MotoGP, Vinales-super, prima pole! “Numero” di Marquez. Bene Dovi. Male Rossi

Non si può non dire subito che stavolta il “colpaccio” lo fa Vinales a due minuti dal termine con una sciabolata da ko per tutti...

MotoGP, Vinales-super, prima pole! “Numero” di Marquez. Bene Dovi. Male Rossi

Sì, si sa, la corsa è domani. Ma qui nel toboga di Valencia tutto da intrepretare con un illusorio filo di sole, cielo minaccioso e asfalto umido traditore lo show è già oggi con qualifiche MotoGP che mandano in tilt, oltre al cronometro, i 100 mila già presenti sugli spalti, col cuore in gola.

Non si può non dire subito che stavolta il “colpaccio” lo fa Vinales a due minuti dal termine con una sciabolata da ko per tutti (1’31.418) che l’asso della Yamaha – addirittura passato dalla Q1 - ripete in meglio in zona Cesarini, limando ancora il suo tempo e chiudendo con uno strabiliante inarrivabile 1’31.312, capolavoro unico, da “O” di Giotto. Gode Maverick, alla sua prima pole stagionale. Ciò detto va ricordato che la pole record 2017 di Marquez era di 1’29.897, cioè quasi due secondi e mezzo più veloce. Che significa? Significa che le condizioni di oggi in pista erano le più difficili e le più insidiose: difficili per trovare l’assetto della moto più equilibrato, insidiose per il pilota lanciato sul trapezio in un equilibrio più che precario per girare più forte possibile ma senza stendersi.

Ecco perché l’exploit di Vinales vale il … doppio e di più. Pilota capace di portare davanti a tutti, “di manico”, la sua Yamaha e anche (o soprattutto?) di dimostrare al suo più gallonato (in termine di medagliere…) compagno di squadra Rossi come si guida con mano d’acciaio in guanto di velluto. Un Rossi caduto in mattinata nella FP3, disastroso nel pomeriggio, costretto alla Q1 e lì solo sesto, inchiodato nel 16esimo tempo domani in sesta fila allo start con un gap pesantissimo.

MotoGP, Vinales-super, prima pole! “Numero” di Marquez. Bene Dovi. Male Rossi

L’altro elemento non straordinario, perché Marquez ci ha abituato alle cadute e ai miracoli, ma stavolta più straordinario di sempre perché dopo il brutto scivolone agli inizi delle Q2 il 7 volte campione del Mondo si è superato. Cade subito rovinosamente al primo giro con la gomma morbida (e fredda), si rialza con la spalla destra totalmente fuori a penzoloni, dolorante sale sullo scooter del sempre (e ovunque) presente manager Alzamora, invece di prendere la via della clinica punta diritto nel suo box, una botta e via per ricollocare nel proprio alveo la spalla, risale in moto, si getta di nuovo in pista segnando tempi di grande rispetto finendo quinto (+0.130) in seconda fila. Super! I 100 mila sono rimasti di ghiaccio, senza più cuore, vedendo il loro beniamino volar via sull’asfalto, ruzzolare nel ghiaione, rialzarsi visibilmente dolorante tenendosi con la sinistra la spalla destra uscita, per poi – passati meno di cinque minuti lunghi come una stagione – riesplodere in un assordante boato quando Marc ritorna tentando di nuovo la pole.

MotoGP, Vinales-super, prima pole! “Numero” di Marquez. Bene Dovi. Male Rossi

Sarà “solo” quinto tempo, superato in fotofinish da Petrucci (4° a +0.102), da Dovizioso (3° a +0.080), da Rins (2° a +0.068). Dietro a Marquez, P. Espargaro, Iannone 7° (+0.317), A. Espargaro, Pedrosa e Miller fine top ten. Pirro 12°, 15° Morbidelli davanti a Rossi.

Giove Pluvio sorride beffardo. Brutto segno. Acqua certa. Al netto dei guai alla spalla Marquez è favorito, dato il gran passo dimostrato sul bagnato. Ma, si sa, sull’asfalto lucido tutto è possibile. Ultimo round 2018 da terno al lotto. Start h. 14.

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