Moto3, corse-trenino tutto show! E la sicurezza?

In questo caso, più di un arrivo in volata (Arenas davanti a Di Giannnatonio e a Vietti), si deve parlare di una volata di gruppo, con ben 14 piloti dentro il fazzoletto di meno di un secondo!

Moto3, corse-trenino tutto show! E la sicurezza?

La Moto3 a Phillip Island si è ripetuta con una corsa di grande spettacolo che ha tenuto tutti con il fiato sospeso dalla partenza all’arrivo. In questo caso, più di un arrivo in volata (Arenas davanti a Di Giannnatonio e a Vietti), si deve parlare di una volata di gruppo, con ben 14 piloti dentro il fazzoletto di meno di un secondo!

Infatti, il 14esimo classificato, John McPhee, ha tagliato il traguardo quale ultima carrozza del lungo trenino, con un gap dal vincitore Arenas di soli 989 millesimi! Senza le cadute, sarebbero stati addirittura una ventina i piloti a disputarsi in volata vittoria e podio, tutti sotto il secondo di distacco.

Per gli appassionati amanti delle battaglie in gruppo e dei volatoni infiniti tipo Tour de France in bicicletta, è l’apoteosi. Sotto questo aspetto, rendere soprattutto televisivamente la corsa uno show, si deve prendere atto che il promoter Dorna ha raggiunto l’obiettivo. Tutto bene, dunque? Dipende. Non per cercare il solito pelo nell’uovo ma per tentare una analisi più …”tecnica” non si può non porre la domanda: questo show agonistico ha anche una pari validità tecnica per cui il motociclismo (motomondiale) ha la sua ragion d’essere?

Vediamo un dato significativo, quello dei tempi sul giro. Il giro veloce in gara, oggi, è stato di Lorenzo Dalla Porta (al quarto passaggio, 1’36.826). La pole l’ha fatta Jorge Martin (1’36.591). Sapete di chi è il record del circuito e di chi è il miglior giro? Il primo appartiene a Jack Miller (1’36.302) e il secondo appartiene a Alex Marquez (1’36.050).

Ebbene? dirà qualcuno. Ebbene Miller e Marquez hanno fatto questi tempi – sostanzialmente alle stesse condizioni meteo ecc. – nel... 2014, quindi cinque stagioni addietro. Capito? Che significa? Che dopo cinque anni di sviluppo, di investimenti, di costi crescenti, sostanzialmente si gira oggi – specie su certi tracciati - sugli stessi tempi di allora. Le eccezioni, tecnicamente confermano la regola. Perché ciò accade? Di fatto perché la Moto3 – pur non essendo una categoria monomarca data la presenza di due Case, Honda e Ktm – mette in pista moto di “pari competitività” dovuto a regolamenti che appiattiscono le prestazioni (tetto giri motore, monogomma, decibel scarichi, benzine ecc.) in funzione del “fare gruppo”, per lo show.

In epoche precedenti il motociclismo ha vissuto, per lo meno in alcune categorie a livello mondiale, le stesse esperienze con in gara moto di una sola Marca o poco più (Yamaha 250, MBA e Morbidelli 125, Aprilia 125 e 250 ecc.) con corse-trenino tipo quelle di oggi in Moto3. Le differenze da allora? Molte, perché le epoche non sono paragonabili. Anche quando dominava una sola Marca, c’erano una-due moto ufficiali della stessa Casa che facevano (o tentavano di fare) la differenza rispetto al plotone dei privati su moto acquistate dalla medesima Casa. Allora quelle moto private avevano costi di acquisto e di gestione limitati (e i preparatori potevano sbizzarrirsi nelle migliorie…) per cui corridori e team potevano permettersele e fare di tutto per renderle sempre più competitive e vincenti, dati anche i regolamenti a maglia larga.

http://www.motoblog.it/post/924900/moto3-rocambolesca-arenas-trionfa-sul-diggia-e-sul-rookie-vietti-martin-allunga-per-il-ko-del-bez

E’ stato così che, non raramente, piloti privati le hanno suonate ai piloti ufficiali mettendosi in evidenza. Oggi nella Moto3 mondiale tutti i Team dispongono di moto assai competitive perché di fatto sono tutte moto ufficiali, per lo più dalle medesime caratteristiche e prestazioni. A differenza del passato (per esempio di una MBA 125, di una Aprilia 125 e 250, di una Yamaha 250, di una Aermacchi 250 e 350, prima ancora di una Norton o di una Gilera 500 ecc.) acquistare e soprattutto gestire al massimo livello una Moto3 monocilindrica 4 tempi costa un… occhio della testa, molto meno di una MotoGP ma di più di una Moto2 perché la ricerca, lo sviluppo, la gestione della Moto3 sono assai più complesse e avanzate essendo la moto (il motore) un prototipo Grand Prix, più sofisticato di quello usato nella classe media con propulsore derivato dalla serie.

Lo show è comunque show anche se il risvolto della medaglia – oltre a quanto scritto sopra – c’è e riguarda la sicurezza. Con una corsa-trenino che impegna nella volata per il podio circa 20 piloti è evidente che il rischio sale. Lo dimostrano le continue cadute di quest’anno, anche oggi una decina in gara e molte di più nelle giornate di prove e qualifiche. Non c’è nessun colpo di spugna da dare. C’è solo una riflessione da aprire perché, forse, qualcosina si può (si deve?) cambiare. Vale sempre il detto: prevenire è meglio che curare. Non si è sempre detto che la sicurezza viene prima di tutto?

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