SBK Imola, Rea “Re” del Santerno torna “cannibale”

Subito out per guai tecnici il poleman Davies. Il motociclismo è bello anche perché è imprevedibile, ricco di colpi di scena, dove non c’è mai niente di scontato.

Il motociclismo è bello anche perché è imprevedibile, ricco di colpi di scena, dove non c’è mai niente di scontato. Così il poleman (nuovo record:1’45.180) Chaz Davies, per guai tecnici della sua Ducati V4 a metà del primo giro, è costretto al box dicendo addio alla probabile corsa del suo rilancio dopo il difficile avvio nei primi quattro round stagionali.

Vittoria di Jonathan Rea (è la N° 72 iridata!), autore sulla ritrovatissima Kawasaki di una cavalcata trionfale che ricorda quelle delle ultime quattro stagioni, di fatto un replay di Imola 2018. Così il “cannibale” torna a mostrare i suoi affilatissimi denti facendo saltare di forza la striscia dorata vincente di Bautista. Alvaro Bautista, il castigamatti di Phillip Island, del Thai, di Aragon e Assen, termina secondo limitando i danni, mai in grado di avvicinare il fuggitivo, dovendo quindi accettare qui sul Santerno la legge del più forte, la netta e indiscussa supremazia del pluri campione del mondo nord irlandese.

Diciamo subito che, pur con caratteristiche assai diverse fra loro e con diverse esperienze nonché in sella a moto uguali solo nel numero delle … ruote, Rea e Bautista si eguagliano per classe e determinazione. Qui a Imola, già dalle prove e dalle qualifiche, il pilota spagnolo ha dimostrato di non avere l’irruenza e il passo dei round precedenti, in altre parole di non essere in grado di contenere l’assalto di Rea. Questo anche perché Bautista, a differenza di Rea vincitore sul Santerno ben 8 volte, è al debutto in questo difficile tracciato e anche per un pilota di gran classe serve tempo per potersi esprimere al 100%.

Non solo. Imola, pur “castrato” rispetto al passato, resta pur sempre un circuito misto veloce “tecnico” che mette a dura prova, oltre al pilota, anche la moto, in particolare la sua guidabilità e maneggevolezza. Abbiamo visto con quanta difficoltà guidava Bautista, non privo di sbavature e di rischi. Ovvio che, out Davies, pilota assai competitivo a Imola, Rea ha saputo mettere a frutto il proprio straordinario feeling con questo circuito, guidando in modo superlativo, assecondato magnificamente dalla sua “verdona” con il supporto della nuova splendida Pirelli posteriore soft Y0446, davvero pregevole per grip e tenuta alla distanza.

Peraltro le tre Kawasaki nei primi cinque posti vorranno pur dire qualcosa (anche se la seconda Kawa subisce un distacco di 19 secondi!), così come i piazzamenti (non disprezzabili ma non esaltanti) di Rinaldi (8° a + 34.107), di Zanetti (9° + 34.814) e Bridewell (12° + 55,235). Rea rompe il filotto del dominio di Bautista e questo fa bene alla Sbk, che si ravviva. In ottica di campionato poco cambia. Se domani piove, altre sorprese? Il resto in cronaca.

  • shares
  • Mail