Max Biaggi: "La Superbike rischia di morire"

L'ex pilota romano è seriamente preoccupato per il futuro della Superbike, categoria che lo ha visto "rinascere" dopo lo stop forzato del 2005 e in cui il Corsaro ha vinto ben due Campionati del Mondo

E' stato l'unico pilota a vincere un titolo sia nel Motomondiale che in Superbike, nonché il primo italiano a portarsi a casa il massimo trofeo delle derivate di serie: non stupisce affatto che Max Biaggi, già quattro volte iridato in 250 e oggi brand ambassador di Aprilia, abbia a cuore il destino della categoria in cui ha conquistato ben due Campionati del Mondo.

Una categoria, la SBK, che mai come in questo momento ha avuto un presente così difficile e un futuro così incerto, che deve confrontarsi con un sempre minore interesse da parte del pubblico e delle Case Costruttrici, che è costretta a fare i conti con un dominio assoluto (quello, meritatissimo, di Jonathan Rea) che ha come effetto collaterale quello di togliere alla Superbike la sua maggiore attrattiva, la caratteristica che in questi 31 anni di corse ha fatto la fortuna di questa formula: lo spettacolo in pista, la bagarre fino all'ultima curva.

Una crisi, quella odierna, che l'organizzatrice Dorna cerca di tamponare nei modi più disparati, con soluzioni di dubbia efficacia che forse non fanno altro che togliere ulteriore fascino alla serie: difficile pensare che escamotage come la griglia di partenza "rimescolata" dopo Gara-1 e le tre gare a weekend possano risolvere una "recessione" che ha le sue radici in problemi profondi, che rischiano di minare in modo irreversibile le fondamenta del Campionato.

Come uscire, dunque, da questa situazione? Quali sono le possibili soluzioni - ammesso che ve ne siano - per salvare la Superbike da un destino che appare sempre più nebuloso? Se lo è chiesto anche Biaggi, che con con un post pubblicato sul suo profilo Facebook ha affrontato il delicato tema e cercato di stimolare i suoi fan al dibattito.

Oggi vorrei parlarvi della SBK! Mi sono chiesto se a qualcuno di voi interessasse, mi sono chiesto se avessimo potuto interagire con un argomento che oggi non trova grande seguito tra i media e sui social. Oggi tutto ruota intorno alla MotoGP, a torto o a ragione, ma è così! In questi anni ho assistito al declino della SBK chiedendomi i perché di tutto ciò. Ricordo ancora la gara di Vallelunga del 2007 in mezzo ad un mare di gente! Io credo che uno dei principali motivi ( non l’unico! ) del declino della serie è da ricercarsi nel mancato impegno ufficiale da parte di tutte le case ( eccetto Kawasaki ). La presenza delle case in forma ufficiale garantisce un maggior capitale, che può essere utilizzato per migliorare la competizione e per attività di promozione del campionato, garantendo un ritorno di immagine senza eguali. In fine dei conti è quello che oggi viene fatto con ottimi risultati in MotoGP, dove troviamo l’impegno ufficiale di ben sei case motociclistiche. Bisogna ricordare che la crisi economica ha inciso notevolmente sulla scelte delle case, che hanno dovuto scegliere dove investire le minori risorse disponibili! Il problema è che sembra non ci sia una via d’uscita! Per il prossimo anno Sportmediaset potrebbe non seguire più il campionato, dopo anni di ottimo lavoro e l’aprilia potrebbe abbondonare la serie! Come sarà possibile trovare nuovi capitali per sostenere la serie iridata? Come si possono risollevare le sorti di un campionato così glorioso? Voi cosa ne pensate, avete qualche idea in proposito? Leggo e commento sempre con piacere.
Stay tuned
Max

Sono due, secondo il Corsaro - che di recente abbiamo rivisto in sella, in occasione dell'Aprilia Racers Day - gli obbiettivi immediati che Dorna deve porsi per rilanciare il Mondiale SBK e ridare lustro a quello che è stato uno dei Campionati più amati dai motociclisti duri e puri: riconquistare l'interesse dei media (di chi, per inciso, acquista i diritti TV) e calamitare l'interesse delle case ufficiali, a garanzia di equilibrio tecnico e afflusso di capitali.

Una sfida certamente difficile, che però va raccolta subito se si vole assicurare un futuro (possibilmente florido?) alle derivate di serie: ammesso che non sia già troppo tardi è necessario intervenire immediatamente, prima che la fuga di spettatori, Case e sponsor sia completata. Ciò, ovviamente, considerando anche il fatto che eventuali provvedimenti avrebbero effetti di lungo periodo e sarebbe ingenuo aspettarsi che il trend cambi in uno schiocco di dita.

Dorna ascolterà l'appello di Max?

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