caos che ha portato all’annullamento di Gara 2 a Imola per problemi di sicurezza sul bagnato dimostra ancora una volta anche la difficoltà se non lo smarrimento dello staff Dorna nel gestire situazioni dove servono qualità e capacità di ben altro spessore. Chiudiamola qui. Sulla Sbk il presidente Viegas forse si è espresso male ma di certo, se davvero ha lanciato il sasso contro Dorna, ha dovuto ritirare la mano. E subito. Un boomerang. Qui comando io! Ha ribadito il patron della Dorna Ezpeleta. C’erano dubbi?

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