Moto3 CEV e CIV, dove vanno i nostri “giovani leoni”?

Aprire una riflessione sulle prestazioni dei “giovani leoni” italiani, specie in quel CEV Moto3 che nelle ultime stagioni li ha visti protagonisti e vincenti in gare e campionati

Gli ultimi due round del CIV al Mugello e del CEV a Valencia nello stesso week end dello scorso 27 e 28 aprile dimostrano che nel motociclismo nemmeno il calendario dei campionati è cosa facile. Se la concomitanza delle gare dei due campionati in Italia e in Spagna non si poteva evitare significa che …. non si poteva evitare sfavorendo però entrambi i tornei già di per sé – pur nella loro diversità – non in eccellente salute, quanto meno rispetto all’interesse di pubblico e a quello mediatico.

Qui si intende aprire una riflessione sulle prestazioni dei “giovani leoni” italiani, specie in quel CEV Moto3 che nelle ultime stagioni li ha visti protagonisti e vincenti in gare e campionati come dimostrato da Nicolò Bulega nel 2015, da Lorenzo Dalla Porta nel 2016 e da Dennis Foggia nel 2017. Per i piloti italiani il 2019 non è cero iniziato con il vento in poppa. Al secondo round stagionale di Valencia nella classe cadetta (gara1 vinta dall’asiatico Yuki Kunii – nel Cev sua seconda vittoria in carriera - per distacco anche grazie al ritiro del giovane turco Denis Oncu per guai tecnici alla sua Ktm) le cadute sono state protagoniste assolute con ben oltre 10 piloti finiti a terra. Idem in Gara2 domenica dove il nipponico Ryusei Yamanaka beffa all’ultima curva Yuki Kunii conquistando il primo successo personale in una corsa caratterizzata, appunto, da altrettante cadute.

E gli italiani? Un terzo gradino del podio per Davide Pizzoli, sabato in Gara1, superato nell’ultima curva da Jeremy Alcoba; un 7° posto per Stefano Nepa, con 14° Matteo Bertelle e 19° Matteo Patacca. Domenica in Gara2, nessun italiano sul podio: solo un e un posto per Nepa e Pizzoli; un 14° e un 21° posto per Matteo Bertelle e Matteo Patacca. Siamo solo al secondo appuntamento stagionale con i primi tre round Moto3 ma la classifica generale (1° il giapponese Kuni seguito dallo spagnolo Artigas, dal belga Baltus, dall’altro spagnolo Alcoba, dall’altro figlio del Sol Levante Yamanaka e ancora un altro spagnolo Holgado) accende la spia “gialla” per i nostri, il primo dei quali, Davide Pizzoli, è solamente seguito dal 10° Nepa e dal 12° Bertelle.

E veniamo al CIV dove domenica in Gara2 nella Moto3 del Mugello bagnato (ma in passato ci sono stati ben altri … “bagnati” tempestosi) hanno tagliato il traguardo solamente 12 piloti (solo 10 a pieni giri) mentre ben undici sono finiti a terra sull’asfalto viscido. Può capitare, si dirà. Certamente. Ma da sempre si corre in moto sul bagnato e non sempre si finisce a terra. Cosa vogliamo dire? Niente di straordinario. Semplicemente porci una domanda: non è che i nostri giovani piloti hanno un calo nella loro “spinta propulsiva” come sembra succedere nel CEV e nel CIV dimostrando limiti “strutturali” ( detto in altre parole, limiti di “qualità”) quanto meno sul bagnato?

Ultima considerazione, per adesso. In precedenti articoli abbiamo valutato positivamente l’ingresso nel CIV Moto3 di noti e qualificati Team già impegnati nel Motomondiale e nel CEV. Ciò significa una valorizzazione del Campionato stesso e una spinta, un salto in avanti qualitativo sul piano tecnico e sul piano agonistico. E’ davvero così? Qualche dubbio viene sulla valorizzazione intesa come “immagine” e “promozione” del CIV, tutt’ora ai … minimi sindacali. Dubbi anche di carattere tecnico: i migliori tempi sul giro fatti segnare sia a Misano che al Mugello (in qualifica e in gara sull’asciutto) non si discostano così tanto dai tempi delle ultime stagioni. Le moto usate nel 2019 dei grandi Team di cui sopra sono quelle dell’anno precedente utilizzate nel livello superiore, in questo caso nel Mondiale. E così nel 2018 rispetto al 2017 ecc. Non certo moto “scartine”, anzi! Ma allora perché i miglioramenti nel tempo sul giro sono così… leggeri? Torneremo ad approfondire questioni che non sono di poco conto, soprattutto in ottica futura, cioè capire meglio la validità odierna del CEV e del CIV quale palestra dei nostri “giovani leoni” da lanciare presto nel Motomondiale.

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