SBK test, Bautista-Ducati super. Rea “sornione”?

Tuttavia, se in questo antipasto degli ultimi test Dorna aveva l’obiettivo di spodestare il cannibale Rea dalla prima casella dei tempi, c’è riuscita.

SBK test, Bautista-Ducati super. Rea “sornione”?

Terminati finalmente i test invernali, adesso si entra in clima corse dato che il prossimo week end a Phillip Island si aprono le “danze” del mondiale SBK 2019. E’ doveroso un ultimo sguardo sulla due giorni di prove australiane non fosse altro che per rispettare la cronaca e per capire, fin dove è possibile, l’aria che tira.

Mettiamo subito le mani avanti convinti che la tabella dei tempi ha un valore relativo e che gli stessi livelli di competitività vanno presi con le pinze. Tuttavia, se in questo antipasto degli ultimi test Dorna aveva l’obiettivo di spodestare il cannibale Rea dalla prima casella dei tempi, c’è riuscita.

Ha così dimostrato che – quanto meno in prova – il mattatore degli ultimi quattro mondiali non è imbattibile, che la sua “verdona” può passare dal ruolo di lepre a quello di inseguitrice, che nuovi protagonisti si possono inserire nella lotta per la leadership, a cominciare dal nuovo binomio Bautista-Ducati sulla debuttante e attesissima inedita V4 di Borgo Panigale.

Dorna aveva e ha bisogno come il pane di muovere i “bussolotti” di una SBK in apnea, dimostrando che il campionato è vivo, capace di destare interesse, portando sugli spalti e soprattutto davanti alla tv gli appassionati e non, quindi un campionato che produce business. Ma davvero questi test hanno “ridimensionato” il binomio pluri-iridato Rea-Kawasaki? Tralasciamo gli arzigogoli di regolamenti-fuffa che – addirittura con l’ausilio del magico algoritmo – premiano o puniscono questo o quello togliendo o aumentando i giri del motore ecc., con l’unico obiettivo di livellare le prestazioni dei partecipanti in funzione dello show in pista.

Obiettivo legittimo, per carità, anche se discutibile assai nelle modalità con cui ci si arriva dove la domanda diventa: ma queste sono ancora corse “vere” dove vince il più forte? Ma questo è ancora “sport” dove vince il più meritevole? Per molto meno, per regolamenti FIM che ponevano l’alt all’uso delle carenature integrali sulle moto, a fine 1957 le grandi Case italiane (Guzzi, Gilera, MV Agusta, Mondial) abbandonarono ufficialmente il Motomondiale con l’addio alle corse. Tant’è.

L’analisi dei tempi dei test di Phillip Island pone Bautista sulla nuova V4 bolognese in testa nel giro secco ma vede il nuovo binomio col fiatone sul passo di gara dove la Rossa di Borgo Panigale mangia la gomma – come dimostrato nella simulazione di gara – costringendo il pilota (fra l’altro ancora con un feeling non al 100%) ad alzare i tempi sul giro bruciando così potenzialmente il vantaggio di inizia gara.

Riusciranno i tecnici di Borgo Panigale ad arginare questo gap? All’opposto, Rea – che ben conosce la propria cavalcatura – per la gara (per le tre gare…) punta tutto sulla distanza, certo di poter far “sfiatare” i suoi avversari – soprattutto il nuovo arrivato Bautista – per i problemi di gomme di cui sopra. Insomma, Rea non pare eccessivamente preoccupato per gli oltre 8 kmh di velocità in meno della sua Kawa, anche se pare tutt’altro che convinto delle nuove imposizioni regolamentari.

SBK test, Bautista-Ducati super. Rea “sornione”?

Un dubbio viene: sicuri che Rea non si sia un po’ “nascosto” imponendosi un limite per poi dare tutto in gara? Altra considerazione. Dai test emerge che i piloti fanno (ancora) la… differenza: vedi soprattutto il … “rookie” Bautista, senza il quale le pur rombanti nuove V4 Ducati sarebbero uscite da questi test non certo con le bandiere al vento.

Ciò dimostra anche che in MotoGP, almeno nella top ten, i piloti sono il vertice del motociclismo. In SBK, oltre a Bautista e a Rea, c’è la conferma dei “seniores” quali Sykes, Haslam, Melandri.

All’opposto naviga in cattive acque l’altro ufficiale Davies (anche Laverty) e sono tutt’ora nell’ombra i “giovani”, specie Rinaldi e pure Del Bianco, ovviamente in condizioni ben diverse (di mezzi e di esperienza) l’uno dall’atro. Conferma positiva per le Yamaha, oltre al passo avanti della Bmw già citata con l’exploit di Sykes. Gran potenziale per le nuove ufficiali Honda cui serve tempo per tradurlo in pista. Occhio a Razgatlioglu sulla terza Kawasaki. Vinca il migliore!

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