Un busto per il “Paso”

A ottant’anni dalla nascita del campione riminese la città romagnola commemora uno dei più popolari piloti che il motociclismo italiano abbia mai avuto.

Un busto per “Paso”

Grande attesa a Rimini per l’inaugurazione, Sabato 15 Dicembre, del busto alla memoria di Renzo Pasolini in località Colonnella. Il luogo in cui è stato collocato il busto, scolpito da Massimo Fraternali presso la BBTEK di San Marino, non è stato scelto a caso, in quanto lì nei pressi si trovava l’officina del padre Massimo, anche lui pilota motociclistico di ottimo livello, al quale poi subentrò il fratello Paolo.

La carriera di “Paso” iniziò nel 1958 con il Motocross, ma fu con la Velocità che il riminese conquistò i suoi successi più importanti. Il debutto nella velocità fu nel 1962 sulla Aermacchi ed iniziò subito un accanito duello con colui che sarebbe diventato l’italiano più titolato di sempre, Giacomo Agostini.

Dopo alcuni anni in sella alla moto Aermacchi il passaggio alla Benelli che gli permette di vincere subito due titoli italiani nelle classi 250 e 350 e di rendere ancora più elettrizzante il duello con Agostini nel Motomondiale. Alla contesa si aggiunge anche Mike Hailwood con la Honda. Sfortunatamente il titolo mondiale per il riminese rimarrà sempre una chimera, sia per via di problemi tecnici sia per via delle cadute causate dai suoi eccessi di agonismo. Differentemente dal “calcolatore” Agostini, Pasolini si distingue per uno stile di guida aggressivo e sempre votato al raggiungimento del massimo risultato, particolare che condiziona più di una volta il suo rendimento.

Nel 1969 sfiora il titolo a favore del compagno di team Kel Carruthers. Nel 1971 Pasolini lascia non senza strascichi la Benelli e torna alla Aermacchi che, con la nuova proprietà americana, ha progetti molto ambiziosi. Risolti i prevedibili problemi di gioventù sull'inedita HD-Aermacchi 250 bicilindrica due tempi Pasolini inizia a macinare vittorie ma gli avversari sono molti ed agguerriti.

Il 20 Maggio del 1973, stagione in cui molti prevedono la consacrazione mondiale per “Paso”, il destino volta le spalle al campione di Rimini sul circuito di Monza. In un terribile incidente il romagnolo e Jarno Saarinen muoiono subito, mentre Walter Villa, che poi lo sostituirà alla Aermacchi vincendo in seguito ben 4 titoli mondiali, rimane seriamente ferito. Finisce così la vita di Pasolini ed inizia la sua leggenda.

A tenere alto il ricordo di “Paso” ci hanno pensato in tanti, a cominciare dal figlio Renzo Stefano impegnato ancor oggi nel Campionato Italiano Velocità Salita motociclistico, con un casco che reca uno dei motivi preferiti dal padre, la striscia nero-arancio. Pasolini fu uno dei primi piloti a decorare il proprio casco, inaugurando una moda che ora è universale.

Non è un caso che il design “Moon Eyes” popolarissimo tra i piloti giapponesi sia stato basato sul design di un suo casco. Del tutto falsa invece la storia del casco con i motivi scheletrici, che secondo la leggenda era un omaggio al rhodesiano Ray Amm, il celebre “Angelo della Morte” ed indossava “nelle giornate in cui bisognava combattere”. Lodevole, dodici anni dopo la scomparsa del riminese, fu l’iniziativa della Ducati di intitolargli l’avveniristica moto Paso 750 creata da Massimo Martini, uno dei modelli più belli della storia della casa di Borgo Panigale…

Un busto per “Paso”

di Nico Patrizi N.M.B.

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