MotoGP: Rossi, il trionfo mancato è una “beffa”?

In Texas Rins è stato il “migliore”– onore a Rins - e Rossi è stato il suo “degno” avversario, onore a Rossi...

MotoGP: Rossi, il trionfo mancato è una “beffa”?

Passano i giorni ma restano le polemiche sull’ultimo round mondiale del GP delle Americhe vinto, come noto, da Rins (Suzuki) davanti a Rossi (Yamaha) con il ko di Marquez caduto al 9° giro quando stava dominando la corsa.

Con i “se”e i “ma”non si vincono né gare né mondiali e alla fine contano le classifiche. E’ altresì vero che il motociclismo, da sempre, vive anche di interpretazioni su quel che accade in pista e di relative code polemiche. Dire che in Texas ha vinto Rins perché ha tagliato il traguardo per primo non è una banalità come può sembrare. “Vince chi taglia per primo il traguardo”, diceva il Drake di Maranello, aggiungendo – “Il secondo è il primo degli sconfitti”.

In Texas Rins è stato il “migliore”– onore a Rins - e Rossi è stato il suo “degno” avversario, onore a Rossi. La differenza di età fra i due piloti c’è ma non può essere messa nella bilancia come termine di paragone perché siamo in presenza di un motociclismo iper professionistico in tutto e per tutto dove tutti scendono in pista per vincere e nessuno corre con handicap.

Tempi alla mano, fino a che Marquez è stato in gara, il più veloce era lui, lepre potenzialmente imprendibile, ma è ricaduto nel peccato di presunzione, pagando il conto con una caduta che nel motociclismo fa parte del gioco. La vittoria mancata di Rossi significa che Rins lo ha “beffato”?

MotoGP: Rossi, il trionfo mancato è una “beffa”?

Il Boccaccio: “Lasciaron Calandrino col danno e con le beffe”. Come dire, oltre al danno pure la beffa, danneggiato e schernito. E’ stato così fra Rins e Rossi? No. La prestazione di Valentino può essere valutata su due piani. Il primo: deludente rispetto alle aspettative di chi sempre e comunque lo ritiene sempre e comunque “superiore” e meritevole di vittoria. Deludente anche per chi non ne riconosce i meriti criticandolo in questo caso “perché è stato sconfitto anche da Rins”, intendendo il pilota della Suzuki un outsider di lusso ma non un campione da titolo, tanto meno un fuoriclasse.

Il secondo: appagante perché conferma la competitività dell’asso pesarese che in pista resta un combattente, solido nel risultato, protagonista da podio – pur con il primo gradino latitante – e in classifica secondo dopo tre round a soli 3 punti dal leader Dovizioso, soprattutto in gran forma fisica e psicologica, tatticamente e strategicamente lucido e determinato, tutti elementi che inducono a ritenere che il titolo mondiale numero 10 non è utopia. Cosa vuol dire? Semplicemente che non è impossibile, che – data la situazione con i pro e i contro – l’obiettivo non è velleitario, la meta è raggiungibile. Si dirà, “ma ciò vale per tutti!”.

Teoricamente sì ma, in questo caso, si deve dare a Rossi quel che va concesso a un campione con quel pedigree, con quella storia, con quel carisma, con quella “potenza e precisione di tiro”tutt’ora “speciale” e riconosciuta anche dai suoi avversari. A questo Rossi manca oggi il “graffio”,la “zampata finale”che trasforma un gran corsa in vittoria? Sì. Ma, in questo basta ripercorrere la storia del motociclismo e di altri sport non solo motoristici, per constatare quanto un grande campione può sopperire alla minor “potenza” con altre doti(astuzia tattica, costanza nelle prestazioni e nei risultati, pressione psicologica verso avversari non privi di debolezze, capacità di adattamento e di interpretazione ecc.) altrettanto determinanti per vincere.

MotoGP: Rossi, il trionfo mancato è una “beffa”?

Ribadiamo quanto scritto giorni fa su Motoblog: “L’avversario di Marquez è Marquez che, famelico, vuole strafare. L’avversario di Dovizioso è Dovizioso che, ossessionato dal quel titolo che sempre sfugge, lo perderà ancora. L’avversario di Rins è Rins che teme di … aver esagerato e alla prossima battuta d’arresto penserà che la vittoria in Texas sia stato solo un film. L’avversario di Rossi? Non c’è.Il Dottore seguirà la lezione del duello fra Orazi e Curiazi, mettendoci del suo. Da Jerez, ogni battaglia avrà le caratteristiche di una guerra. Marquez, Dovizioso, Rins scenderanno in pista per vincere, ogni volta, con i Lorenzo, Miller, Petrucci, Crutchlow, Morbidelli ecc. a minare ogni centimetro di pista. Nessuno regalerà niente a nessuno. Non si faranno prigionieri. Ma ci saranno altri errori. Chi pagherà il conto? Saranno proprio Marquez&Dovizioso&C gli alleati migliori di Rossi. Gratis. Se davvero il titolo N° 10 arriverà, sarà festa per tutti. Non ci saranno sconfitti”. Già.

MotoGP: Rossi, il trionfo mancato è una “beffa”?

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