WSM SBK by Walt Siegl Motorcycles

Il rinomato 'atelier' statunitense, guidato del "maestro" Walt Siegl, sforna una nuova interpretazione della Ducati 1098 R. Anzi, due...

La fama di Walt Siegl - customizzatore di origine austriaca ma newyorkese d'adozione - è ormai da tempo in costante ascesa insieme a quella della sua "creatura", la Walt Siegl Motorcycles (WSM), ma c'è da scommettere che la notorietà di questo marchio del New Hampshire si solidificherà ulteriormente dopo la recente presentazione della sua ultima "opera". Che in realtà sono due.

Stiamo parlando della nuova WSM SBK, modello sportivo dal nome semplice e diretto che si propone però in due versioni dall'approccio piuttosto diverso (come richiesto dal cliente che le ha commissionate).

La prima versione, dalla carenatura rossa, è spinta infatti dal bicilindrico della Ducati 1098 R, con 4 valvole per cilindro e raffreddato a liquido, preparato per l'occasione dalla Bruce Meyers Performance; la seconda versione, in azzurro chiarissimo, è dotata invece di un propulsore più esclusivo, "prelevato" a sua volta da una 1098 ma "stravolto" dall'applicazione di nuove teste raffreddate ad aria, con 2 valvole per cilindro, camme in titanio e camere di combustione ridisegnate, sempre a firma dello specialista Bruce Meyers.

Per entrambi i modelli la centralina è quella Ducati, ad offrire diverse possibilità di configurazione e a gestire quindi anche il controllo di trazione, il cambio quick-shift bi-direzionale e la gestione dati.

Le due varianti della SBK condividono un telaio in traliccio d'acciaio al cromo molibdeno ad alta resistenza realizzato dalla stessa WSM, studiato per accogliere entrambe le configurazioni del motore, oltre al sub-frame posteriore in fibra di carbonio che funge da minuscola coda. Il forcellone è invece direttamente mutuato dalla 1098.

Walt Siegl Motorcycles è direttamente responsabile anche della realizzazione delle carene in carbonio (in collaborazione con Green State Carbon), dell'airbox e relativi collettori, delle pedane e degli impianti di scarico (con terminale SC-Project su quella raffreddata a liquido e due finali in titanio Arrow su quella raffreddata ad aria).

I maestri svedesi delle sospensioni Öhlins contribuiscono con la forcella FGR World Superbike e l'ammortizzatore TTX; Brembo fornisce le pinze monoblocco radiali a mordere i dischi anteriori da 330mm.

I parabrezza sono di Custom Gustafsson mentre è diversa la scelta per le ruote: la "rossa" utilizza cerchi OZ Racing accoppiati a pneumatici Dunlop Q4, la "blu" sfoggia invece cerchi BST in fibra di carbonio con le slick Metzeler Racing. Beh, non si può certo dire che il buon Siegl abbia lavorato "al risparmio" per le sue WSM SBK...

Per il momento non sono stati ufficializzato i "numeri" delle WSM SBK in riferimento a peso e potenza, ma riguardo al primo Walt Siegl Motorcycles ha confermato che dovrebbe aggirarsi attorno ai 150-155kg "a secco", un dato tanto irrisorio quanto decisamente "eccitante" dal punto di vista prestazionale (la Desmosedici GP della MotoGP di quest'anno, ad esempio, ne pesa 157).

Stilisticamente, entrambe le versioni della WSM SBK ostentano diversi richiami alle sportive del passato, pur rimanendo decisamente moderne sia come contenuti tecnologici che come propensione alla massima prestazione.

Noi non sapremmo quale scegliere tra le due, e voi?

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