Moto3, la “prima” di Toba, in volata su Dalla Porta e Canet

Kaito, non un rookie e tanto meno un pivello, ma un giovane leone...

Moto3, la “prima” di Toba, in volata su Dalla Porta e Canet

Buona la prima, anzi trionfale per il 19enne giapponesino Kaito Toba al suo primo centro iridato e primo pilota del Sol Levante a vincere in Moto3, capace di infilare per 53 millesimi Lorenzo Dalla Porta (Honda) che a sua volta chiude la porta al poleman pupillo di Max Biaggi Aron Canet su Ktm.

Come dire, Kaito, non un rookie e tanto meno un pivello, ma un giovane leone (emulo di Stoner e fiero di portare il 27 del canguro) che sul bolidino tiratissimo della Casa dell’Ala dorata (“Grazie Honda!” ripete il raggiante Kaito sul podio) beffa due seniores come l’italiano e lo spagnolo, oramai considerati due volponi.

Tant’è. Che corsa, ragazzi! Cuore in fuorigiri. Come da previsioni, pronti via! e almeno un grappolo di dieci indiavolati si menano fendenti di fatto sin sul traguardo pur cambiandosi ad ogni metro le posizioni. Tutti i tentativi di lasciare la bollente compagnia e involarsi davanti vanno in fumo.

Ci ha provato Canet, ci ha provato Dalla Porta, ci ha provato Antonelli ma inutilmente: fuochi di paglia. E’ una continua girandola con infiniti cambi di posizione e colpi di scena. A due-tre tornate dalla fine sia Canet e soprattutto Dalla Porta, prese le misure per la volata, sembravano in grado di surclassare Toba che invece bruciava entrambi in fotofinish.

Di fatto, quasi un volatone con dieci nello stesso fazzoletto: 4° Ramirez, 5° Vietti qui all’esordio e in bello spolvero, 6° Arenas, 7° Fernandez, 8° il ritrovato concreto Antonelli, 9° il rientrante (dalla Moto2 di nuovo in Moto3) Fenati, 10° Kornfeil a 9 decimi tondi.

Già Fenati. Partito dalla casella numero undici per aver improvvidamente perduto il giro di lancio finale in qualifica e addirittura 15esimo alla fine della prima tornata, dopo una rimonta da applauso (nuovo record al 4° giro: 2.05.403) che lo porta nel mucchio di testa fino a guidarlo e a tentare la fuga a quattro giri dal termine incappa nel warning (ruote più volte oltre i limiti del tracciato), un avvertimento che Romano interpreta come sanzione facendo un “long lap penality” (è il primo della storia!) che lo rispedisce in 12esima piazza, finendo poi nella top ten, nono.

Un risultato che, visto il potenziale del pacchetto pilota-moto-team (comunque la sua moto soffriva sul dritto…) lascia con l’amaro in bocca rimandando al prossimo round la … vendetta. Corsa double face per Arbolino, nella bagarre di testa per metà gara, poi sfilatosi e risucchiato nel gruppo, 16esimo. Non è facile, in una corsa alla baionetta, portare a casa il risultato e stare… in piedi. Ne sanno qualcosa Saski, Masia, Booth-Amos, Yurchenko subito gambe all’aria. Idem per Binder e ancora per un botto-tris fra Foggia, Masaki, Suzuki. Onore a Toba. E anche a Dalla Porta e Canet degni avversari. La battaglia è appena cominciata.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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