SBK in chiaroscuro, a Jerez l’ultimo test 2018 per “capire” il 2019

Inizia oggi a Jerez la due giorni di test ufficiali del Wsbk, l’ultima uscita in pista del 2018 per i partecipanti al mondiale delle derivate di serie in vista di un 2019 in chiaroscuro, fra annunci di rinascita e scoramenti.

Superbike

Inizia oggi a Jerez la due giorni di test ufficiali del Wsbk, l’ultima uscita in pista del 2018 per i partecipanti al mondiale delle derivate di serie in vista di un 2019 in chiaroscuro, fra annunci di rinascita e scoramenti.

C’è chi grida “alleluia!alleluia!” perché per la prossima stagione la Sbk si presenta con uno schieramento di 18 piloti, 5 Case ufficiali, 12 Team di cui la metà in griglia con un solo pilota. Come se 18 piloti non fossero il segnale inequivocabile di una situazione di grande difficoltà, per non calcare la mano e chiamare le cose realisticamente, usando la parola giusta, cioè “crisi”. Sulle Case ufficialmente impegnate, a parte Kawasaki (con la sviluppata ZX-10R) e Ducati (con la attesissima inedita V4) si vedrà presto qual è il reale impegno e la effettiva competitività di Yamaha e delle… “rientranti” Honda e Bmw.

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Nutriamo seri dubbi che il “cannibale” Jonathan Rea perda la propria abitudine di … dominatore con una Kawasaki che – come già fatto vedere bastonando tutti nel precedente test invernale ad Aragon - potrebbe essere ancora più imprendibile del 2018 quando fu rallentata – si fa per dire – dai regolamenti farlocchi. Che la Sbk resti nel pantano lo dimostra, oltre ai piloti costretti ad abbandonare il mondiale, anche la scarsa presenza dei corridori italiani: il nostro vessillifero, il quasi 37enne Marco Melandri, è vero, dopo il “benservito” della Ducati e i propositi di addio alle armi è riuscito a rimanere nel giro iridato grazie alla Yamaha GRT, mentre il giovane Michael Rinaldi diventa la punta di diamante della (numericamente scarsa) pattuglia tricolore in sella alla inedita Ducati V4 ufficiale affidata al Team Barni. Il tris della pattuglia del Belpaese si completa con l’altro giovane di belle speranze Alessandro Del Bianco cui il sempre attivo appassionatissimo qualificato patron del Team Althea Genesio Bevilacqua affida una Honda alla guisa delle… “ufficiali”. Riusciranno i nostri “tre moschettieri” a tenere alto, oltre all’onore, il vessillo tricolore nei podi del mondiale?

L’ultima ciliegina… bacata per capire il (non) bel vento che tira riguarda i team privati, con l’acqua alla gola, o peggio. Anche una struttura storica di qualità qual è il Team Guandalini alza bandiera bianca, un forfait che, oltre a lasciare l’amaro in bocca, è il termometro dello stato di salute del mondiale Sbk: “Non è più un affare per team privati – annuncia mesto il patron della squadra bolognese Mirco Guandalini - quindi ce ne andiamo dal Wsbk tornando al Civ con una Bmw”. Privati di qualsiasi supporto da Case e dal promoter Dorna ai Team privati non resta che abbandonare o ripiegare su campionati “minori”. Già.

Cosa resta a questa Sbk dalla identità sbiadita e dalle idee farlocche (la terza gara nel week end?...), sempre meno seguita dal pubblico negli autodromi e davanti alla tv, se non la speranza? Speriamo che da questi test di Jerez giunga un benaugurante raggio di sole.

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