Sbk, a 50 anni Troy Bayliss svetta nei test dell’ASBK. Nel mondiale la “musica” è diversa

Il ducatista tre volte iridato, in gran forma, pronto a domare i “giovani leoni” australiani. Valore e limiti dei tempi fatti segnare nelle ultime prove di Phillip Island.

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Come diciamo spesso, nel motociclismo i test di pre-campionato sono indicativi quanto basta per capire l’aria che tira ma non prefigurano i livelli di competitività di piloti e moto, tanto meno assegnano le caselle sulle griglie di partenza per le prime gare.

Ciò vale per il Motomondiale, per il Wsbk, per qualsiasi altro campionato di livello, soprattutto internazionale e mondiale. Ma veniamo al tema che riguarda la due giorni di test ufficiali dell’ASBK appena conclusi sul circuito di Phillip Island dove (a sorpresa?) Troy Bayliss alla fine è nel terzetto di testa, addirittura secondo al termine della prima giornata. Diciamo anche che abbiamo sempre considerato Troy Bayliss un “gigante” in pista e che merita ancora il plauso di tutti gli appassionati perché al traguardo dei suoi splendidissimi… 50 anni (è nato il 30 marzo 1969) va ancora davvero forte in pista, come sancito dal cronometro in questi ultimi test dell’ASBK.

Il sempreverde tre volte iridato australiano, a dimostrazione che la classe non è acqua e che con la sua bicilindrica Ducati Panigale FE 1299 non scende in pista per partecipare ma per battersi per il podio con l’obiettivo del gradino più alto, ha fatto segnare in queste prove - che anticipano il round del campionato australiano Sbk del 23 e 24 febbraio prossimo (in concomitanza dell’apertura del mondiale) - il terzo miglior tempo assoluto in 1’32.631 a 4/10 dal primo Wayne Maxwell (Suzuki) in 1’32.312 e dietro a Aiden Wagner (Yamaha), secondo con 1.32.451. Complimentarsi con Troy per queste sue prestazioni sul time attack e sul passo, è più che doveroso. Ciò detto, le prestazioni di questi test australiani di Bayliss e dei suoi avversari vanno rapportate con quelle ottenute a Phillip Island nel round mondiale SBK 2018 e nei test della settimana precedente: solo così si può soppesare il loro valore valutandone anche il limite.

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Nel 2018 la Superpole fu fatta da Tom Sykes (Kawasaki) in 1’30.099 con altri tre piloti sotto l’1 e 31: Laverty, Melandri, Lowes. Con il suo tempo di 1’32.631 Bayliss avrebbe ottenuto nella Superpole del Wsbk la 18esima posizione mentre con l’32.313 Maxwell sarebbe arrivato 17esimo. Non solo. Nei test pre-gara fatti dalla Wsbk il 18 e 19 febbraio 2018 Rea (Kawasaki) fece il miglior tempo in 1’30.598davanti a Melandri (Ducati) 1’30.726 e a Sykes (Kawasaki) 1’30.804. Anche qui con il suo tempo di ieri Bayliss avrebbe ottenuto la 19esima posizione e Maxwell la 17esima. 

I tempi fatti segnare nel 2018 dai piloti Sbk sia nei test che in gara saranno sicuramente “bruciati” nei prossimi test e nella prima gara di Phillip Island, questo perché già nelle ultime prove invernali di Jerez si sono viste le evoluzioni delle nuove moto in configurazione 2019. Va anche sottolineato che le moto dell’ASBK, pur di gran livello, non sono pari a quelle del Wsbk (non è questa la sede per elencare le differenze anche per questioni regolamentari), così come i piloti del campionato australiano, pur di valore, non hanno il “quid” degli assi impegnati nel mondiale.

Ciò nulla toglie alle prestazioni del 50enne Troy Bayliss, semplicemente stellari. Il rischio è uno solo: che molti degli avversari di Troy, vedendosi superati e battuti in pista dal “vecchio leone”, possono decidere di … stracciare la licenza e cambiare … sport. Grazie, Troy.

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