MotoGP Valencia test, quanto “valgono”?

I risultati di questi due giorni sul circuito di Valencia vanno presi con le pinze anche se tracciano alcune linee indicative da non sottovalutare rispetto alla attesissima stagione 2019.

MotoGP Valencia test, quanto “valgono”?

Ad ogni test la domanda è sempre la stessa: qual è il loro valore “tecnico”? Non è facile rispondere, soprattutto quando tali prove vengono effettuate “a caldo”, in questo caso solamente due giorni dopo l’ultima gara stagionale, con moto in configurazione 2019 e anche con in pista binomi (pilota e moto) inediti.

Test, comunque, dal valore simbolico, psicologico, ad uso e consumo del tam tam mediatico, una spinta per l’immagine e la comunicazione di piloti, Case e Team, manna dal cielo per gli sponsor. Una cosa è certa: la nuova stagione è iniziata. Certo, i risultati (vedi post di Motoblog) di questi due giorni sul circuito di Valencia vanno presi con le pinze anche se tracciano alcune linee indicative da non sottovalutare rispetto alla attesissima stagione 2019.

Peccato che il week end di gara dell’ultimo round iridato 2018 a Valencia sia stato ostacolato dal maltempo – solo in Q1 e Q2 di sabato Giove Pluvio ha preso una pausa anche se la pista era umida – privando così Team e piloti della base di riferimento (la montagna di dati) che sarebbero stati comunque utili per i test di oggi e di ieri, pur con le moto “nuove” e con i nuovi abbinamenti pilota-moto. Ricordiamo che a Valencia il giro più veloce in assoluto l’ha fatto Jorge Lorenzo (Yamaha) nel 2016 (1’29.401) e che lo scorso week end i due migliori tempi sono stati quelli di Vinales (Yamaha) 1’31.3 in Q2 e di Iannone (1’31.8) in Q2.

MotoGP Valencia test, quanto “valgono”?

Ed eccoci al presente, con Team e piloti che fingono di non essere interessati al cronometro anche se in verità, tutti, giro dopo giro si attaccano alla tabella dei tempi rapportandoli l’un con l’altro come già fossero qualifiche per la gara e non semplici test. Dopo la prima sgrossatura, si lavora sul passo gara, sulla affidabilità, sulla bontà delle nuove soluzioni (motore, elettronica, ciclistica, grip, gomme, consumi ecc.). Quindi – con un occhio puntato per capire cosa fanno e come vanno gli avversari – avuto l’ok del pilota, si passa al riscontro della prestazione pura: insomma, un giro secco che, se pur non “alla morte” serve per capire qual è il livello di competitività reale, come base di (ri)partenza.

Qui a Valencia, fra le tante difficoltà, c’è quella delle temperature, anche nella seconda giornata soleggiata non certo estive, con l’aria al massimo poco sopra i 18 gradi e l’asfalto sotto i 20 gradi. Insomma, una volta che – dopo tutte le regolazioni – si ritiene sia giunto il momento di permettere al proprio pilota di “tirare”, magari è troppo tardi, perché sul circuito fa troppo fresco. Al di là di quello che alla fine compare nella classifica dei tempi, solo i singoli Team (e i singoli piloti) sanno la verità: cioè in quali condizioni hanno ottenuto quel dato tempo senza mai dimenticare che non si conoscono le condizioni in base alle quali gli avversari hanno girato.

MotoGP Valencia test, quanto “valgono”?

C’è anche una questione di “spionaggio”, cioè “copiarsi” reciprocamente? Sì! Ci sono anche servizi di … “spionaggio”, fotografi e cineoperatori “di parte” (pagati) che con i loro maxi tele obiettivi cercano le parti “intime” delle nuove moto da passare ai rispettivi … clienti. Tutti sono interessati a fare bene dando il meglio. Ma c’è chi è più interessato a fare subito bella figura (esigenze di marketing) e chi invece più che ai titoli dei giornali pensa a come arrivare vincenti alla prima gara e far bene in campionato. Domattina l’analisi sulla due giorni di test.

MotoGP Valencia test, quanto “valgono”?

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