Moto3, perché ha vinto Martin e non Bezzecchi

Il 20enne madrileno sulla Honda del Team di Fausto Gresini, alla sua quarta stagione iridata in Moto3, fa suo il titolo mondiale con una gara di anticipo bruciando i sogni iridati del pilota riminese...

Moto3, perché ha vinto Martin e non Bezzecchi

“Lui ha vinto ed io ho perso” sono state le poche crude schiette parole di Marco Bezzecchi subito dopo il GP di Malesia a Sepang con l’en plain di Jorge Martin, gara e titolo mondiale. Il 20enne madrileno sulla Honda del Team di Fausto Gresini, alla sua quarta stagione iridata in Moto3, fa suo il titolo mondiale con una gara di anticipo (rimane solo l’ultimo round del 18 novembre a Valencia) bruciando i sogni iridati del pilota riminese, anche lui 20enne e al suo quarto anno mondiale.

Ci sarà tempo, dopo Valencia, per una analisi approfondita sui due magnifici attori del campionato e su tutta la Moto3. Dopo Sepang, come noto, la classifica generale vede: Martin 240 punti, Bezzecchi 214, Diggia 205. A Valencia i due italiani si giocano il titolo di vice campione del Mondo, con l’auspicio che Martin, compagno di squadra del Diggia, se ne stia in… disparte.

Scorrendo la classifica del campionato saltano subito agli occhi le sette vittorie (e un secondo posto) dello spagnolo contro le tre vittorie dell’italiano (e cinque secondi). Sia Jorge che Marco hanno commesso errori e soprattutto hanno subito la jella, investiti e buttati a terra da avversari nelle burrascose bagarre della classe cadetta. Sei sono stati gli “zeri” di Jorge, sei quelli di Marco.

Le 20 pole di Martin nelle due ultime stagioni la dicono lunga sulla caratteristiche di un pilota indemoniato nel giro secco ma anche capace di prodezze – sul piano tattico e su come riesce a dare “strappi” nel misto veloce - in gara e fare la differenza. Le due moto – Honda e Ktm – sono state sostanzialmente sullo stesso livello di competitività. Un Team come quello di Gresini è stato indubbiamente di grande aiuto nel superare i momenti più duri dopo cadute, infortuni ecc. Martin è un pilota di grande potenziale, da tenere d’occhio. Come d’altronde lo è il suo principale avversario del 2018, il Bez, passato quest’anno da outsider a grande protagonista.

Pilota passista, goccia d’acqua battente nel suo tempo sul giro, capace di non mollare mai anche dopo i momenti più duri. Marco è l’antidivo ma, zitto zitto, mattone su mattone, costruisce il risultato. Pilota di sostanza, capace di mandar giù rospi e di rialzarsi. Forse la pressione lo ha condizionato nel round decisivo. Un limite da superare. Ma ci sta.

Marco esce da questo mondiale comunque a testa alta, molto alta, può andar fiero di quel che ha fatto. Tornando a Sepang, anche per rispondere ai lettori, le velocità di punta (non decisive ma pur sempre importanti) sono state le seguenti: il più veloce Antonelli (Honda) 232,2 Kmh, poi le Ktm di Perez (231,7) e di Foggia (230,5); 4° Dalla Porta, Honda (230,1); 5° Migno Ktm (229,2); 6° Toba Honda (229,2); 7° Vietti Ktm (228,8); 8° Di Giannantonio Honda (228,7); 9° Bastianini Honda (228,3).

Martin è solo 11° (227.7) e Bez addirittura 21°: 225,5! Nella gara decisiva di Sepang ci sono stati la solita “guerra” e, per il match fra Jorge e Marco, tre momenti salienti. Il primo. All’ottavo giro, dopo il salto dal settimo al secondo posto, Martin tenta il primo strappo con un gran bel 2’14.827. Il Bez, in testa, accusa la frustata rispondendo con un debole 2’15.735: un tempo che nel balletto dei millesimi resta identico o quasi per i due piloti nelle successive quattro tornate.

Il secondo momento decisivo. Al 13° giro Martin in testa ci riprova (2’15.455 contro il 2’16.166 del Bez in quel momento quarto a quasi 6 decimi) e il giro successivo – terzo momento decisivo - abbatte addirittura il muro dell’uno e quattordici con un magistrale 1’13.931 (giro record), cui Marco risponde bene ma non all’altezza della situazione: 2’14.571. Lo spagnolo, in testa, batte ancora sul cronometro e colpisce duro anche nel 15° giro: 2’14.073 (Bezzecchi, secondo, 2’14.940 con il distacco che sale a oltre due secondi (2.040).

Peggio ancora al 16° passaggio: Martin insiste: 2’14.375 contro il 2’15.505, per chiudere nell’ultimo giro con lo spagnolo 2’15.104 e l’italiano 2’16.022, quinto sul traguardo a oltre 4 secondi. Martin fa così, meritatamente - il pieno con il trionfo in gara e nel mondiale: è la sua corsa capolavoro. Una dimostrazione di forza ma anche di grande capacità tattica. Bezzecchi esce sconfitto ma con pieno onore, a testa alta. Bravi! Nuove risorse per il Motomondiale.

Sepang Moto3: Martin, Bez, Diggia. L’ora della verità

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