MotoGP test Jerez: the day after. Honda super. Ducati c’è. Dubbi Yamaha. Suzuki, Ktm, Aprilia ai remi

La due giorni di prove ufficiali sul circuito spagnolo ha chiuso il 2018 aprendo di fatto – moto nuove e nuovi abbinamenti pilota-moto - la prossima stagione che s’annuncia stellare.

MotoGP test Jerez: the day after. Honda super. Ducati c’è. Dubbi Yamaha. Suzuki, Ktm, Aprilia ai remi

I giornaloni non si sono “degnati” di dedicare neppure un francobollo del loro prezioso spazio come se i test MotoGP di Jerez non ci fossero stati. Eppure la due giorni di prove ufficiali sul circuito spagnolo ha chiuso il 2018 aprendo di fatto – moto nuove e nuovi abbinamenti pilota-moto - la prossima stagione che s’annuncia stellare.

I test ufficiali non fanno notizia? Dipende. Per la “grande” stampa quotidiana extra sportiva non c’è notizia se non c’è Rossi ai vertici. E, stavolta, Valentino, fra i big, non c’è: per trovarlo bisogna scavalcare la top ten, dove il 9 volte campione del Mondo sta nella nicchia di un deludente undicesimo posto (gap pesante + 0.651 dalla vetta) che qualche interrogativo lo pone non senza spunti polemici dato che il compagno di squadra Vinales si è infilato al terzo posto (a 121 millesimi dal primo) spezzando l’egemonia della Honda che altrimenti avrebbe fatto cappotto occupando virtualmente l’intera prima fila.

Sul passo, il distacco fra Maverick e Valentino quasi si annulla e questo, in proiezione, non si sa se è un bene o un male rispetto alla reale competitività della nuova M1, cui adesso va fatta imboccare la strada definitiva (specie per il motore) per il 2019. Non sarà facile perché, al di là delle battute, i due piloti hanno idee diverse sullo sviluppo.

La M1 della Casa dei tre diapason cresce (specie di motore) ma non convince un delusissimo Rossi (“Con questa moto non si vince” più la stoccatina: “Mi piace l’ottimismo di VInales”…) mentre, all’opposto, fa ben sperare Vinales tornato al sorriso dei suoi giorni migliori. Buono, anzi ottimo, il debutto di Morbidelli sulla M1, sesto tempo (+0.173).

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Ma procediamo con ordine, dopo la cronaca di ieri fatta da Motoblog. Dicevamo, Honda travolgente, un altro “scricco” più avanti con la moto rinnovata non solo in tanti particolari rispetto alla stagione appena conclusa. Ma non è il “solito” Marquez a svettare (con il nuovo “motorone”) comunque secondo a 25 millesimi! A Jerez la Casa dell’Ala dorata sfoggia un “tridente” da… far paura con la sorpresina (o sorpresona, fate voi…) di Takaaki Nakagami – in forza al sempre favoloso Team di Lucio Cecchinello - davanti a tutti grazie alla sberla di 1’37.945, ciliegina sulla torta di decine e decine di giri al gran trotto. Insomma, giapponesino con giro veloce e passo adeguato.

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Tanto per capire meglio, l’altro giorno a Jerez il “cannibale” della SBK Rea (Kawasaki) aveva stordito tutti con il suo 1’38.713, gran bel tempo che qui in MotoGP l’avrebbe collocato proprio alle spalle di Rossi, quindi 12esimo. In tema di raffronti MotoGP-SBK, Alvaro Bautista sulla Ducati ufficiale (dell’infortunato Pirro) ha fatto segnare un 1’39.338 (+1.393 dalla pole virtuale) contro il suo 1’39.845 dell’altro ieri sulla nuova V4 SBK bolognese. Interessante. Dunque Honda già sulla buona strada e di più.

Marquez gode, ma gode anche Jorge Lorenzo non solo o non tanto per il suo tempo (4° + 0.160) ma per come guida già la sua nuova cavalcatura – ottimo feeling - da far pensare che il calvario di adattamento avuto con la Ducati non si ripeterà. Bene. E bene anche Ducati, la cui nuova GP19 è promossa dai suoi piloti, terza incomoda fra i due colossi del Sol Levante. C’è anche Petrucci, quinto (+0.160), rinfrancato dopo le prestazioni altalenanti e poco convincenti del 2018. E c’è il Dovi 8° (+0.347), ottimo passo pur se “frenato” e indotto alla cautela dalla mano malmessa per la caduta nella prima giornata di prove. La Casa di Borgo Panigale ha montato e smontato pezzi come giocasse con il Lego. Si è visto un inedito codone da… F35 (provato da Bautista) e tante diavolerie da far capire quanto lavoro c’è in casa della Rossa. Per non parlare del “nuovo” motore, top secret.

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Se Honda ha il tridente, Ducati qui aveva un poker d’assi: oltre al Dovi e al Petrux e a Bautista (che nel 2019 sarà con la Rossa V4 in Sbk) c’è il rookie Bagnaia (9° tempo + 0.388) in buon (anzi ottimo) rodaggio sul nuovo bestione che vuol essere trattato con .. rispetto. Serve tempo. Ottimo lavoro per il team Pramac con Miller 7° e Pecco 9° a soli tre decimi dalla vetta.

Suzuki, Ktm, Aprilia? C’è da remare ancora tanto per le tre Case, pur in posizioni assai diverse fra loro. Honda e Ducati pare abbiano allungato ancora di più rispetto al 2018. E anche Yamaha, pur con i suoi guai, pare più avanti. Torneremo presto con una dettagliata analisi tecnica. Ultima considerazione, per ora: le due punte di diamante della Honda, Marquez e Lorenzo, si pongono di forza quali piloti da battere nel 2019. Va ricordato che i due assi spagnoli compagni di squadra, hanno girato a Jerez stringendo i denti: Marquez per i noti problemi alla spalla sinistra “pazza” e Lorenzo per i guai al piede destro. Fra pochi giorni entrambi saranno sotto i ferri per interventi chirurgici che dovrebbero finalmente porre fine a questi problemi. In bocca al lupo. Un saluto e di più al modenese Luca Cadalora che lascia il suo prezioso - positivissimo e apprezzatissimo - ruolo di coach di Valentino Rossi per … rilassarsi un po’.

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