Motomondiale, dove sono i piloti “migliori”? Per Bautista non in MotoGP.

Il nuovo portacolori della Ducati in Sbk smonta l’impalcatura su cui regge il motociclismo basata su due concetti-base: la MotoGP è la classe al top, i piloti della MotoGP sono il top, il fior fiore di quel che passa il convento delle due ruote rombanti iridate.

Motomondiale, dove sono i piloti “migliori”? Per Bautista non in MotoGP.

E’ normale, oltre che legittimo, che dopo lo straordinario “tris” vittorioso nell’apertura stagionale della SBK a Phillip Island Alvaro Bautista sia stato posto sotto i riflettori e messo sotto torchio dai media. Bautista, forte dell’esperienza in MotoGP, ha analizzato i “pro” e i “contro” dei due campionati, esprimendosi anche sul livello qualitativo dei piloti della “classe regina” rispetto ai colleghi impegnati nel mondiale delle derivate.

Il nuovo portacolori della Ducati in SBK smonta l’impalcatura su cui regge il motociclismo basata su due concetti-base: la MotoGP è la classe al top, i piloti della MotoGP sono il top, il fior fiore di quel che passa il convento delle due ruote rombanti iridate.

Per Bautista pare non sia così. “I migliori piloti del mondo in MotoGP? Non penso” risponde l’asso spagnolo della Rossa V4. E prosegue: “In MotoGP ci sono dei piloti, in Sbk altri. Sono moto differenti e non è possibile fare alcun confronto. I piloti della Sbk non hanno nulla da invidiare a quelli che corrono nel Motomondiale”.

Posizione, ripetiamo, legittima, oltre che rispettabile essendo Alvaro uno che se ne intende. Ma viene il dubbio che sia una analisi condizionata dalle proprie esperienze, da quanto fatto e non fatto nella classe regina, da qualche sassolino che ognuno tira fuori sempre quando esce da una certa realtà entrando – peraltro da trionfatore – in un’altra realtà.

Rispettiamo Bautista, considerandolo pilota di esperienza e di alto livello, capace di ben figurare anche in MotoGP dove ha avuto meno di quanto ha dato certamente per la non adeguata competitività dei mezzi avuti. Ciò detto sorge però il dubbio che le valutazioni di Bautista siano – diciamo così – “interessate” e dettate da chi ha ancora il rospo nel gozzo e non riesce a sputarlo.

Motomondiale, dove sono i piloti “migliori”? Per Bautista non in MotoGP.

Insomma, ci scuserà Alvaro se torniamo ad Esopo e alla intramontabile “La volpe e l’uva” quando l’animale affamato, non riuscendo ad afferrare i grappoli d’uva troppo in alto, allontanandosi delusa disse: “Tanto sono acerbi”.

E’ vero, anche in MotoGP, così come in SBK, ci sono stati e ci sono piloti sovrastimati e addirittura “scarsi” (ma con la valigia piena) e ci sono stati e ci sono in entrambe le categorie piloti “fuoriclasse”, di gran talento. Non vogliamo qui riproporre analisi approfondite e disquisizioni arzigogolate già fatte, certi che le specificità tecnico-agonistiche (quando ci sono realmente) dei due campionati rappresentano un valore aggiunto che li esaltano e legittimano entrambi, non un limite.

C’è però un dato difficilmente contestabile: la SBK, oltre ad essere considerata – se non un campionato di serie B - un campionato di “seconda scelta”, è stata spesso intesa come il “pre pensionamento” di piloti provenienti dalla MotoGP. Non solo. Piloti passati (anche in età avanzata) dalla MotoGP alla SBK sono stati subito grandi protagonisti nelle derivate fino a conquistare il titolo (o i titoli) mondiale.

Un esempio su tutti, quello di Max Biaggi. E’ mai accaduto il contrario, che un pilota SBK abbia conquistato l’iride in MotoGP? Ci si può arrovellare con i “se” e i “ma” non cambiando, però, la sostanza. Non è proprio lo stesso Bautista, con il suo “veni-vidi-vici” a dimostrare che un campione della MotoGP ha quel “quid” in più che (ovviamente con una moto adeguata) fa la differenza in SBK?

Motomondiale, dove sono i piloti “migliori”? Per Bautista non in MotoGP.

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