Dall'Igna: "Una Moto3? Sarebbe importantissima per Ducati"

Il Direttore Generale di Ducati continua a ritenere che avviare un progetto Moto3 sarebbe strategicamente molto importante per la casa di Borgo Panigale, soprattutto nell'ottica di creare un vivaio di talenti da portare poi in MotoGP

E' ormai da anni che la Ducati guarda con molto interesse alla Moto3, classe che al momento vede impegnate solamente Honda e KTM. La casa di Borgo Panigale potrebbe sfruttare le sinergie con la MotoGP approfittando del frazionamento e delle quote comuni, per sfidare i concorrenti nella entry class e costruirsi un "vivaio" di piloti da portare in nella Classe Regina.

E' proprio questo l'aspetto che sembra attirare maggiormente Gigi Dall'Igna, da sempre convinto dell'altissimo valore formativo delle piccole 250 cc a 4 Tempi: "Penso che la Moto3 sia la classe più importante per sviluppare i piloti, come vivaio per il futuro: è fondamentale per capire il potenziale di un pilota" ha dichiarato il Direttore Generale di Ducati Corse, evidenziando però anche il fatto che al momento la priorità è il titolo in Top Class. "Sono ancora convinto che Ducati debba muoversi in quella direzione, entrando anche in Moto3: prima, però, dobbiamo finire il lavoro in MotoGP" ha puntualizzato l'ingegnere veneto ai microfoni di Crash.net.

Dall'Igna si è dimostrato decisamente soddisfatto dei progressi fatti dalla Desmosedici, che ora appare come una delle moto più competitive della griglia: in certi circuiti, anzi, sembra proprio la moto da battere. "Credo che siamo riusciti a chiudere il gap in termini di velocità a centro curva, dove in passato avevamo grosse difficoltà" ha spiegato il padre delle odierne Ducati da MotoGP "Abbiamo ridotto il distacco da Honda in quest'area senza perdere competitività in altri frangenti... anche se penso che dobbiamo continuare a spingere e lavorare sodo, anche lì".

Una competitività di cui si giovano anche i team privati, che a differenza di qualche anno fa possono puntare a risultati di rilievo pur disponendo - salvo eccezioni - di versioni più datate. Quest'anno, con il passaggio dell'Angel Nieto Team a Yamaha, le D16 sulla griglia si riducono a sei: tre saranno nuovissime GP19 (Dovizioso, Petrucci e Jack Miller) mentre le altre saranno "vecchie" GP18 (Bagnaia, Rabat, Abraham).

Una semplificazione che, pur incidendo negativamente sul bilancio della casa bolognese, facilita il compito ai tecnici che non avranno più a che fare con tre tipologie di Desmosedici diverse: "Abbiamo due moto in meno, questo è certamente un peccato dal punto di vista economico perché avere molte squadre clienti è un aiuto da questo punto di vista" ha ammesso Dall'Igna "Però dal punto di vista tecnico è una semplificazione, poiché fino al 2018 avevamo moto con tre specifiche diverse in griglia: non era facile gestirle. Dal prossimo anno, invece, avremo solo due modelli: tre piloti con la GP18 e tre piloti con la GP19".

"Avremo meno soldi, ma mi piace essere ottimista quindi ti dico che sarà più semplice!" ha concluso, scherzando, il tecnico veneto.

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