SBK: Phillip Island, Pirelli e l'usura della gomme

Abbiamo provato a fare un po' chiarezza sulla controversa questione delle gomme scaturita in questi giorni di test a Phillip Island prima dell'imminente inizio della stagione 2019.


In questi giorni si è parlato molto del consumo delle gomme sul circuito australiano da parte dei piloti della Superbike impegnati negli ultimi test prima della partenza ufficiale del Campionato 2019. La parola più gettonata è stata Blistering, mentre tutte le attenzioni sono state dedicate alla new entry Alvaro Bautista che, dopo aver effettuato una serie di giri collezionando un tempo al di sotto del record della pista, verso la fine del test ha accusato l'usura della gomma alzando fino a quasi 4 secondi il tempo sul giro.

Da qui si è diffusa come una piccola "epidemia" l'idea dell'impossibilità di chiudere i 22 giri con la stessa gomma. Addirittura sembra che si sia scomodato anche Gigi Dall’Igna e che abbia chiamato Gregorio Lavilla, uomo Dorna della SBK, già lo scorso martedì proprio durante i test dichiarando la volontà di Ducati di voler fare tutti i 22 giri previsti dalla gara, non uno di meno, e senza cambio gomme.

Per capire meglio cosa sia realmente successo abbiamo raggiunto telefonicamente in Australia Matteo Giusti, Racing and Product Communication Manager di Pirelli e questo è quello che ci ha raccontato.

Ciao Matteo, innanzitutto parlaci di questo famigerato "Blistering"...

Il "blistering" è il fenomeno per cui un pneumatico si deteriora a causa del al superamento dei valori termici peculiari dello stesso. Il “blistering”, infatti, si ha quando una sezione di battistrada si surriscalda molto, provocando la formazione di bolle d’aria che si posizionano tra carcassa e battistrada. Con l’aumentare del calore, le bolle (non le gomme) possono scoppiare, provocando il distaccamento di una sezione di battistrada e, nei casi più gravi, lasciando praticamente a vista le tele in nylon della carcassa. Nel caso in cui le bolle non scoppino, si hanno comunque difficili condizioni di guida per i piloti. A Phillip Island il "Blistering" si verifica sul lato sinistro della gomma posteriore ed è dovuto principalmente dovuto alla particolare conformazione della pista. Questo tracciato mette infatti a dura prova i pneumatici che raggiungono temperature molto elevate. In più, anche la conformazione dell'asfalto, che non è tra i più "dolci" ed è stato rifatto nel 2013, non aiuta. Quello che è importante da sottolineare è che le nostre gomme, proprio per come vengono costruite, ossia utilizzando una cintura d'acciaio, non possono esplodere, si possono degonfiare, ma non esplodere.

Matteo, raccontaci cosa è successo durante questi giorni sul circuito di Phillip Island in occasione dei test della SBK...

Giovedì, Giorgio Barbier, il nostro Direttore Racing, ha partecipato ad un incontro con i referenti della Dorna e della FIM, in particolare Scott Smart e Gregorio Lavilla, insieme ai rappresentanti dei team per capire l'orientamento da seguire. In SBK i team si sono detti favorevoli ad effettuare la gara sulla distanza di 22 giri e di essere ben consapevoli che in questo particolare circuito l'usura delle gomme va gestita in maniera diversa rispetto ad altri tracciati. Bautista ad esempio, new entry al suo debutto in SBK, ha già dimostrato di avere delle idee molto precise sulle gomme ed è stato tra i molti piloti ad escludere un possibile flag to flag. Nei test di lunedì e martedì Bautista ha fatto un long run di 22 giri (la durata gara) per cercare il limite del pneumatico, i primi 10 giri li ha fatti sotto il record della pista, ma è ovvio che verso gli ultimi 3/4 giri, avendo tirato al massimo le gomme, il tempo si è alzato anche di 3/4 secondi a giro rispetto all'inizio del test. Per sua stessa ammissione, ha dichiarato di aver fatto spinto al massimo durante il test proprio per cercare il limite delle gomme visto che lui arriva dalla MotoGP e non ha esperienza delle nostre gomme. Ma allo stesso tempo si è detto fiducioso di poter fare 22 giri tranquillamente. Oggi, anche Rea ha fatto un long run di 22 giri senza problemi e tutti i team stanno lavorando per gestire le gomme in modo tale da poter affrontare tutti i giri previsti di gara. Questo non significa fare una gara di contenimento o addirittura noiosa. A differenza di altri Campionati in cui si usano pneumatici prototipali che però non entrano in temperatura prima di alcuni giri, i pneumatici Pirelli entrano subito in temperatura fin dal primo giro e possono essere usati in maniera ottimale, ma ripeto, su questo specifico circuito devi essere in grado di gestire l'usura della gomma. Su questo circuito con 4/5 giri puoi blisterare la gomma tranquillamente, basta spingere al massimo, ma allo stesso modo se ne fai un utilizzo "ragionato" del pneumatico puoi riuscire a completare la gara. Non è una novità, si sa che a Phillip Island il punto debole sono le gomme, discorso valido per noi come per i nostri competitor. Se il pilota è cosciente di questo e lavora, oltre che per conseguire il tempo migliore, anche per la gestione delle gomme riuscirà a compiere i 22 giri previsti.

Quindi la sorpresa è Bautista?

Bautista ha detto di aver testato le gomme in questi due giorni per vedere il limite della gomma, "le vostre gomme hanno un grip mostruoso " ha dichiarato, certo dopo 16/17 giri di log run hanno avuto un decadimento, è fisiologico, ma nei primi sedici giri ha tirato come se non ci fosse un domani. Bautista è riuscito a fare un buon lavoro fin da subito lavorando sul settaggio della moto, sullo stile di guida... E' riuscito a fare un buon lavoro non solo con la gomma che probabilmente verrà scelta da tutti i piloti per la gara ma anche con le altre opzioni.

Discorso diverso per la Supersport...

Sì, come sapete la Supersport non utilizza pneumatici slick come in SBK, ma pneumatici intagliati, i Diablo Supercorsa. Parliamo di pneumatici in mescola ma che nella versione identica per utilizzo stradale sono il primo equipaggiamento per la Panigale V4, per l'Aprilia RSV4 e molte altre supersportive. Quando Pirelli è entrata nel Campionato nel 2004 ha deciso di applicare la stessa filosofia che è alla base della SBK alla produzione dei pneumatici. La filosofia era di realizzare pneumatici di serie, il più fedele possibile a quelli in commercio, infatti, soprattutto la Supersport utilizza pneumatici veramente molto simili a quelli stradali. Quindi usiamo un pneumatico diverso da tutti gli altri campionati di vertice, gomme di derivazione stradale. Se in SBK il problema legato alle particolarità del circuito australiano può essere gestibile, in Supersport non ha senso rischiare anche da un punta di vista della sicurezza. Quindi i piloti dovranno fermarsi obbligatoriamente entro il decimo giro di gara e fare il cambio gomme. In Supersport poi la poca possibilità di "giocare" con i settaggi non aiuta...Phillip Island è da sempre un circuito difficile, ma allo stesso tempo è possibile fare la gara, tutto dipende dal trovare il giusto compromesso tra prestazione assoluta e gestione dell’usura dei pneumatici.


Se non sbaglio già lo scorso anno era venuto a galla un problema simile...

Sì, lo scorso anno scorso era venuto fuori lo stesso problema. Gara 1 22 giri, Gara 2 Flag to Flag in seguito alla caduta di un rider a causa di un problema al pneumatico. Peccato che poco dopo si scoprì che la pressione del pneumatico era di 1.4 bar quando da regolamento il minimo è 1.6. Il tema della pressione è da sempre un tema molto caldo. Come detto, già il circuito è particolare e difficile, in più, se non rispetti neanche le pressioni minime il problema si amplifica... L’organizzazione del Campionato quest’anno potrà controllare la pressione in griglia di partenza ad un minimo di tre piloti nelle categorie SBK e Supersport per verificare se la pressione delle gomme posteriori è quella minima corretta, cioè 1.6 bar. Se non lo è il pilota viene penalizzato e dovrà recarsi in Pit Lane e correggere la pressione, ma nel frattempo è partito il giro di ricognizione, quindi se fa in tempo partirà in ultima posizione subito dopo lo schieramento, se non fa in tempo, partirà dalla Pit Lane. L'anno scorso qui alcuni piloti avevano pressioni bassissime... Ovviamente tutto ciò non vuole suonare come una giustificazione, ma far intendere a tutti come sono tanti e diversi i fattori che possono influire sulla performance e sulla durata delle gomme, specialmente su questo circuito. I pneumatici Pirelli sono prodotti disponibili a tutti, non sono prototipi, ma gomme di derivazione stradale, in particolare quelle della Supersport, mentre quelle della SBK sono slick che comunque puoi sempre comprare... Parliamo di un approccio, di una filosofia alla base completamente diversa rispetto i Campionati che utilizzano dei pneumatici prototipali...

Come vedi la gara imminente...

Bautista mi sembra messo bene, come lui anche Rea, Haslam, Sykes... Vedo con vero piacere un impegno maggiore di due team in particolare, BMW e Honda, quest'ultima finalmente con una moto ufficiale a tutti gli effetti. Messaggi importanti da parte delle case per un campionato che, a livelli di competizione, ultimamente ha dimostrato un po' di sofferenza. Vediamo cosa succederà questo weekend.

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