SBK, en plein Bautista-Ducati: 9 gare 9 trionfi!

Bautista “regala” a Ducati la sua 350° vittoria nelle derivate. Ad Assen la “scure” dell’algoritmo contro la V4 Rossa?

Con Alvaro Bautista, ad Aragon alla sua nona vittoria consecutiva in solitaria su nove gare, il promoter della WSbk potrebbe fare come gli organizzatori del Giro d’Italia del 1930quando pagarono profumatamente Alfredo Binda perché desse forfait dopo aver trionfato per ben quattro volte togliendo così ogni interesse alla corsa “Rosa”.Nel caso della Sbk è ancor peggio, perché bisognerebbe tener fuori anche Jonathan Rea, l’ex “cannibale”, comunque nove volte secondo in questi primo nove round.

La lotta per il secondo posto, nei suoi alti e bassi, tiene desto l’interesse di una Sbk “ammazzata”dal binomio Bautista-Rossa, su un altro pianeta. Al netto delle solite beghe relative ai regolamenti da… “puffi” imposti dal promoter monopolista Dorna che ha raggiunto il suo obiettivo di collocare il campionato Sbk su un piano ben più basso di quello della MotoGP-gallina-dalle-uova-d’oro e non potendo far altro che prendere atto delle classifiche, non rimane altro da dire – banalmente - se non che il binomio Bautista-Ducati V4 è imbattibile.

La nuova 4 cilindri di Borgo Panigale ha fin qui sbaragliato la concorrenza, non facendo prigionieri, con una superiorità disarmante. Idem per il pilota che la guida egregiamente, il rookie si fa per dire, Bautista, corridore di un “altro passo”e di un’altra esperienza (quella della MotoGP), capace di “suonare” tutti, compreso Rea (adesso a -39 punti), a sua volta una spanna sopra tutti gli altri, in difficoltà (anche psicologica) nel dover passare dal ruolo di lepre a quello di inseguitore, peraltro – come oggi in Gara2 – impigliato nel gruppo dei “secondi”.

Come noto – o forse come non noto – giungendo secondo anche oggi in Gara2 (e non terzo), Rea non consente a Kawasaki il guadagno delle cosiddette “parti in concessione”impedendogli di usufruire delle evoluzioni tecniche consentite dai regolamenti quando il gap da chi domina va oltre certi valori prestabiliti dal famoso algoritmo. Forse già dal prossimo GP ad Assen, anche per le pressioni degli sconfitti, la mannaia dell’algoritmo potrebbe calare sul motore della V4 Ducatitogliendo 250 o 500 giri. Si vedrà. Cambierà qualcosa?Niente.

Anche perché se proprio si deve tagliare qualcosa per cambiare la musica, bisogna tagliare il polso destro di Bautista.

Tornando all’ultima corsa, si è rivisto nella “sua pista, Davies, ma ha solo illuso nel consentire a Ducati (alla sua vittoria N° 350 In Sbk!) un perentorio ”uno-due-primo e secondo”, bruciato da Rea dopo l’ennesima sbavatura. Più o meno stessa cosa per Haslam che, dopo aver tentato di ripetersi (come già a Phillip Island) nel ruolo di guastafeste in Casa Kawasaki ostacolando Rea, alla fine si è dovuto accontentare della quarta piazza. Incontrastato dominio dello spagnolo “Bau-Bau” e, nelle corse degli “umani”, dominio dei britannici: Rea davanti a Davies e a Lowes(gomme ko ma non solo…) e anche con Laverty(senza particolari acuti) sesto sul pimpante Torres.

E i nostri?Rinaldi impelagato nei suoi guai (ha pesato anche la caduta in Gara1) e Melandri “fuori squadro” che proseguendo così – oggi ultimo dei piloti Yamaha - oltre a perdere punti, gare e titoli, rischia di perdere anche la faccia. Del Bianco? Insistiamo nel no comment. Bmw in apnea con Sykes col passo del gambero. Honda, meglio, per adesso, lasciar perdere. Assen è già qui. Risultato già scritto?

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