SBK Jerez, Rea domina i test di “apertura” 2019. Yamaha e le nuove Rosse V4 inseguono

Chi si era illuso in un possibile rimescolamento dei valori in campo, si deve ricredere. La musica non è cambiata. E’ sempre Jonathan Rea (Kawasaki) a dettar legge...

SBK Jerez, Rea domina i test di “apertura” 2019. Yamaha e le nuove Rosse V4 inseguono

Dove eravamo rimasti? Al dominio 2008 di Jonathan Rea, anzi al dominio del fenomeno Kawasaki nelle ultime quattro stagioni? Ebbene, lì eravamo e lì stiamo ancora oggi dopo i due giorni di test a Jerez che chiudono definitivamente la stagione.

Chi si era illuso in un possibile rimescolamento dei valori in campo, si deve ricredere. La musica non è cambiata. E’ sempre Jonathan Rea (Kawasaki) a dettar legge, riproponendosi – tempi alla mano – come l’uomo da battere anche nel 2019. Così come i regolamenti-farlocchi imposti nel 2018 dalla Dorna per cercare di “domare” il “cannibale” smussando le ali (riduzione dei giri motore, minor potenza ecc.) alla sua “verdona” non sono serviti agli avversari per colmare il loro gap tecnico-agonistico, così il rimescolamento delle carte con nuovi abbinamenti piloti-moto e moto inedite (in primis la Ducati V4) non pare – per ora - abbiano inciso rispetto a chi comanda in SBK.

Il padrone era Rea, il padrone – stando a questi test - resta sempre Rea, con la sua nuova ZX-10RR sempre un passettino avanti alle moto avversarie, in crescita, ma non ancora in grado di eguagliare la “verdona”. Rea, nella prima giornata di prove abbatte il muro dell’1 e 40 (1’39.657) poi, oggi, martellando per ben 71 giri, fa saltare il cronometro e ogni illusione degli avversari con uno stratosferico 1’38.713 (alla 18esima tornata). Qui si chiude, per adesso, la partita riaprendosi la solita battaglia fra i … battuti, per il secondo posto.

Stavolta è la Yamaha di Alex Lowes a salire sul secondo gradino del podio virtuale con un gap pesante di quasi sette decimi. Gap che diventa un macigno, oltre un secondo, con il quarto tempo del nuovo rider Ducati Alvaro Bautista davanti al compagno di squadra Chaz Davies, quinto.

SBK Jerez, Rea domina i test di “apertura” 2019. Yamaha e le nuove Rosse V4 inseguono

E il terzo? Altra Kawasaki Casa, quella del rientrante Leon Haslam, lanciato dal trionfo del campionato britannico. E Marco Melandri tornato in Yamaha dopo sette anni? Bene, anzi benino, settimo tempo a oltre un secondo e mezzo da Rea. Importante è costruire buone basi, senza il refrain che qualcosa … si muove sulla moto.

Forse per cercare di mettere pepe sui test e soffiare sui tempi per stimolare interesse alla SBK in difficoltà, o forse semplicemente per eccesso di ottimismo, dopo la prima giornata di prove di ieri c’è stato chi aveva interpretato il cronometro come il segnale di grandi novità in arrivo: Rea (57 giri con la zampata dell’ 1’39.657) era sempre davanti a tutti, ma a soli tre decimi finiva il nuovo acquisto di Borgo Panigale debuttante in SBK Alvaro Bautista (67 giri con il top dell’ 1’39.919) davvero in palla con buon feeling sulla attesissima Panigale V4, moto di gran potenziale ma ovviamente da sviluppare.

Bautista è davvero la scelta giusta al posto di Melandri, il “valore aggiunto” della Rossa? Lo spagnolo (che da domani sostituirà l’infortunato Pirro nei test MotoGP) dispone di una moto (V4) che non ha niente in comune rispetto alla bicilindrica usata dai piloti Ducati fino a questa stagione. L’obiettivo è uno solo: vincere. Bisogna dimostrarlo. Il gran lavoro di tutti sugli assetti, grip, erogazione potenza ecc., è proseguito anche oggi nel secondo giorno di prove con Rea che ha chiuso – come abbiamo visto sopra – ogni discorso.

SBK Jerez, Rea domina i test di “apertura” 2019. Yamaha e le nuove Rosse V4 inseguono

Il capo di Ducati Racing, l’Ing. Luigi Dall’Igna, il notissimo “Barbetta” crede in questo progetto SBK, certo che con il V4 Rea e la Kawasaki avranno pane per i loro denti. Visti anche questi test, sarà dura. Serve il massimo sforzo e la massima concentrazione di tutta la Ducati. Divagazioni come quella del DS Tardozzi sui movimenti di mercato (perché Rea non è andato in MotoGP ecc.) lasciano il tempo che trovano.

Intanto, della sparuta pattuglia dei 18 piloti iscritti nel mondiale 2019, solo otto si sono visti in questi due giorni di Jerez, mancando le due squadre (ufficiali) Honda e BMW in pista a dicembre per un test da “privati”.

Sul valore dei test la discussione è aperta. Fatto sta che dopo queste due giornate di Jerez, la nuova stagione 2019 è… iniziata. Certo, i tempi fatti segnare dai piloti, vanno presi con le pinze anche se tracciano alcune linee indicative da non sottovalutare rispetto a un futuro che è già qui. Tutti giurano di non essere interessati ai tempi ma tutti sono sempre con gli occhi sul cronometro. E’ così da sempre e sempre sarà così. Esattamente fra due mesi, il 23-24 gennaio, sempre a Jerez, i primi test del nuovo anno seguiti a ruota, il 27-28 gennaio, da quelli di Portimao. Il 18-19 febbraio il via del campionato 2019 a Phillip Island. Torneremo presto ad analizzare tecnicamente la stagione appena conclusa con le proiezioni sul 2019.

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