Schwantz: "Marquez è la sola minaccia per sé stesso"

Marquez punta dritto al titolo 2019, ma Rossi ha le carte in regola per giocarsela fino alla fine: parola di Kevin Schwantz. Il Campione texano, spettatore d'eccezione al GP delle Americhe, ha detto la sua sulla stagione in corso

Al Gran Premio delle Americhe, l'ultima gara della MotoGP, era presente anche uno dei più celebri e acclamati eroi locali, Kevin Schwantz. Il campione texano, iridato con Suzuki nel 1993, si trovava al COTA in veste di spettatore d'eccezione e ha potuto assistere alla splendida vittoria che ha visto proprio la casa di Hammamatsu trionfare con Alex Rins a tre anni dal suo ultimo successo.

La leggenda statunitense, tutt'oggi bandiera della casa giapponese a distanza di 26 anni dal suo titolo con la RGV 500, non ha tuttavia voglia di farsi illusioni, mantenendo i piedi per terra nonostante i passi avanti. La GSX-RR ha certamente fatto degli enormi progressi e può contare su un pilota rapido e consistente, ma a differenza di Valentino Rossi non crede che per l'accoppiata Rins-Suzuki sia ancora giunto il momento per giocarsi il Campionato con i "senatori" della MotoGP: "Suzuki ha una buona moto e Rins sta facendo esperienza, ma credo che ci siano ancora molti circuiti in cui questo binomio soffre ancora un po'" ha spiegato Kevin ai microfoni di Marca "Per essere un candidato al titolo devi lottare per il podio ogni gara: ad Austin è stato fatto un grande sforzo durante le qualifiche e poi è arrivata la vittoria, ma bisogna ricordare che le prove e la Q2 sono sempre molto importanti per essere rapidi e forti".

In Texas Schwantz ha inoltre festeggiato anche il secondo posto del suo amico Valentino Rossi, di cui è da sempre uno dei più grandi idoli: le 40 primavere del Dottore, secondo il mitico #34, potrebbero non essere un handicap così grande in ottica Mondiale, visto che Rossi ha dalla sua un bagaglio enorme di esperienza e una velocità che fa invidia a molti piloti più giovani. "Farà molti punti durante la stagione, sicuramente. Vero, con 19 gare sarà il suo Campionato più lungo e lui ha 40 anni, ma in queste prime tre gare ha dimostrato di aver ancora l'abilità di stare davanti" ha dichiarato "Anche Marquez sbaglia e Rossi è più intelligente ogni anno che passa, oltre ad essere sufficientemente rapido da poter pensare di insidiare persino Marc e la Honda".

Ciò detto, l'americano ritiene che il campione di Cervera, nonostante la clamorosa caduta di Austin, sia ancora l'uomo da battere, il riferimento di tutti i piloti in pista: "Marquez ha fatto un errore incredibile (...) ma è rapidissimo e mostra di poter vincere anche questo Mondiale" ha concluso Kevin elogiando lo spagnolo "Va in un modo diverso dagli altri, ed è l'unica minaccia a sé stesso. Dovizioso, Rossi e Rins saranno i suoi maggiori rivali nel corso di questa stagione".

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