MotoGP: nuove modifiche al regolamento

Nella sua ultima riunione del 2018, la Grand Prix Commission del Motomondiale ha ritoccato diversi aspetti del Regolamento Sportivo.

L'ultimo meeting stagionale della Grand Prix Commission del Motomondiale - composta da Carmelo e Carlos Ezpeleta (Dorna), Paul Duparc (FIM), Takanao Tsubouchi (MSMA), Mike Trimby (IRTA), Corrado Cecchinelli (Director of Technology), Mike Webb (Race Director) e Danny Aldridge (Technical Director) - ha deliberato una serie di modifiche al regolamento sportivo delle 3 classi che entreranno in vigore a partire dalla stagione 2019.

Come sempre, si tratta per la maggior parte di alcuni affinamenti al regolamento sportivo, che hanno l'obiettivo di "correggere" alcune situazioni "ambigue" sorte durante l'annata appena conclusa.

Uno dei principali "nodi" venuti al proverbiale pettine quest'anno riguardano la ripartenza di una gara interrotta, in particolare in merito ai criteri da adottare per permettere ai piloti di accedere alla griglia del "re-start". E' stato stabilito che i piloti, anche in caso di incidente, saranno autorizzati a riprendere la corsa dopo aver ricevuto tutto il supporto necessario dai commissari a bordo pista, per spostare e anche per riaccendere la moto. La Direzione Gara FIM utilizzerà quindi i termini "active" ("attivo") e "actively competing" ("effettivamente in gara") per definire lo status dei piloti in questa fase e il suo giudizio è inappellabile.

E' stato deciso che un pilota, per essere classificato al termine di una gara, non dovrà necessariamente tagliare la linea del traguardo "in contatto" con la sua moto, come fin qui previsto. Nel caso di un incedente in volata, infatti, se pilota e moto dovessero tagliare il traguardo in momenti distinti, posizione e crono finale saranno calcolati considerando il "primo dei due" che taglia il traguardo.

Novità anche in riferimento al sorpasso con bandiere gialle, con la penalità inflitta che sarà comunicata al pilota in questione direttamente sul display della strumentazione della moto (oltre che dalla classica lavagna al muretto dei box). I piloti ora avranno 3 giri di tempo per attuare la sanzione a loro inflitta, fino a quest'anno erano 5.

La procedure di avviamento della moto sono state riviste per una maggior sicurezza ed è stato deciso che l'accensione del motore di un prototipo non sarà più consentita all’interno del box, ma solo sulla pit-lane.

Per quanto riguarda la sempre dibattuta questione delle "concessioni" ai costruttori della MotoGP in base ai punti iridati, è stato confermato che quando un costruttore ottiene i punti sufficienti per perdere le concessioni, la cosa comporterà anche la perdita del diritto ai test illimitati. Inoltre, per evitare di penalizzare chi ottiene punti in maniera "sporadica", è stato deciso che i punti di concessione "scadranno" nel giro di 2 anni della data in cui sono stati acquisiti.

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