Valentino Rossi, da campione a star: quando il compleanno è show mediatico

Nessun altro campione dello sport ha mai avuto in Italia un tale riscontro per la festa di compleanno. E’ la conferma di quanto Valentino travalichi il ruolo di campione dello sport per diventare “star” riconosciuta e apprezzata da milioni e milioni di persone, oltre il Motorport.

Valentino Rossi, da campione a star: quando il compleanno è show mediatico

Chi si lamenta che il motociclismo non trova spazio adeguato sui media, stavolta, grazie al compleanno di Valentino Rossi deve ricredersi. I primi 40 anni del 9 volte campione del mondo hanno avuto una copertura mediatica straordinaria andando ben oltre i confini del motociclismo e dello sport.

Ciò non può che rallegrare gli appassionati del nostro sport – fan o detrattori del Dottore - sia per la simpatia e le qualità della persona che per quello che l’asso pesarese rappresenta da oltre 20 anni, emblema della MotoGP e del motociclismo show-business. Detto in altre parole, di tutto questo tam-tam su tv, radio, giornali, siti web ecc. a guadagnarci è il motociclismo tutto – specie quello tricolore - una ulteriore spinta per la sua immagine a livello nazionale e internazionale.

Nessun altro campione dello sport ha mai avuto in Italia un tale riscontro per la festa di compleanno. E’ la conferma di quanto Valentino travalichi il ruolo di campione dello sport per diventare “star” riconosciuta e apprezzata da milioni e milioni di persone, oltre il Motorsport.

Nessuno sa, ovviamente, se Rossi sarà quest’anno competitivo e in grado di lottare per il suo decimo titolo. Nell’immaginario popolare Rossi ha già “vinto” e questo forse è una conquista che ha più valore della stessa corona iridata.

Al contempo va fatta una considerazione sulla comunicazione, sui suoi strumenti e sui suoi contenuti. Senza la rivoluzione tecnologica legata a internet e senza il rilancio mediatico sui social la notizia sul compleanno di Valentino avrebbe avuto riscontri ben più circoscritti. Tutti, o quasi, usando Facebook e gli altri mezzi della filiera di internet, hanno potuto fare gli auguri a Vale, virtualmente, come gli stringessero la mano di persona.

Scrivere sui social la parola “auguri” basta per dimostrare al campione marchigiano il proprio modo di essergli vicino riconoscendone la sua dimensione umana e agonistica. Anche qui la medaglia ha due facce. I 40 anni di Rossi sono diventati, specie per le tv e in primo luogo per chi detiene i diritti televisivi del Motomondiale, l’occasione ghiotta per la propria promozione e pubblicità, il pretesto pro business, una straordinaria occasione per valorizzare aziende sponsor, moltiplicare contatti, vendere spazi, agganciare nuovi clienti.

Nessuna demonizzazione, per carità. Anzi apprezzamento per come (anche) il motociclismo può destare interesse, produrre risorse economiche utili per fare girare (meglio) il mondo delle corse (non privo di contraddizioni) e per fare nuovi investimenti. E’, comunque, questa orgia mediatica per il compleanno di un campione, la dimostrazione che la comunicazione sportiva è ridotta a show e come tale va impostata e data in pasto a un pubblico che nello show ci sguazza perché tirato su da anni allo show fatto di luminarie, mascherate, acuti e strilli, alimentando schiere di fan e contro fan. L’informazione? I contenuti? L’analisi critica? L’equilibrio? Chissenefrega! Aspettando che, spente le luminarie del 40esimo, si tengano pronte le candeline per il replay. Auguri, Vale! E grazie. Di tutto.

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