Kawasaki Versys 1000 MY2019: primo contatto

Nella splendida cornice di Lanzarote e Fuerteventura ecco la verdona per eccellenza destinata al turismo a tutto spiano. Stile inconfondibilmente Jappo e nuovi contenuti tecnici che coinvolgono ciclistica ed elettronica. Il prezzo? a partire da 13.290 Euro


Non c’è che dire che in fatto di design, questa ultima versione della Versys 1000, non abbia rinunciato allo stile Manga tipico degli ultimi anni della casa di Akashi. Rispetto alla versione precedente del 2015 la Versys di oggi enfatizza alcune linee rendendole più taglienti e marcate ricordando ancora da più vicino le vesti dei mitici samurai; quasi un tributo alla filosofia del marchio che vede nei propri discepoli una schiera di fedeli guerrieri, orgogliosi rappresentati di una nobile casta.

Kawasaki Versys 1000: come è fatta


Lo schema generale non cambia, il family feeling resiste grazie anche ad un frontale molto caratteristico, protettivo e dotato di un doppio fanale che si rinnova nelle forme e nella sostanza (ora è un full Led), ma che insieme al generoso parabrezza regolabile, rimangono fedeli alle linee generali del modello precedente.

Novità per questo MY2019 ma solo per la versione SE, è l’introduzione di un doppio gruppo di fanali, sempre al Led, posizionati ai lati della carenatura anteriore. Si tratta di luci pensate ed ideate per garantire la massima illuminazione in curva e che, in base all’inclinazione della moto, si accendono progressivamente una dopo l’altra.

Estetica a parte sono molte le caratteristiche che rendono decisamente “nuova” questa Versys 1000. Sebbene il quattro cilindri in linea da 1.043 cc offre la medesima potenza della precedente unità (120cv a 9.000giri), il propulsore ha subito alcune modifiche per migliorare la curva di coppia favorendo la zona dei bassi e medi regimi di rotazione, ovvero dove il più delle volte serve maggiormente.

Per raggiungere questo risultato, il lavoro dei tecnici in verde si è concentrato sui corpi farfallati e sulla mappa della centralina elettronica che, grazie anche all’introduzione del comando del gas ride-by-wire e alla piattaforma inerziale capace di “leggere” la dinamica della moto, consente anche di sfruttare diverse mappe selezionabili. Sport, Road e Rain, più una quarta mappa denominata Rider completamente settabile dal pilota, che quindi a piacimento può regolare il grado di potenza disponibile, il livello d’intervento del Traction Control (KTRC) e il grado di smorzamento delle sospensioni semiattive (KECS); il tutto di serie solo sul modello SE.

C’è da sottolineare che la versione SE offre un “pacchetto” decisamente più seducente rispetto alla base, visto che oltre a sospensioni Showa semiattive regolabili, ai quattro riding mode selezionabili e al nuovo gruppo di fanali cornering, offre anche il cambio elettronico, sia in salita sia in discesa di rapporto e la possibilità di collegare il proprio smartphone al sistema info della moto. Decisamente un insieme di caratteristiche ben più in linea con le migliori competitor del segmento e, inoltre, con un incremento di prezzo non particolarmente significativo.

Se per il telaio nulla è cambiato, la versione 2019 della Versys porta con se qualche novità per il reparto freni che, oltre a conquistare un doppio disco da 310 mm e pinze ad attacco radiale, guadagna il sistema ABS cornering già presente sui modelli ZX-10R e Ninja H2. Un impianto evoluto capace di rendere al meglio durante la guida sportiva e, insieme alla frizione antisaltellamento (già presente sul modello precedente), promette staccate e ingressi in curva in stile supersportivo.

Kawasaki Versys 1000: come va


In sella la prima sensazione è quella di assoluta comodità. Seduta ben imbottita, tutti i comandi al posto giusto, manubrio largo ma non troppo, busto solo leggermente inclinato in avanti e gambe ben sistemate lungo i fianchi scavati di serbatoio e telaio. Praticamente perfetta; certo… da fermi il peso si fa sentire. Muoverla a motore spento comporta un discreto impegno, ma basta avviare il quattro in linea e percorrere pochi metri per trasformare la Versys in una piuma su due ruote.

Basta davvero poco per rendersi conto che tutto è estremamente dolce e amichevole. Il motore è un vero “burro"; docile come un agnellino offre un’erogazione piatta, sincera. I 120 cavalli ci sono tutti e arrivano senza sorprese e questo è un bene quando si decide di interpretare una strada mai fatta prima, un percorso ricco di curve da smaltire in scioltezza, senza stress ma con la sola voglia di godersi la strada che scorre sotto le ruote.

Volendo accelerare sul serio la Versys tira fuori uno spirito più avvelenato anche se per spremerla a fondo occorre “mungere” il gas senza troppe remore. Il cambio elettronico (di serie solo sulla versione SE) aiuta nel gioco e trova il suo meglio a regimi medio alti dove è impeccabile. In scalata invece mostra qualche debolezza, soprattutto in termini di piacevolezza visto che risulta più brusco rispetto ad un insieme di motore e ciclistica davvero armonico.

Ottima in frenata, la Versys, nonostante il peso non da ballerina, regala decelerazioni potenti e modulabili offrendo tanto feeling e una grande sensazione di sicurezza. Tra una curva e l'altra il lavoro della ciclistica è sempre più che buono e la magia delle sospensioni semi attive vince e convince visto che il bilanciamento è sempre controllato istante per istante anche se è da rilevare che l'assetto è poco spinto all’anteriore e forzando la mano questa leggerezza si accompagna ad una leggera sensazione di chiusura dello sterzo. Ricordiamoci comunque che grazie al sistema elettronico che per il mono posteriore prevede anche un precarico regolabile elettronicamente è possibile cucirsi addosso la moto che meglio ci assomiglia.

La nuova Versys 1000 esce a testa alta da questa prima presa di contatto. È una moto che si muove su schemi e concetti consolidati e che, grazie anche alle numerose chicche tecniche (purtroppo però destinate alla sola versione SE), traghettano questo modello ai giorni nostri e anche un pochino oltre.

Insomma un’ottima candidata per chi decide di vivere la propria passione per il turismo a medio e lungo raggio senza rinunciare a nulla. Certo… qualche peccatuccio c’è, il parabrezza è regolabile in altezza, ma solo a moto ferma grazie (o per colpa) delle viti poste ai due lati delle staffe e il cambio elettronico è un po’ gommoso in scalata, ma quisquiglie rispetto alla godibilità generale della guida davvero eccellente.

Kawasaki Versys 1000: scheda tecnica


Motore: 4 cil. In linea raff. A liquido, 16valvole
Alesaggio / corsa: 77,0 mm x 56 mm
Cilindrata: 1.043 cc
Potenza massima: 120cv a 9.000 giri/min
Coppia massima: 102 Nm a 7.500 giri/min
Rapporto di compressione: 10,3 : 1
Iniezione: iniezione elettronica
Capacità del serbatoio: 21 litri
Telaio: Scatolato in lega di alluminio
Forcella: Showa a steli rovesciati da 48mm semi-attiva (SE)
Monoammortizzatore: BFRC semi-attiva con precarico regolabile elettronicamente (SE)
Freni ant.: doppio disco da 310mm pinze ad attacco radiale a 4 pistoncini
Freni post.: disco da 250mm pinza ad un pistoncino
Peso a secco: 257,00 kg (SE)
Prezzo: a partire da 13.290 per la base
e a partire da 16.690 euro per la SE

Abbigliamento utilizzato:
Casco: X-Lite 903 Ultra Carbon
Giacca: Alpinestars Andes Pro Drystar
Pantaloni: Alpinestars Andes V2 Drystar Pants
Guanti: Alpinestars Haku Softshell Gloves
Stivali: Alpinestars Paton Gore-Tex

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