SBK Test Jerez, the day after. Fermate il “soldato” Rea!

Primo round, prima “sventola” di Rea. Per gli avversari non è un ko. E’ solo un segnale, il primo della nuova stagione, che fa capire l’aria che tira, quella di sempre.

In Superbike c’è gran movimento di piloti e moto anche se il rischio è uno solo: che il cambiamento dei “bussolotti” non cambi niente, tanto meno il risulto finale e il dominio di Rea-Kawasaki. Chi ferma il “soldato” Rea che rischia di “ammazzare” il campionato? Nel primo test Sbk 2019 sotto il sole da primavera di Jerez, su pista dal nuovo manto asfaltato e gommata il giusto nelle traiettorie, davanti a tutti resta infatti – in modo perentorio e senza “se” e senza “ma” - il binomio Rea-Kawasaki dominatore degli ultimi quattro mondiali lasciando agli altri il compito di vedersela fra loro nella lotta dei secondi, cioè in quella degli sconfitti.

L’1’39.160 fatto segnare dal 32enne cannibale britannico alla fine della seconda giornata di prove e l’1’39.502 (+0.348) del nuovo compagno di squadra Leon Haslam, oltre a confermare lo stato di grazia di Jonathan – uno stile prepotente, duro, capace di sbattere la sua moto spigolando, con le curve tagliate con l’accetta - dimostra anche l’immediato feeling di Leon – che invece guida morbido alla vecchia maniera, pitturando, più rotondo - con la nuova cavalcatura, a conferma della bontà del mezzo e del livello di superiorità della nuova “verdona” (con i “suoi” 600 giri in più del propulsore…).

Per capire meglio il livello tecnico va confrontato l’1’39.160 di Rea con il tempo di Stefan Bradl, qui in pista con la Honda MotoGP RC213V ufficiale (gomme Michelin) sulla quale saliranno poi Marquez e Lorenzo: solamente 8 millesimi di gap di Jonathan nei confronti del tester tedesco della Casa dell’Ala dorata!

Tornando al dunque, fra i due alfieri della Kawasaki si è inserito Alex Lowes, secondo tempo in 1’39.372, anche qui proiettando quanto si era visto già nel 2018 con ottime chance sia per il pilota che per la Yamaha ufficiale, in crescita, nella top ten con altri tre piloti: 6° Sandro Cortese (Team GRT) con 1’40.075 quindi a oltre 9 decimi dalla vetta; 8° Marco Melandri (Team GRT), preceduto dal 7° Van der Mark (1’40.145), partner di Lowes.

E Ducati? Per la attesissima inedita V4 di Borgo Panigale sono solo i primi passi e non c’è dubbio che il nuovo attesissimo bolide del .. riscatto Rosso ha più potenziale di quanto dimostrato a Jerez, comunque quarto tempo (1’39.620 +0.460) con il “debuttante” ex MotoGP Alvaro Bautista. La gran botta di Chaz Davies nella prima giornata lo ha di fatto tolto dai giochi del cronometro (ultimo della top ten) anche se – come suol dirsi – non è per il gallese un bel partire.

Marco Melandri, atteso al rientro in Yamaha, è rimasto poco convinto ed è stato poco convincente (ottavo tempo 1’40.4469 + 1.309) accusando scarso feeling con la nuova cavalcatura: “Non la sento ancora mia”. C’è da sperare che il ravennate trovi subito il bandolo della matassa non innescando il solito refrain del: “Non sento la moto” che non prelude a nulla di buono. Non proprio un fulmine anche Ruben Rinaldi sulla VR del Team Barni: 9° 1’40.469 + 1.380 con l’imperativo di … “svegliarsi” presto perché questa non è più la sua stagione da rookie e i test non proseguono all’infinita.

Su Bmw (senza transponder fin quasi alla fine ma con ottimi crono … privat') e Honda (il rookissimo Alessandro Del Bianco sulla Honda del Team Althea-MIE è solo ai primi passi) e su tutto il resto rimandiamo alla cronaca di Motoblog. Un ultimo cenno su Pirelli: tante gomme con nuove specifiche con la attesa novità del pneumatico da usare per la inedita e discussa “gara sprint” della domenica.

Esperimento salva MotoGP? Musi lunghi. A motori caldi, via da Jerez verso l’Andalusia per il prossimo test di Portimao del 27 e 28 gennaio. Poi di corsa verso Phillip Island per l’ultimo test e il primo round del mondiale Sbk 2019.

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