Moto3: “J’accuse” di Martin. Complotto dei piloti Academy e Ktm?

A caldo, un delusissimo Martin, ha dato la “sua” spiegazione: “Oggi tutti correvano contro di me, i piloti dell’Academy e quelli della Ktm”.

Moto3: “J’accuse” di Martin. Complotto dei piloti Academy e Ktm?

Il punticino che dopo Motegi divide in classifica Martin da Bezzecchi rende incandescente, a tre round dalla fine, una Moto3 alla “baionetta” dove mai niente è scontato. Se è vero che ogni corsa fa storia a sé e la lotta per il podio nella categoria cadetta riguarda numerosi piloti – spesso una decina! – è altrettanto vero che i grandi protagonisti sono stati fin qui solamente due: Martin e Bezzecchi.

Entrambi ventenni – li dividono pochi mesi - hanno esperienze e pedigree diverse. Il madrileno, una “certezza” su cui Honda e Team Gresini puntavano per sbancare in una stagione dove i mattatori precedenti erano passati in Moto2. Il riminese, considerato un outsider poco più, un passista arguto e coriaceo senza però il guizzo del trionfatore. Questo sul piano teorico. In realtà i fatti hanno preso una piega diversa. E’ vero: Martin ha dato più volte la dimostrazione di giocare a gatto col topo, di poter fare la differenza (le tante pole del sabato in qualifica erano segnali premonitori…): una superiorità che però ha avuto via via non poche smagliature, sparigliando le carte e rimettendo tutto in discussione.

Jorge è passato dall’essere considerato il pilota più veloce e più solido al pilota più forte ma meno… affidabile: è l’unico ad aver centrato sei vittorie ma è anche l’unico ad aver subito sei “zeri”. Bezzecchi ha vinto “solo” tre volte, con “solo” cinque “zeri”. Rispetto alle moto, oggi Honda e Ktm sostanzialmente si equivalgono, anche se la monocilindrica austriaca ha recuperato il gap facendo passi da gigante sia di motore che di telaio.

A Motegi Martin entrava con 26 punti davanti a Bezzecchi uscendone però con un solo punto di vantaggio (204 contro 203). La caduta di Jorge nella bagarre finale per il podio e la vittoria del Bez, dopo il disastro in Thailandia, riportava così il mondiale al punto di partenza. Evidente il disappunto di Fausto Gresini nel muretto del box (trasferta negativa anche per il ko di Fabio Di Giannantonio), cui spetta una analisi e una risposta su quanto accaduto.

Eccessiva pressione? Eccessiva sicurezza? Cos’altro? A caldo, un delusissimo Martin, ha dato la “sua” spiegazione: “Oggi tutti correvano contro di me, i piloti dell’Academy e quelli della Ktm”. Un je-accuse pesante, diretto, velenoso. Insomma, la riproposizione del “complotto”, in uno scenario diverso e con protagonisti diversi dal passato. Un film già visto. Ufficialmente nessuno ha raccolto le frecciate dell’asso spagnolo anche se, all’interno dei due box e nel paddock, le code polemiche non sono mancate e non sono finite.

La solita direzione gara non ha visto né sentito. Da tempo la Moto3 è diventata terreno di duelli all’Ok Corral, a cominciare dalle qualifiche del sabato. C’è un surriscaldamento anomalo (lo dimostrano anche le numerosissime cadute) che va oltre la “normale” battaglia agonistica dovuta (anche) al livellamento tecnico dei mezzi imposti da regolamenti assai discutibili quando non “farlocchi”. Vedendo e rivedendo la corsa, le accuse di Martin appaiono quanto meno esagerate. I contatti ci sono stati, e anche le esagerazioni, ma in parti …. “uguali”.

Un conto è però osservare la scena da fuori seduti in poltrona, un altro è vivere la bagarre nel fuoco della lotta. Tant’è. L’uscita di Martin, pilota di solito “misurato”, è comunque un grido di allerta, l’ennesimo, di come il “clima” ha preso una piega che può anche degenerare. E’ un segnale da cogliere, da non sottovalutare. Le corse, si dirà, sono così. Sì, ma le regole – se ci sono - devono valere per tutti, sempre. A Phillip Island, occhio! Vale per tutti. Il motociclismo-show non può degenerare in corrida.

Moto3 Giappone 2018: Bezzecchi conquista la vittoria

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