Moto3, vola Martin, decima pole! Il Bez solo 15°. Italiani in difesa

Lo spagnolo del Team Gresini firma così la sua decima pole stagionale ipotecando la gara di domani che può valere il mondiale dato che Jorge è leader della classifica con un solo punticino di vantaggio su Marco Bezzecchi reduce dal trionfo di Motegi.

Moto3, vola Martin, decima pole! Il Bez solo 15°. Italiani in difesa

Reduce dal patatrac di Motegi, Jorge Martin già in qualifica ha il dente avvelenato prendendosi di forza a Phillip Island una pole-fiocinata (1’36.591), che tramortisce tutti. Giove Pluvio tiene in mano il pallino, spazza via la insidiosa pioggerella con folate gelide che tengono il termometro inchiodato in basso: 16 gradi la temperatura dell’aria, 23 gradi quella dell’asfalto.

Martin, è il caso di dirlo, se ne frega, si getta a capofitto a martellare giri sempre più veloci fino all’1’37.598 a cinque minuti dalla fine, poi 1’36.978 a tre minuti, quindi 1’36.774 all’ultimo minuto, infine la sciabolata conclusiva sotto la bandiera a scacchi, appunto, dell’1.36.591 sbriciolando la sua stessa pole del 2017 (1’37.030).

Lo spagnolo del Team Gresini firma così la sua decima pole stagionale ipotecando la gara di domani che può valere il mondiale dato che Jorge è leader della classifica con un solo punticino di vantaggio su Marco Bezzecchi reduce dal trionfo di Motegi. Quel Bez tutt’altro che brillante oggi in qualifica, solo 15esimo tempo (1’38.011), prestazione mediocre a quasi un secondo e mezzo dal leader (+1.420), tempo che lo retrocede nella serpentina da cui non sarà facile sbrogliarsi domani allo start, dell’ultima casella della quinta fila.

Colpa di chi, colpa di che? Soprattutto di un impappinamento nel box nel solito gioco “esco-non esco” e del solito traffico-caos nel momento clou. Tornando davanti, fa davvero impressione non trovare nessun pilota italiano nelle prime due file: nella prima, vicino a Martin ci sono Danny Binder (1’36.848) e Ayumu Sasaki (1’37.117) e nella seconda Kornfeil (1’37.357), Rodrigo (1’37.465), Oettl (1’37.540).

Infine, settimo tempo e primo dei “nostri” il rookie Tony Arbolino con gap pesante al limite del secondo (+0.988), davanti a Canet (+1.253) e all’altro tricolore Dennis Foggia (+1.166). Nebbia per gli altri italiani: 14° Bastianini (+1.404) davanti al Bez, 17° Di Giannantonio (+1.430), 20° Dalla Porta addirittura con distacco che lambisce i due secondi (+1.999).

Infine il 22° Vietti Ramus (+2.262), il 23° Montella (+2.314), il 25°Nepa (+2.436), il 27° - ultimo – Migno (+2.925). Che succede, ragazzi? Animo! Honda davanti a tutti spinta da Martin che fa la differenza. Poi, dopo la Ktm di Binder e la Honda di Sasaki, ben quattro moto della Casa austriaca che mette sei sue monocilindriche nella top ten. Dicevamo dei tempi e dei distacchi, davvero pesanti in una pista dove si gira in poco più di un minuto e mezzo. Qui a Phillip Island serve un assetto al top e soprattutto un pilota di gran manico. Dai Bez! Domani serve una gran rimonta. Una rimonta-miracolo.

Moto3 Australia 2018: pole di Jorge Martin

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